Lo scandalo dei patentini
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Una questione da affrontare
SCANDALO DEI PATENTINI: una questione che è ora di affrontare
lo „scandalo“ dei Patentini falsi si sta allargando, come era prevedibile. Eppure, richiederebbe a mio parere una maggiore e diversa attenzione. La normativa provinciale riguardo ai Patentini di bi-trilinguismo è piuttosto ampia e complessa ma si riduce costantemente al „Patentino di tedesco falso del medico italiano“. Invece, sarebbe l’occasione finalmente di affrontare questa spinosa materia, anche a livello politico. Che vi siano scuole che elargiscono certificati più o meno facilmente è cosa nota, ma anche fenomeno conclamato a livello nazionale e europeo. Perché quindi non siamo intervenuti prima? E perché il Patentino, ovvero gli esami di tedesco-italiano-ladino della provincia di Bolzano non si uniformano tra di loro (prevedendo uguali regole per applicazione e modalità d’esame, cosa che adesso non è) e soprattutto non si adeguano alla normativa europea? Ho letto recentemente che le tipologie di accertamento utilizzate per i nostri Patentini siano più semplici rispetto agli standard europei: non sono d’accordo, sono solo diverse. Ma soprattutto, è giusto licenziare i colpevoli di irregolarità, o addirittura impedire loro di accedere a altri concorsi e/o ritornare lo stipendio? No, non lo è. E‚ eccessivo, laddove forse, prima, bisognava intervenire facendo qui chiarezza. E‘ giusto limitarsi a indagini solo nell’ambito sanitario? No, perché casi ne avremo ovunque, nel pubblico a ogni livello ma anche nel privato. Ma abbiamo anche delle incongruenze: perché i cittadini sono costretti da circa vent’anni a questa parte a ritornare all’amministrazione l’indennità del trilinguismo se si trasferiscono per lavoro fuori dalle località ladine pur rimanendo in provincia? Qual è la ratio di tutto questo, incentivare la conoscenza delle lingue e la comunicazione, o altro? Questi cittadini andrebbero risarciti perché l’indennità è diritto acquisito. L‚ altro però, purtroppo, emerge, ovvero il pregiudizio. E‘ di ieri sera una mia conversazione con due simpatici signori sudtirolesi, seri professionisti, su questo argomento: in cui la ripetizione costante di stereotipi, quali „gli italiani non vogliono imparare il tedesco“, „noi invece sappiamo l’italiano“, „qui si dice sempre siamo in Italia“, ha di fatto impedito ogni confronto e discussione del tema. Se siamo ancora così legati a questo modo di vedere il prossimo, e se questa è la reazione allo „scandalo dei Patentini“, molta strada c‚è da fare. Come insegnante, come membro di diverse commissioni di esame, so che non è così. Ricordo decine di candidati preparati, tenaci, volenterosi di conoscere e imparare la lingua tedesca, e le famiglie che mandano i figli in Germania sono sempre moltissime. Che l’italiano - come il ladino, per la sua struttura morfologica- sia lingua che si impara in un anno di studio continuativo e il tedesco in tre/quattro non è un’opinione: sbagliare un articolo in italiano praticamente impossibile, viceversa è quasi inevitabile. E anche se questa ovvietà ultimamente viene negata nel dibattito locale, ecco, forse sarebbe davvero ora di riprenderlo. Dal 1976, anno di introduzione degli accertamenti linguistici, è davvero trascorso troppo tempo. Oppure, che si considerino valide solo alcune certificazioni: quelle del Goethe Institut, per il tedesco, quelle, ad esempio, Plida, per l’italiano, e per il ladino, quelle di un ente accreditato a livello europeo. O ancora, andiamo riconoscere automaticamente per la conoscenza delle lingue gli esami di maturità per il livello „ex-B“ o universitari per l‘ „ex-C“. Considerando che però, in provincia di Bolzano, si licenzia, altrove, al massimo si sanziona. Combattere il pregiudizio, che questa brutta e potenzialmente pericolosa vicenda può alimentare, invece, sarà più difficile.
Lettera pubblicata sul quotidiano Alto Adige (15.04.2026)
Presentare un documento…
Presentare un documento falso secondo lei è un’irregolarità? È un reato (art. 483 CP) punito con la reclusione fino a 2 anni!
Innanzitutto bisogna…
Innanzitutto bisogna intendersi cosa significa falsità. Dobbiamo accusare di reato i Ministeri italiani di considerare „falso“ (o non valido) il Patentino di bilinguismo, come succede? Mettiamo in carcere il ministro oppure i dirigenti di istituzioni europee se non lo riconoscono? Bisognerebbe esaminare caso per caso cosa esattamente è successo, se la certificazione è stata comprata, come e dove, oppure se si tratta di altre situazioni, non è così semplice.