Politik | Corte UE

Brennero, bocciati i divieti tirolesi

L’avvocato generale della Corte di giustizia UE dà ragione all’Italia su tre delle quattro misure contestate. Salvo solo il dosaggio dei Tir a Kufstein. La sentenza attesa entro fine anno.
Bild: Othmar Seehauser

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Peggio del previsto”, titola la Tiroler Tageszeitung nella lunga contesa sul transito lungo l’asse del Brennero. Nelle conclusioni presentate oggi, giovedì 16 luglio, nella causa C-524/24 – il ricorso per inadempimento promosso dall’Italia contro l’Austria – l’avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea Manuel Campos Sánchez-Bordona ritiene che tre delle misure anti-transito applicate dal Tirolo del Nord sulle autostrade A12 dell’Inntal e A13 del Brennero violino il diritto dell’Unione, ovvero il divieto di circolazione notturna per i mezzi pesanti, il divieto settoriale e il divieto di circolazione invernale. Non contrasterebbe invece con il diritto UE il sistema di dosaggio del traffico sulla A12, la cosiddetta Blockabfertigung al confine di Kufstein. La sentenza della Corte è attesa in autunno.

Lo scontro Italia-Austria

Il ricorso era stato presentato da Roma su iniziativa del ministro dei trasporti Matteo Salvini (Lega), sostenendo che le misure tirolesi restringano in modo illegittimo la libera circolazione delle merci lungo un’arteria essenziale della rete di trasporto transeuropea. Sul fronte opposto, il Land Tirolo guidato dal Landeshauptmann Anton Mattle (ÖVP), sostenuto politicamente dal governo di Vienna, ha ribattuto che senza le misure anti-transito il carico di traffico sarebbe molto più elevato, la qualità dell’aria nettamente peggiore e la sicurezza stradale gravemente compromessa. Ogni anno attraversano il Brennero circa 2,4 milioni di Tir.

“Siamo fermamente convinti che la protezione delle persone, della natura e delle infrastrutture pesi più della libera circolazione delle merci e degli interessi della lobby internazionale dell’autotrasporto”, ha dichiarato alla TT il Landeshauptmann nordtirolese Anton Mattle, annunciando che le conclusioni saranno ora esaminate nel dettaglio. “Tocca ora alle giudici e ai giudici della Corte di giustizia decidere quale direzione prende l’UE: la salute delle persone o gli interessi della lobby dei trasportatori. Continuiamo a lottare per l’aria pulita e la sicurezza stradale, continuiamo a lottare per le tirolesi e i tirolesi”. Per i Verdi tirolesi, con il portavoce Gebi Mair e l’europarlamentare Lena Schilling, quella di oggi è “una giornata amara per l’Europa”. Fritz Gurgiser, storico presidente del Transitforum Austria-Tirol, legge nel via libera al dosaggio una conferma della linea dell’associazione, che quella misura aveva chiesto e ottenuto “contro la feroce resistenza della lobby internazionale del transito”. 

Le misure sotto esame

Sul divieto notturno, in vigore tutto l’anno, l’avvocato generale osserva che la misura non risponderebbe in modo coerente e sistematico all’obiettivo dichiarato dall’Austria, cioè spostare le emissioni di NO2 dalle ore notturne a quelle diurne, quando le condizioni atmosferiche favoriscono la dispersione degli inquinanti. Secondo l’avvocato della Corte, prima di renderlo permanente, Vienna avrebbe dovuto verificarne la proporzionalità sulla base dei rischi per la salute umana, dei dati più recenti disponibili e della possibilità di misure alternative. Il divieto settoriale, in vigore dalla fine del 2016, vieta il trasporto su strada di determinate merci considerate idonee alla rotaia su un tratto della A12. L’avvocato generale riconosce le eccezioni previste e ammette che la misura potrebbe essere adatta a raggiungere l’obiettivo di tutela ambientale. Ma nel 2021, quando i valori limite fissati dalla direttiva sulla qualità dell’aria risultavano rispettati su tutti i tratti rilevanti, l’Austria avrebbe dovuto valutare un allentamento del divieto o il ricorso ad altre misure.

Manuel Campos Sánchez-Bordona: è l'avvocato generale della Corte di giustizia dell'Unione europea w

Più netto il giudizio sul divieto invernale, che nel 2023 vietava in determinate fasce orarie del sabato la circolazione sulla A12 e sulla A13 ai mezzi pesanti diretti in Italia, in Germania o in Paesi raggiungibili attraverso questi Stati. Per Campos Sánchez-Bordona la misura è discriminatoria, perché il suo ambito di applicazione non può essere determinato in base alla destinazione finale del veicolo. Combinata con gli altri divieti, avrebbe reso di fatto impossibile il trasporto internazionale di merci pesanti nel fine settimana. Regge invece il dosaggio del traffico, introdotto nel marzo 2018, che in determinate giornate limita a un massimo di 300 camion all’ora l’accesso alla A12 – quest’anno il calendario del Land prevede una trentina di giornate di Blockabfertigung. Secondo l’avvocato generale la misura non è censurabile se consiste, come sostiene l’Austria, in una semplice limitazione della velocità applicata in via eccezionale su determinati tratti autostradali, in circostanze particolari e sulla base di fondate previsioni di congestione. L’Italia non avrebbe dimostrato che i suoi effetti equivalgano a una restrizione quantitativa alle importazioni.

I prossimi passi

Le conclusioni dell’avvocato generale non sono vincolanti per la Corte, ma nella maggior parte dei casi i giudici ne seguono l’impostazione. La sentenza della Grande Sezione – il collegio di 15 giudici riservato alle cause di maggiore rilievo – è attesa entro la fine dell’anno, forse già in autunno. Se la Corte dovesse accertare l’inadempimento, l’Austria sarebbe tenuta a conformarsi senza indugio, mentre in caso contrario la Commissione europea potrebbe presentare un nuovo ricorso e chiedere sanzioni pecuniarie.