Marebbe, prelevato un altro lupo
Dieser Artikel ist für dich kostenlos. Unabhängiger Journalismus in Südtirol braucht aber deine Unterstützung. Wir würden uns daher freuen, wenn du ein SALTO Abo abschließen würdest. Vielen Dank!
Jetzt S+ abonnierenVia libera all’abbattimento di un nuovo lupo. La Provincia autonoma di Bolzano ha disposto il prelievo tramite abbattimento di un secondo esemplare nel territorio del comune di Marebbe. Il decreto, firmato dal presidente Arno Kompatscher il 28 agosto 2026 ed eseguito negli scorsi giorni tramite guardiacaccia, basa la decisione sugli „attacchi documentati e confermati nelle ultime settimane al bestiame, nel corso dei quali sono state uccise diverse pecore e capre“. Si tratta del secondo prelievo nella zona, il primo era stato firmato il 2 luglio scorso. A partire da quella data, comunica la Provincia, si erano verificate altre 11 predazioni (9 pecore e due capre) nelle zone adiacenti a malga Fojedöra e malga Sennes. Il tutto „ nonostante le misure di prevenzione già in atto“, ovvero due pastori con controlli quotidiani e il ricovero notturno di alcuni capi giovani.
La decisione, si legge nel decreto, si inserisce nel piano annuale che a giugno aveva già autorizzato l’abbattimento di tre lupi sull’intero territorio provinciale, qualora le valutazioni tecniche accertassero un pericolo per zootecnia, biodiversità o sicurezza pubblica. Il decreto richiama la direttiva europea Habitat (92/43/CEE) e la legge provinciale 14/1987, che consentono il prelievo di specie protette quando non è compromesso lo stato di conservazione favorevole.
„Basta uccisioni“
Dura la reazione della LAV: „Entrambi i decreti emanati quest’anno dal Presidente Kompatscher sono evidentemente illegittimi, in quanto presuppongono l’abbassamento dello stato di protezione conferito ai lupi, sebbene questa specie sia ancora strettamente protetta in Italia dalla Legge 157/1992“ – dichiara Federico Crisetig, area animali selvatici LAV – „Inoltre, i mezzi incruenti per prevenire i danni causati dagli animali selvatici devono sempre essere implementati prima di fare ricorso ai fucili, tuttavia gli allevatori non disponevano di alcuna misura per proteggere gli animali che sono stati predati dai lupi“.
„Gli allevatori non disponevano di alcuna misura per proteggere gli animali“
La Lav critica anche la precedente predazione di luglio, che „non ha apportato alcun beneficio agli allevatori della zona“, sottolineando come la comunità scientifica internazionale riferisce che per ridurre i danni alla zootecnia sia completamente inutile sparare ai lupi a caso mentre risulta invece imprescindibile proteggere gli animali allevati con appositi strumenti, ad esempio le recinzioni elettrificate. „Il Presidente della Provincia di Bolzano ha deciso di fregarsene sia della normativa italiana sia delle conoscenze scientifiche attuali, fucilando un altro lupo al solo scopo di rimpinguare il proprio consenso elettorale tra gli allevatori altoatesini“ ha proseguito Crisetig di LAV.
Zweiter Abschuss in Marebbe,…
Zweiter Abschuss in Marebbe, elf weitere Risse nach dem Juli-Dekret. Die Landesregierung spricht von Hirten, Nachtstall für Jungtiere und Habitat-Richtlinie. Die LAV sagt: ohne wirksamen Herdenschutz ist der Schuss nur Symbol.
Beides kann im selben Tal wahr sein. Wer nur zählt, wie viele Wölfe der Jahresplan erlaubt, misst Politik. Wer nur Zäune fordert und die Alm ignoriert, misst Ideologie. Nutztiere nachts und stromführende Netze senken Risse zuverlässiger als ein weiteres Gewehr. Der Wolf bleibt geschützt, solange Italien das sagt. Die Alm bleibt nur, wenn der Schaden nicht zur Dauerlage wird. Abschuss ohne Nachweis der Prävention ist der kürzere Weg zum Applaus, nicht zum Bestand.