Fumata nera per la democrazia diretta
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Abbonati ora a S+Finisce in una doppia bocciatura la lunga partita sulla democrazia diretta in Consiglio provinciale a Bolzano. Nella tarda mattinata di oggi (11 giugno) era ripresa la trattazione dei due disegni di legge inter-partitici interrotta l’ottobre scorso – e l’esito ha rovesciato gli equilibri che fino a poche settimane fa sembravano dare ai promotori un margine, seppur risicato, di 18 voti contro 17.
La discussione e la bocciatura
Si tratta dei ddl 6/23, prima firmataria Brigitte Foppa (Verdi) – sull’ammissibilità dei referendum sulle leggi relative alla forma di governo e sulla nuova composizione della Commissione per i procedimenti referendari – e 7/23, primo firmatario Alex Ploner (Team K), riguardante la semplificazione della raccolta delle firme e l’introduzione di un sistema online. Entrambi i testi si richiamano alle proposte dell'Iniziativa per più democrazia ed erano sostenuti dall’intero arco delle opposizioni. “Nel programma di governo si sostiene l’importanza della democrazia diretta, ma poi ci si tira indietro – ha spiegato in aula Ploner – la stessa maggioranza avrebbe potuto presentare propri emendamenti, dimostrando così ai cittadini che il tema le stava a cuore”.
I numeri spiegano la dinamica. Il passaggio alla discussione articolata del ddl 6/23 è stato approvato con 18 sì e 16 no, quello 7/23 è invece stato subito respinto con 18 no e 17 sì – per il voto contrario di Thomas Widmann. Ma anche l’altro testo è rimasto senza maggioranza. Passati alla discussione articolata del solo 6/23, infatti, i primi due articoli sono stati respinti dal Consiglio senza discussione né emendamenti con 18 no (tra cui quello di Widmann) e 17 sì, mentre l’articolo 3 è caduto sul pareggio: 17 sì e 17 no in questo caso a causa dell’astensione dal voto di Ulli Mair (Freiheitliche): l’assessora provinciale ha motivato la mancata partecipazione come un errore tecnico. Bocciati tutti gli articoli del ddl, non s’è resa necessaria una votazione finale complessiva.
Il rinvio di ottobre
Il voto in aula era stato rinviato a ottobre per consentire proprio un ulteriore confronto tra opposizione e maggioranza. Allora il dibattito generale si era protratto per l’elevato numero di interventi, esaurendo il tempo a disposizione delle opposizioni, che avevano letto il rinvio come un’apertura per permettere alla SVP di lavorare a eventuali modifiche.
Cosa prevedevano i due ddl
Il ddl 6/23 puntava a chiarire la piena ammissibilità dei referendum anche sulle leggi relative alla forma di governo – superando le interpretazioni restrittive che in passato avevano limitato l’iniziativa sul Consiglio dei cittadini per il clima del 2020 – e a riformare la Commissione referendaria, oggi composta da magistrati, introducendo un sistema di sorteggio tra esperte ed esperti di diritto pubblico per garantire indipendenza e imparzialità.
Il ddl 7/23 introduceva invece la raccolta digitale delle firme e abbassava le soglie (8.000 firme per un referendum propositivo, 5.000 per uno consultivo, 2.500 per un’iniziativa popolare). Attualmente in Alto Adige serve il 2% degli aventi diritto, mentre a livello nazionale basta lo 0,1%.
Il Landeshauptmann Arno Kompatscher aveva preannunciato che la maggioranza non avrebbe votato i testi nella forma attuale, rilevando “lacune tecniche e profili di incostituzionalità” nel 6/23, e proposto un tavolo di lavoro congiunto. Allora l’unica voce della maggioranza a favore era stata quella di Ulli Mair, cofirmataria, che aveva rivendicato la propria coerenza: “Mantengo la promessa fatta ai cittadini, anche se questo tema non fa parte del programma di governo”. Non erano mancate le scintille con Fratelli d’Italia, dopo che Marco Galateo – pur firmatario in passato del “Patto per la democrazia diretta” – aveva rifiutato di figurare tra i promotori del ddl.
Il rammarico delle opposizioni
“Le proposte elaborate dall’Iniziativa per più democrazia puntavano a eliminare alcuni degli ostacoli che negli ultimi anni hanno di fatto impedito l’esercizio degli strumenti di partecipazione popolare previsti dalla legge provinciale” scrivono in una nota gli otto gruppi consigliari sostenitori dei due disegni di legge – ovvero Gruppo Verde, Team K, Süd-Tiroler Freiheit, PD, Freie Fraktion, JWA, Vita e Wir Bürger – esprimendo forte rammarico per questa bocciatura “che rappresenta un’occasione mancata per rafforzare la partecipazione democratica in Alto Adige”: “Prima delle elezioni provinciali del 2023, numerose forze politiche avevano espresso il proprio sostegno a una riforma della democrazia diretta e alle richieste avanzate dall’Iniziativa per più democrazia. Mantenere la parola data è l’essenza della politica. Chi promette qualcosa prima delle elezioni è chiamato a mantenerla, anche se è passato in maggioranza. Die Freiheitlichen e Fratelli d’Italia non hanno mantenuto la parola data. Per questo, il voto di oggi lascia ancora più amaro in bocca”, affermano Brigitte Foppa e Alex Ploner. “Oggi la maggioranza ha dato prova di come intende mantenere le promesse date alla popolazione: per niente”, concludono nel loro comunicato le otto forze politiche.
certi personaggi hanno la…
certi personaggi hanno la faccia come... la poltrona alla quale sono incollati.
Mahlzeit
Es ist schwer, die…
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Antwort auf Es ist schwer, die… von Wolfgang Moser
Es ist schwer, die…
Es ist schwer, die demokratische Gesinnung aufrecht zu erhalten, wenn unsere gewählten Vertreter konsequent gegen unseren klar geäußerten Willen spucken.
Durch ihre kaum als weise zu bezeichnend Bevormundung erweisen sie unserer Gesellschaftsordnung einen Bärendienst.
Es ist schwer, trotz der andauernden Beleidigung durch die Ersten unter den Gleichen weiter zu glauben, es ist sehr schwer.
Mair schiebt sich immer mehr…
Mair schiebt sich immer mehr auf die Seite der Verlierer Partei SVP. Vermutlich will sie sich ein schleimen und bei den nächsten Wahlen auf der SVP Liste zu kandidieren.
„Ulli Mair non ha votato – l…
„Ulli Mair non ha votato – l’assessora provinciale ha motivato la mancata partecipazione come un errore tecnico“
L’assessora provinciale é un' errore!!
Antwort auf „Ulli Mair non ha votato – l… von Manfred Gasser
Tutte le scuse Della Mair…
Tutte le scuse Della Mair fano solo ridere.
Angesichts seiner wertvollen…
Angesichts seiner wertvollen Beiträge für das Wohl des Landes ist ein Widmann aus dem Landtag nicht wegzudenken.
Für das Geld das sie den…
Für das Geld das sie den Steuer-Zahlern kosten, leistet der Großteil der Landtags-Abgeordeneten recht wenig ...!