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Cafebabel, Europe "in real life"

Un abisso separa l'Europa di Bruxelles e Strasburgo da quella della "generazione Erasmus". L'antidoto: Cafebabel e il suo modello di giornalismo partecipato.
cafe babel
Foto: cafe babel
“La nostra piccola Europa nell’Europa, l’Alto Adige, ha bisogno di più Europa”. Petra Malfertheiner, 35 anni di Siusi, sa di cosa parla. E va dritta al punto: “Non basta la coesistenza di più lingue a fare della nostra provincia una realtà multiculturale”. In Alto Adige, Malfertheiner sente la mancanza di quel melting pot sociale e culturale che da sempre è stato il filo rosso di tutta la sua vita. Sin da quando, studentessa, ha vissuto a Parigi nell’ambito del progetto Erasmus e ha iniziato a collaborare con la redazione di Cafèbabel, il primo magazine partecipativo multilingue fatto dai giovani per i giovani di tutta Europa.
Cafebabel é nato nel 2001 come media pensato per comunicare la vera essenza dell'Unione
 
Un media pensato per comunicare la vera essenza dell’Unione, come quello – la radio EuroPhonica di Strasburgo – per cui lavorava Antonio Megalizzi, cui l’Ordine dei giornalisti del Trentino-Alto Adige ha deciso di conferire la tessera ad honorem e al quale la Federazione Nazionale della Stampa Italiana dedicherà il proprio congresso nazionale in programma a Levico Terme dal 12 al 14 febbraio prossimi. E come il magazine online Are We Europe, un progetto di giornalismo partecipativo fondato anch’esso da studenti Erasmus che nasce “dal punto di intersezione fra movimento e identità per raccontare le nuove frontiere dell’idea di Europa”.
 
 
"Parte del problema riguarda la politica stessa, che si concentra su questioni di dettaglio"
 
Cresciuti toccando con mano la perdita di significato di muri e confini, per i giovani della cosiddetta “generazione Erasmus” un abisso separa la loro “Europa percepita”, raccontata da Cafèbabel, EuroPhonica, Are We Europe, da ciò che dell’Unione traspare attraverso i media tradizionali. “Parte del problema riguarda la politica stessa, che spesso si concentra su questioni di dettaglio, come il regolamento della Commissione Europea sulle norme di qualità dei cetrioli” continua Malfertheiner, che sul punto di incontro fra politica ed Europa ha costruito la sua professione, dapprima al Parlamento europeo, poi al Senato della Repubblica italiana per planare, infine, all’Istituto di studi federali comparati di Eurac Research dove a tutt’oggi lavora. Proprio da una riflessione su come comunicare meglio la vera essenza dell’Unione, rispondendo alle domande e curiosità e raccontando le storie di chi la abita, è nato nel 2001 il progetto di Cafèbabel.
 
 
Cafebabel conta su una rete di 15.000 contributors da tutta l'Unione e pubblica post in sei lingue diverse incluso il polacco
 
Così quello che è nato come portale d’informazione in sei lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco e polacco) dall’idea di un gruppo di studenti Erasmus decisi a restituire l’immagine di cosa sia l’Europa “in real life”, è oggi un sito da 250.000 utenti unici al mese, 2,5 milioni di pagine lette e oltre 50.000 storie pubblicate. Ma, soprattutto, è una rete internazionale di 15.000 contributors fra redattori, fotografi, editor e traduttori per la maggior parte volontari, che sono “una grande famiglia, prima che una redazione” spiega Veronica Di Benedetto Montaccini, 26 anni, originaria di Roma ed editor del sito per la parte relativa alla lingua italiana.
 
"Non siamo una bolla avulsa dal contesto. Accompagneremo le nuove generazioni nel risveglio da questo incubo populista"
 
“Il nostro impegno è di non restare in una bolla avulsa dal contesto. Il nostro motto è “Europe in real life” per raccontare qualcosa di diverso da muri e populismo. L’Europa non è solo questo. Le giovani generazioni si stanno svegliando da questo incubo e noi saremo in prima linea ad accompagnare e sostenere questo risveglio” conclude Di Benedetto Montaccini.