Bozen solidale
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Scontro sui migranti

“Disobbedire è umano”

Presidio in piazza contro il decreto sicurezza. Caramaschi è per le norme: “Legge statale, si rispetta. La Provincia accolga i profughi”. Vertice con il prefetto.
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“Dobbiamo applicare la disobbedienza civile nel momento in cui le leggi diventano discriminatorie, producono illegalità e utilizzano i migranti come merce di scambio elettorale”. Il gruppo Bozen solidale chiama a raccolta i cittadini - alle 18 di oggi, in piazza Municipio a Bolzano - per opporsi alla normativa sulla sicurezza. “Spero protestino contro il ministro e non contro il sindaco” risponde l’assessore Juri Andriollo (indeciso se partecipare) a difesa di Caramaschi, che a sua volta interviene: “Doveroso rispettare una norma dello Stato, piaccia o meno, a meno che non si voglia scardinare lo stato di diritto della Repubblica italiana”, dice il primo cittadino rivolto a chi lo vorrebbe sulle barricate come Leoluca Orlando. E poi invita la Provincia a farsi carico della “propria” quota di richiedenti asilo.

Dobbiamo applicare la disobbedienza civile nel momento in cui le leggi diventano discriminatorie, producono illegalità e utilizzano i migranti come merce di scambio elettorale. Oggi alle 18 in piazza Municipio a Bolzano il presidio contro il decreto, ora legge, Salvini (Bozen solidale)

La polemica sulle modalità di risposta alla norma targata Salvini ha finito per dividere il campo del (fu) centrosinistra. Al centro del dibattito c’è il decreto, ora legge, sicurezza, voluto dal ministro dell’interno che tra le altre cose rende più difficile, attraverso lo stop al rilascio della residenza, l’accesso a sanità, lavoro, corsi di lingua e percorsi di integrazione per i richiedenti asilo.

Stiamo assistendo a qualcosa di disumano, approvato da un ministro che dovrebbe rappresentare tutti, anche gli stessi richiedenti asilo ai quali vengono negati i diritti basilari e fondamentali di cittadinanza. Sta crescendo l’opposizione ad una politica che nega i diritti fondamentali e crea odio e disumanità

 

Sea Watch

Nell'invito al presidio pubblicato sulla propria pagina facebook, il gruppo Bozen solidale cita la resistenza di una fetta dei sindaci italiani al decreto di Salvini e il caso dei migranti bloccati sulle navi Sea Watch e Sea Eye

 

“Stiamo assistendo a qualcosa di disumano, approvato da un ministro che dovrebbe rappresentare tutti, anche gli stessi richiedenti asilo ai quali vengono negati i diritti basilari e fondamentali di cittadinanza” si legge nell’evento promosso da Bozen solidale, intitolato “Bolzano città aperta”, che richiama alle proteste in atto di molti amministratori, tra cui il sindaco di Merano, e il caso delle navi Sea Watch e Sea Eye. “Proprio per questi motivi - continua la call - sta crescendo l’opposizione ad una politica che nega i diritti fondamentali e crea odio e disumanità”. 

Spero protestino contro il ministro e non contro il sindaco. Io ho altri appuntamenti, andrò in piazza se avrò tempo (Juri Andriollo, assessore alle politiche sociali)

 

L’assessore Andriollo (Pd) appoggia la linea responsabile incarnata da Caramaschi. I due attendono mercoledì mattina l’incontro con commissario del governo e questore, nell’ambito del comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico, al fine di chiarire le responsabilità - anche quelle della Provincia - verso gli obblighi sull’accoglienza. Preoccupa in particolare l’uscita dal programma dei richiedenti asilo a cui verrà negata la protezione internazionale (mentre l’umanitaria è stata abolita). “Io ho altri appuntamenti, andrò in piazza se avrò tempo” afferma il titolare delle politiche sociali.

Attendo con una certa curiosità gli atti concreti paventati da alcuni sindaci che hanno dichiarato di voler invitare i responsabili dell’anagrafe a non procedere con l’applicazione del decreto. Che è una legge dello Stato e come tale va applicata dai sindaci (Renzo Caramaschi)

 

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La giunta comunale di Bolzano durante una seduta. C'è distanza fra chi come Renzo Caramaschi e Juri Andriollo opta per il rispetto delle norme mentre altri - vedi Maria Laura Lorenzini dei Verdi - vorrebbero un'approccio più deciso sulla stregua di Leoluca Orlando a Palermo. Oppure dei presidenti delle Regioni, uno fra tutti Nicola Zingaretti, candidato alla segreteria Pd

 

Caramaschi prende di mira chi dall’interno della giunta - i Verdi - lo vorrebbe alfiere della linea dura contro il decreto come Orlando a Palermo o de Magistris a Napoli. “Attendo con una certa curiosità - afferma - gli atti concreti paventati da alcuni sindaci che hanno dichiarato di voler invitare i responsabili dell’anagrafe a non procedere con l’applicazione del decreto. Che è una legge dello Stato e come tale va applicata dai sindaci, nella veste di ufficiali di governo alla quale non possono sottrarsi. Altro è il giudizio politico condivisibile o meno, così come l’eventuale questione di incostituzionalità che spetta alla Consulta”.

Per i senza dimora il Comune di Bolzano mette a disposizione i 166 posti letto totali. Tuttavia, in queste strutture dell'Emergenza freddo vengono accolti molti richiedenti asilo di cui invece dovrebbe farsi carico la Provincia. Questa quota di profughi deve essere trasferita, lo chiediamo al commissariato del governo

C’è anche una critica alla Provincia, accusata di non farsi carico dei richiedenti asilo che le spettano. “Per quanto riguarda il servizio Emergenza freddo per i senza dimora - ricorda Caramaschi - il Comune di Bolzano mette a disposizione 166 posti letto totali, 100 in via von Comini, 16 per le donne nella struttura Conte Forni, 50 nei container di via Macello. Tuttavia, molti richiedenti asilo vengono attualmente accolti nella nostra emergenza freddo e non nei centri di accoglienza gestiti dalla Provincia di Bolzano”. 

Di qui la richiesta di un intervento da parte del commissario del governo affinché la quota di richiedenti asilo “venga trasferita nei centri di accoglienza di provinciali”.

 
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Kommentare

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19 amet 08.01.2019, 12:57

Anche le leggi razziali furono legge dello Stato, approvati e controfirmati dal Re. Allora quasi tutti tacerono, e migliaia di ebrei ed altri soggetti schedati furono mandati a morte. Non seguiamo quanto fatto allora. La disobbedienza civile verso leggi disumane e criminali è necessaria.

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