Il contadino che sfidò l’esproprio
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Jetzt S+ abonnierenDopo oltre un decennio di battaglie legali si chiude con un accordo la vicenda di Roberto Sossai, l’agricoltore diventato negli anni il simbolo della resistenza contro l’esproprio del proprio maso da parte della Provincia di Bolzano per realizzare il deposito del materiale di scavo della galleria di base del Brennero (BBT). In un primo momento Sossai aveva acconsentito all’occupazione temporanea di circa 25 ettari dei suoi terreni all’imbocco della val di Riga, a Varna. Successivamente, però, a fronte delle procedure di occupazione d’urgenza e della rilevanza strategica dell’area per il progetto del Brennero, la Provincia decise di trasformare il deposito in un’opera permanente, avviando l’esproprio definitivo.
„Da quel momento sono iniziati anni di contenziosi e ricorsi, fino all’ultimo presentato davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo“, ricorda l’avvocato Igor Janes, legale dell’agricoltore.
L’intesa raggiunta prevede che Sossai possa riacquistare la terra vegetale asportata dai terreni e attualmente stoccata nell’area, per un valore stimato di circa 1,7 milioni di euro. L’accordo gli riconosce inoltre la facoltà, al termine dei lavori, di riottenere alcune superfici da destinare nuovamente all’attività agricola, una volta completati i lavori e gli interventi di ripristino. Resta confermata anche l’indennità di esproprio pari a 25,5 milioni di euro. In cambio, Sossai rinuncia a tutti i procedimenti giudiziari ancora pendenti nei confronti della Provincia.
Fino a oggi l’agricoltore, 74 anni, aveva sempre respinto le offerte economiche avanzate dalla Provincia, sostenendo che il suo obiettivo non fosse il risarcimento, ma la possibilità di continuare a vivere e lavorare nella terra che ha sempre considerato casa. Una posizione che lo ha reso, negli anni, il simbolo della resistenza contadina alle grandi opere.
A convincerlo ad accettare l’accordo è stata proprio la prospettiva di poter tornare in futuro a coltivare almeno una parte dei terreni. „I soldi non sono mai stati il punto - sottolinea Janes - per questo l’intesa raggiunta rappresenta un risultato così importante“.
L’accordo sancisce la definitiva chiusura di ogni contenzioso tra le parti, compreso il ricorso presentato alla Cedu di Strasburgo, mettendo fine a una vicenda giudiziaria durata oltre dieci anni. Determinanti, sottolinea lo stesso Sossai, sono stati il confronto con l’assessore provinciale al patrimonio Christian Bianchi e con il direttore del dipartimento Daniel Bedin, che hanno contribuito a costruire l’intesa.
„Era una vicenda che si trascinava da troppo tempo e credo che le istituzioni abbiano il dovere di cercare soluzioni, non di alimentare i conflitti. Oggi completiamo un percorso complesso, dando piena attuazione all’accordo raggiunto e chiudendo definitivamente un contenzioso durato anni. È un risultato che tutela gli interessi della Provincia e dimostra che il dialogo, quando è accompagnato da serietà, ascolto e senso di responsabilità, può portare a risultati concreti“, conclude Bianchi.
Für den B B T ist nichts zu…
Für den B B T ist nichts zu teuer ...!
Der „Bauer“ muss sich…
Der „Bauer“ muss sich jedenfalls um seine Zukunft keine Sorgen machen.