Farmacie Private, sciopero il 13 aprile
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- Lavoro che cambia, stipendio che resta
Negli ultimi anni il lavoro del/la farmacista è cambiato notevolmente. Non si tratta più „soltanto“ della vendita di farmaci: oggi significa gestire servizi sanitari a tutti gli effetti, fare prevenzione, rispondere a bisogni sempre più vari e complessi. Ma a questa evoluzione non corrispondono purtroppo condizioni lavorative adeguate. Ed è proprio qui che nasce la tensione che ha portato al primo sciopero nazionale del settore delle farmacie private dello scorso 6 novembre e ora – a cose non risolte – al secondo sciopero nazionale previsto per il 13 aprile.
Se da un lato la professionalizzazione e le responsabilità di queste figure sono alte come non mai, il recupero del potere d’acquisto è un lontano miraggio. Il riconoscimento economico fatica sempre più a stare al passo. E questo avviene anche nella nostra ricca e fiorente regione.
Il contratto collettivo nazionale è scaduto il 31 agosto 2024 e, dopo lunghi mesi di trattative, il rinnovo è ancora a uno stallo.
Le richieste dei sindacati al tavolo di trattativa sono chiare: reale e concreto recupero salariale, maggiore valorizzazione delle professionalità e riconoscimento delle responsabilità quotidiane.
- Il nodo dello scontro
Il punto critico del confronto riguarda le proposte avanzate da Federfarma, giudicate „inadeguate“ dai sindacati CGIL, CISL e UIL.
Se da parte sindacale c'è la richiesta di aumenti più consistenti (si parla di circa 360 euro per i collaboratori), da parte datoriale la controproposta si aggira tra 120 e 200 euro, peraltro in parte non strutturali.
Ma non è solo una questione di numeri. Secondo le organizzazioni sindacali, le proposte risultano anche discriminatorie perché non riconoscono pienamente tutte le figure professionali e le nuove mansioni che ormai fanno parte del lavoro in farmacia.
- Più servizi, meno tutele
Il tema più profondo e meno discusso è la trasformazione della farmacia stessa.
Con la cosiddetta „farmacia dei servizi“, anche in territori come l’Alto Adige le farmacie sono diventate veri e propri presidi sanitari di prossimità: vaccini, test diagnostici, consulenze.
Questo significa immancabilmente: maggiori competenze, maggiore esposizione a responsabilità sanitarie, carichi di lavoro più ingenti e articolati.
Il problema è che queste nuove attività spesso non sono accompagnate da compensi aggiuntivi e da una regolamentazione chiara, atta a valorizzare la qualità del lavoro. Ed è qui che in un settore da sempre considerato prospero ed intoccabile lo scontento fiorisce, nella percezione di una distanza invalicabile tra lavoro svolto e lavoro riconosciuto.
- Il caso Alto Adige
In Alto Adige queste dinamiche si sentono forse ancora di più. Il costo della vita è tra i più alti d’Italia e questo amplifica fortemente il problema degli stipendi fermi e dell’insoddisfazione ad essi collegata.
Allo stesso tempo, le farmacie – soprattutto nei centri abitati più piccoli e sperduti – svolgono un ruolo fondamentale e capillare di presidio sanitario sul territorio, spesso venendo considerati al pari di centri medici e strutture specialistiche (solo più accessibili).
Il risultato è una professione sempre più centrale, ma anche sempre più sotto pressione.
A onor del vero, a supplire a tutto ciò abbiamo molto spesso accordi individuali e superminimi - considerati dal resto d’Italia più che corposi e inarrivabili - che rendono più appetibili gli stipendi (almeno dei livelli più alti).
Ma sebbene nella nostra bella regione la sindacalizzazione del settore delle farmacie risulti un’impresa titanica (più che altrove), anche qui l’insoddisfazione inizia a crescere e maturare.
- Lo sciopero del 13 aprile
Si comprende ora meglio come lo sciopero delle farmacie private del 13 aprile (e ugualmente il precedente sciopero di novembre) si prospetti come un’inattesa novità. Sciopero che coinvolgerà oltre 76.000 lavoratrici e lavoratori delle farmacie private in tutta Italia, e circa 500 soltanto in Alto Adige.
In un periodo storico in cui lo sciopero viene visto come uno strumento sessantottino e operaio di guerra al potere, il giorno 13 aprile le farmacie - con tutto il rispetto per la comunità - chiuderanno le serrande (o le porte automatiche). Si spera.
Del resto se il contratto resta fermo mentre il settore è in continua evoluzione, lo sciopero è d’obbligo.
Da parte nostra pieno supporto. Buono sciopero a tutte e tutti!
Ilaria Cagol
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