Famiglie: il Sudtirolo scende in piazza
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Abbonati ora a S+Domani (16 maggio) Piazza Magnago si riempirà di bambine e bambini, mamme e papà, nonni e nonne altoatesini che chiedono un intervento urgente della politica a sostegno delle famiglie. “Partecipo a questa manifestazione perché oggi il tema della famiglia non può essere considerato una questione privata delle donne, è una questione sociale, economica e politica”, spiega Francesca Fiocco, una delle mamme che domani scenderanno in piazza. Con la manifestazione, prevista alle ore 10, si accusa chi governa che ciò che viene liquidato come una questione privata è in realtà una mancanza nella politica familiare. “In Alto Adige si parla spesso di natalità, lavoro, futuro, ma nella realtà quotidiana molte famiglie si trovano ancora sole nella gestione dei figli e della cura familiare”, aggiunge Fiocco.
Chi scende in piazza accusa gravi lacune nell’assistenza, offerte pomeridiane insufficienti, costose soluzioni estive frammentarie e alla cancellazione di gite scolastiche e progetti didattici. Il tutto viene compensato dalle famiglie. Non solo: “La difficoltà di conciliare il lavoro e la famiglia continua a pesare soprattutto sulle donne - prosegue Fiocco -. I dati lo dimostrano chiaramente, in Trentino Alto Adige quasi una donna occupata su due lavora part time (il 46%) ed è molto spesso una scelta obbligata”. Stipendi più bassi, meno possibilità di carriera e pensioni future più povere, e le conseguenze si vedono nel lungo periodo: in Provincia di Bolzano la pensione media delle donne è circa la metà di quella degli uomini. “Questo divario nasce da anni di lavoro di cura non riconosciuto, interruzioni lavorative, riduzioni di orario legate alla famiglia”.
“La difficoltà di conciliare il lavoro e la famiglia continua a pesare soprattutto sulle donne”
In questa situazione, i nonni rappresentano ancora oggi una colonna portante del welfare familiare, tantissime famiglie riescono a lavorare solo grazie al loro aiuto quotidiano. Ma anche questo è un modello che non è più sostenibile: “Molti nonni lavorano ancora, vanno in pensione più tardi e continuano comunque a svolgere gratuitamente un enorme lavoro di cura. ”Credo che la politica debba assumersi proprio una responsabilità più forte, non bastano aiuti occasionali o slogan sulla famiglia, serve un cambiamento strutturale e soprattutto culturale“. Le richieste sono congedi parentali realmente equi tra madri e padri, investimenti concreti nei servizi, più posti negli asilo, più sostegno educativo, orari compatibili con il lavoro delle famiglie, bonus nido più cospicui e servizi territoriali adeguati. ”Questo cambiamento non lo dobbiamo attendere, deve essere la politica che se ne fa promotrice: se continuiamo a costruire un sistema in cui diventare madre significa avere meno opportunità economiche, pensioni più basse, stiamo scaricando sulle famiglie e sulle donne un costo che dovrebbe essere sostenuto collettivamente", conclude Fiocco.
E finalmente. Che si faccia…
E finalmente. Che si faccia qualcosa.