Manager altoatesino arrestato negli Usa
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Manfred Gruber, sessantunenne altoatesino, si è dichiarato colpevole davanti a un tribunale federale di Brooklyn (USA) per cospirazione finalizzata alla violazione delle norme sul controllo delle esportazioni. L’altoatesino, 61enne e residente a Ora, rischia ora la condanna prevista dalla legge statunitense per violazione dei controlli export per aver esportato illegalmente munizioni per un valore superiore a 540.000 dollari dagli Stati Uniti al Kirghizistan verso la Russia.
L’uomo è attualmente detenuto nel carcere di Brooklyn, era stato arrestato già nell’ottobre del 2025 a Washington, mentre si stava recando ad una fiera di settore. Il procuratore federale Joseph Nocella ha dichiarato che l’imputato “ha usato più società per nascondere il piano di inviare munizioni militari al Kirghizistan, da dove venivano poi riesportate in Russia per sostenere lo sforzo bellico russo”. Del caso si era accorto anche un membro della community di SALTO Michele De Luca, potete leggere qui il suo contributo.
Gruber è il Direttore commerciale della Bignami S.p.A, società punto di riferimento per l’importazione e la distribuzione di armi da caccia e tiro. L’azienda è nata nel 1939 a partire da una piccola armeria di Bolzano da un’idea di Battista Berti. Gruber è sposato con la figlia del fondatore, che tutt’ora gestisce l’azienda assieme al resto della famiglia.
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Le indagini negli USA
Secondo l’Eastern District of New York (il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti che ha lanciato la notizia), Gruber faceva parte di una rete internazionale di approvvigionamento di munizioni destinata alla Russia durante la guerra in Ucraina. Il piano, ricostruito dalle forze dell’ordine americane, era il seguente: da direttore vendite di una grande azienda italiana grossista di armi e munizioni, acquistava munizioni negli Stati Uniti con licenze che ne consentivano l’esportazione solo verso l’Italia per poi violare tali licenze riesportando invece le munizioni verso il Kirghizistan senza autorizzazione. Il tutto tramite un complice. Gli investigatori hanno anche recuperato messaggi criptati in cui Gruber discuteva con un complice come suddividere le spedizioni “in modo che non si notasse”.
A far partire le indagine sarebbe stato il caso del trafficante kirghiso Sergei Zharnovnikov, già condannato a 39 mesi di carcere per aver spedito armi e munizioni statunitensi in Russia. Roman Rozhavsky, vicedirettore della Divisione spionaggio e controspionaggio dell’FBI, ha dichiarato che Gruber “ha messo a rischio numerose vite fornendo illegalmente munizioni di fabbricazione americana e di tipo militare per sostenere l’offensiva bellica in Ucraina”. Il vice procuratore generale per la sicurezza nazionale John A. Eisenberg ha aggiunto che “i crimini di Gruber hanno contribuito a sostenere una guerra sanguinosa che ha causato innumerevoli vittime”.
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Metettelo in galera e…
Metettelo in galera e lasciatelo in America per 20 anni! Questo uomo ha aiutato i Russi a amazzare la povera gente ucraina,che schiffo di merda, VERGOGNA!
Jetzt auch noch einer aus…
Jetzt auch noch einer aus den eigenen Reihen, für den sich die Menschheit schämen muss ...
Herr Ciuffo sie meinen…
Herr Ciuffo sie meinen natürlich die SVP???