Avviate (di nuovo) le procedure dei CPR
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Abbonati ora a S+“Chi entra illegalmente va rimpatriato”, è questo l’obiettivo del progetto di ampliare la rete di Cpr (Centri di Permanenza per i Rimpatri) in tutta Italia. Lo ha ribadito ieri (30 settembre) il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi durante il question time alla Camera: “Abbiamo avviato le procedure per la realizzazione di nuove strutture: una in Campania, due in Trentino-Alto Adige, uno in Calabria, uno in Toscana e uno in Emilia-Romagna”, ha spiegato rispondendo a un’interrogazione presentata da Noi Moderati. Una risposta quasi identica a quella che Piantedosi aveva fornito il 25 maggio, in un’analoga interrogazione. “Quest’anno siamo già oltre 6.500 tra rimpatri forzati e volontari assistiti”, ha aggiunto il ministro, sottolineando che, secondo le stime del Governo, entro la fine dell’anno si potrebbe raggiungere nuovo record di rimpatri.
Il prossimo passo concreto dovrebbe avvenire, secondo il Ministro, i primi giorni di ottobre quando si terrà il prossimo Consiglio Giustizia e Affari interni dell’Ue Gai che riunisce i ministri della Giustizia e degli Interni. Al momento non ci sono ulteriori sviluppi per il progetto del mini-CPR altoatesino, che sarà costruito vicino al nuovo carcere, nella zona di Bolzano Sud. Il terreno su cui si dovrebbe erigere la nuova casa circondariale è di quattro ettari, si trova vicino all’aeroporto, è già espropriato e di proprietà dello Stato e l’area dedicata al carcere è abbastanza grande da contenere anche il CPR. Ma, come spiegato a SALTO dal presidente Arno Kompatscher, “sulla costruzione si devono mettere d’accordo i due Ministeri”. Il carcere previsto sulla stessa area compete al Ministero della Giustizia, che fa capo al ministro Nordio, la gestione dei CPR è in mano al ministero degli Interni con a capo Matteo Piantedosi. Il nodo è ora sul tavolo del Commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria Marco Doglio: tocca a lui stabilire quale porzione del terreno sarà destinata al carcere e, di conseguenza, quale al mini-CPR da 25-50 posti.
Come spiegato da Kompatscher a SALTO, il Ministero vuole ridurre la capienza del nuovo istituto carcerario dai 200 inizialmente previsti a circa un centinaio di posti, liberando così spazio per il CPR. Interrogato su come la Provincia possa assicurarsi standard di cura e l’impossibilità che arrivino persone da fuori regione, Kompatscher aveva risposto: “Siccome è una struttura piccola è più facile e logico che vi entrino prima coloro che sono mandati dalla Questura di Bolzano”, pur riconoscendo che la scelta finale spetta al Ministro dell’Interno.
Il CPR in Trentino
Come riportato dal T Quotidiano, il 25 maggio la Giunta provinciale ha deliberato l’acquisto di Maso Visintainer, nell’area di Piedicastello, per 1.230.000 euro. Qui sorgerà il CPR trentino da 25 posti – annunciato già a ottobre come l’undicesimo CPR in Italia – con i lavori preparatori attesi nei prossimi mesi e l’apertura prevista a inizio 2027. A differenza di Bolzano, a realizzare la struttura sarà direttamente la Provincia di Trento, mentre la gestione operativa passerà al Ministero dell’Interno.
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