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BrennerLEC

La velocità inquina

I veicoli diesel a forte andatura “colpevoli” dell’inquinamento in A22. “I mezzi oltre i cento all’ora responsabili del 50% delle emissioni nocive. Gas ridotti del 10%”.
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I veicoli che possono viaggiare ad una velocità superiore ai 100 chilometri orari sono responsabili per il 50% delle emissioni di ossidi di azoto”. Ecco la categoria ritenuta principale indiziata - secondo lo studio condotto nell’ambito del progetto BrennerLEC - dell’inquinamento lungo l’autostrada che taglia le Alpi. Il dito è puntato sui veicoli a motorizzazione diesel, la quota maggioritaria del parco circolante sull’A22, che ad alte velocità aumentano “in modo rilevante” le emissioni nocive. Per Autobrennero è quindi importante mantenere attiva la riduzione dinamica dell’andatura, con il limite dei 100 orari che avrebbe già consentito “di ridurre del 10%” le fuoriuscite.

I veicoli che possono viaggiare ad una velocità superiore ai 100 chilometri orari sono responsabili per il 50% delle emissioni di ossidi di azoto in A22 (Lo studio del progetto BrennerLEC )

Lo studio

L’analisi realizzata all’interno del progetto che mira fare del Brennero un corridoio a basse emissioni - Lower emissions corridor - ha permesso di ottenere “un quadro di riferimento molto preciso dei veicoli circolati nel 2017 sull’A22 tra il valico e Affi”, spiega Autobrennero. 

 

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L'infografica sul parco circolante in A22 contenuta nello studio reso noto da Autobrennero e condotto all'interno del progetto BrennerLEC per ridurre le emissioni lungo l'autostrada

 

La ricerca avrebbe evidenziato in primo luogo una maggior presenza di veicoli recenti. Il tasso di ricambio dei veicoli pesanti è talmente rapido che già oggi il 70% circa dei camion è di classe euro 5 o euro 6, mentre circa l’80% dei veicoli leggeri in transito è un euro 4, 5 o 6, a differenza del 50% del parco medio nazionale.

La ricerca sui veicoli circolati nel 2017 sull’A22 tra il valico e Affi ha evidenziato una maggiore presenza di mezzi recenti. Ci si sarebbe dovuti attendere un tasso di emissioni inquinanti inferiore alla media nazionale, ma è vero solo in parte. Il fatto è che sono diesel quasi tutti i camion e il 76% delle auto private (Autobrennero)

Da questi dati, ragiona la società che gestisce l’A22, ci si dovrebbe quindi attendere un tasso di emissioni inferiore a quello medio nazionale. “Vero solo parzialmente - nota la spa -, a causa della tipologia di alimentazione dei veicoli che transitano sull’autostrada”. Sono diesel infatti i tre quarti (76%) dei mezzi che circolano lungo il tracciato, rispetto al dato italiano del 52%.

 

Gasolio e velocità, il mix nocivo

Il mix considerato nocivo è quello tra alimentazione a gasolio e velocità. La ricerca infatti avrebbe appurato che i veicoli che possono superare i cento chilometri orari sono ritenuti responsabili per la metà delle emissioni di NOx (biossidi di azoto). 

Le emissioni degli ossidi di azoto (NOx) delle autovetture diesel, anche le più recenti, aumentano in modo rilevante al di sopra degli 80 chilometri orari - e dai 100 ai 130 allora l’incremento sarebbe addirittura del 30% per un euro 5

 

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Panoramica sulle emissioni inquinanti lungo l'autostrada del Brennero, con il confronto tra veicoli a benzina e a gasolio

 

Autobrennero insiste quindi sulla “gestione dinamica dell’andatura”, dato che “le emissioni di NOx delle autovetture diesel (anche le più recenti) aumentano in modo rilevante al di sopra degli 80 chilometri orari” - e dai 100 ai 130 all’ora l’incremento sarebbe addirittura del 30% per un euro 5. Benefici dal calo della velocità ci sarebbero anche sulle concentrazioni medie annue di NO2 (biossido di azoto) a bordo autostrada. 

I dati rilevati nell’ambito di BrennerLEC consentono secondo la società “di meglio comprendere i primi significativi effetti della riduzione dinamica della velocità”: “Il progetto ha misurato un calo delle emissioni del 10% a fronte di una diminuzione media della velocità delle autovetture di circa 15 chilometri orari grazie all’abbassamento del limite di velocità a 100 all’ora.

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