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Il direttore principale dell'Orchestra Haydn Arvo Volmer
Giovani critici

E si riparte con energia

Grande successo di pubblico per il primo concerto della stagione sinfonica dell'Orchestra Haydn alle prese con Mozart e il raro compositore tardoromantico Hans Rott
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Allegria, maestosità e sollenità. È così che l'Orchestra Haydn, con a capo il direttore principale Arvo Volmer, ha inaugurato la stagione 2018/19, lo scorso martedì 16 ottobre all'Auditorium di Bolzano. L'orchestra si è avvalsa per l'occasione della collaborazione dell'impeccabile violinista francese Alexandra Soumm, nota per essere una dei fondatori dell'associazione no-profit Esperanz' Arts. Affollatissima la platea.

Nella prima parte del concerto è stato interpretato l'ouverture del Singspiel mozartiano Il Flauto magico. Questa introduzione orchestrale, caratterizzata dalla forte presenza di dinamiche e da una chiusa trionfante ed esplosiva, ha offerto ai cuori degli ascoltatori sensazioni di pienezza e di energia.

Ha fatto successivamente il suo ingresso, tra innumerevoli applausi, la giovane violinista francese Alexandra Soumm, che con la sua movimentata interpretazione e il supporto dell'orchestra, ha dato voce alla parte solistica del Concerto per violino e orchestra n.5 in LA maggiore di Mozart. Durante l'esibizione, la solista ha mostrato affiatamento con la direzione e con l'intera orchestra, ed ha offerto al pubblico, per quanto consentisse la partitura, un contrasto di colori emotivi. La sua interpretazione ci è apparsa oscillare tra la voglia di dare voce alla leggerezza del Mozart ragazzo e quella di marcare la sensibilità di un compositore allora 19enne che però già si spingeva verso espressività mature, cariche, profonde. Ci è anche apparso che il pubblico stesso abbia apprezzato il continuo e sottile slittamento tra gioco e profondità della violinista e dei suoi compagni orchestrali. In sintesi estrema: atmosfera magica.

Nella seconda parte della serata invece, l'orchestra stravolge completamente il programma iniziale e dal classico Mozart si passa al tardo-romantico Hans Rott. Musicista tedesco allievo di Bruckner e amico di Mahler, Rott fu ignorato subito dopo la sua precocissima morte, avvenuta a soli 26 anni. È ormai storia quella della sua ossessione per i giudizi non proprio favorevoli espressi da Brahms nei suoi confronti. Brahms probabilmente non apprezzava il sinfonismo aperto e contaminato della Sinfonia di Rott, che stroncò all'interno di un concorso in qualità di membro della giuria. È storia anche l'episodio secondo il quale Rott su un treno per Mulhouse, alla vista di un passeggero che si apprestava ad accendersi il sigaro, tirò fuori una pistola e lo minacciò dicendogli: «Brahms ha riempito il treno di dinamite»!

L'interpretazione della prima e unica sinfonia di Hans Rott da parte di Volmer e compagni non ha deluso le aspettative del pubblico. Il suono trionfante, gli evidenti contrasti dinamici e l'alternanza tra serenità e suspance hanno sorpreso l'orecchio dei presenti in sala.

Il prossimo appuntamento con l'Orchestra Haydn è previsto per martedì 23 ottobre, sempre con Arvo Volmer e il suo esercito di combattenti musicisti, alle prese questa volta con il romantico per eccellenza: Ludwig Van Beethoven. In programma il Concerto per pianoforte e orchestra n.3 interpretato da Jean-Efflam Bavouset e la Terza Sinfonia «Eroica».

Federica Cavalli e Anna Mantovani

Liceo Pascoli classe 4M - indirizzo musicale

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