La madre di Saman
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L’altra sera sono stata a Bolzano alla presentazione di un libro riguardo al femminicidio di Saman Abbas, giovane donna pakistana uccisa dalla sua famiglia a Novellara nel 2021. L’incontro surreale si è aperto con una battuta sessista riguardo alle „belle ragazze in redazione“ ed è continuato con un giornalista improvvisato antropologo, un ex-magistrato improvvisato sociologo e molta pornografia del dolore.
„La madre è la peggiore“
Com’era prevedibile, è mancata la contestualizzazione del femminicidio d’onore e qualsiasi analisi strutturale di questo fenomeno nelle dinamiche trasversali della violenza di genere. C'è invece stata e fortemente sottolineata la responsabilità di Nazia Shaheen, madre della vittima. Anche se la giustizia ha individuato ben cinque carnefici riconoscendo una responsabilità collettiva e sistemica, qualcuno sente il bisogno di creare una graduatoria morale collocando la madre, unica donna coinvolta, in cima: „la madre è la peggiore“.
In occasione della Festa della Mamma di ieri, vi propongo una lettura sul doppio standard di genere: le donne devono proteggere molto più di quanto gli uomini debbano astenersi dal fare violenza. Questo è uno specchio della struttura patriarcale che ha ucciso Saman: alle donne si chiede cura incondizionata, agli uomini no. E quando una donna fallisce in quel ruolo, diventa moralmente più riprovevole degli uomini coinvolti. La condanna sociale è più intensa e deresponsabilizza gli uomini che hanno pianificato e eseguito materialmente l’omicidio. La loro violenza è meno sorprendente, meno condannabile e paradossalmente viene naturalizzata. Dall’altra parte si responsabilizza in modo iperbolico la donna ignorando completamente il contesto di coercizione di certi sistemi familiari e la struttura patriarcale che produce donne complici come prodotto della propria oppressione.
Questa non è una giustificazione – la Corte d’Appello ha confermato l’ergastolo per entrambi i genitori — ma vuole essere un invito a rifiutare una logica per cui il tradimento di una madre pesa di più dello strangolamento commesso da un uomo.
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