Politik | Le reazioni

“L’Svp consegna la Bassa atesina a Urzì”

Eva Klotz parla di “tappeto rosso” steso dalla SVP al deputato di Fratelli d’Italia. Dopo i Verdi, arriva un nuovo attacco al ridisegno del collegio senatoriale. Intanto lo stesso Urzì critica l’ordine del giorno di Steger.
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Si moltiplicano le critiche alla nuova geografia dei collegi senatoriali in provincia di Bolzano. Dopo la dura presa di posizione dei Verdi, ora è anche la delle figura storica dell’indipendentismo sudtirolese, Eva Klotz, ad attaccare la SVP per aver accettato la modifica del collegio Bolzano-Bassa Atesina approvata dalla Camera insieme alla riforma elettorale (in Senato ci arriverà dopo l’estate, quindi la modifica non è ancora definitiva, ndr)

L’ex consigliera di Süd-Tiroler Freiheit parla di una scelta che finisce per “consegnare la Bassa Atesina ad Alessandro Urzì”. In una nota si dice “sgomenta” per la disponibilità dimostrata dalla Volkspartei ad accettare una ridefinizione dei collegi che, a suo giudizio, spalanca la strada all’elezione del deputato di Fratelli d’Italia.

Secondo Klotz, dopo aver già lasciato a Urzì “un successo politico dopo l’altro” durante il percorso della riforma dell’Autonomia, la SVP starebbe ora “stendendo il tappeto rosso” al parlamentare bolzanino, arrivando perfino ad accettare “una dolorosa divisione della Bassa Atesina” in cambio di “discutibili vantaggi per il futuro”.

Le dichiarazioni si aggiungono a quelle diffuse ieri dai Verdi, che hanno definito la riforma un vero e proprio “collegio elettorale su misura”. “Come cittadina dell’Oltradige mi sento una pedina in un gioco di potere politico”, aveva affermato la co-portavoce Kathrin Werth, secondo cui la modifica rappresenta “uno schiaffo in faccia all’Oltradige, alla Bassa Atesina e a Bolzano”.

Ancora più esplicito il co-portavoce Zeno Oberkofler: “Urzì si costruisce un collegio elettorale su misura per garantirsi una poltrona. La SVP sta a guardare, o meglio cerca di ottenere qualcosa per sé, fallendo miseramente”. I Verdi avevano inoltre definito una “misera farsa” la mancata partecipazione al voto dei deputati della Volkspartei e annunciato che, se la riforma dovesse essere approvata definitivamente anche dal Senato, chiederanno alla Giunta provinciale di impugnare la legge davanti alla Corte costituzionale.

Ma la vicenda continua a creare tensioni anche all’interno della stessa maggioranza di governo destre-SVP. In una nota diffusa ieri, infatti, è lo stesso Alessandro Urzì a prendere le distanze dall’ordine del giorno presentato dal segretario della SVP, Dieter Steger, e accolto dal governo contestualmente all’approvazione della riforma. “Non ho condiviso la scelta di accettare l’ordine del giorno a prima firma Dieter Steger, che ha ottenuto di fatto tutto quello che voleva”, scrive il deputato di Fratelli d’Italia. “Ho sostenuto la posizione assunta per pura disciplina di partito, ma si dovrà arrivare a un chiarimento”.

L’ordine del giorno della SVP, accolto dall’esecutivo, impegna infatti il governo a garantire, anche dopo il ridisegno dei collegi elettorali, il rispetto delle tutele previste dal Pacchetto e dell’equilibrio nella rappresentanza dei gruppi linguistici attraverso un successivo scambio di note con l’Austria.

Nonostante il via libera all’emendamento che ridisegna il collegio senatoriale, Urzì ritiene quindi che la SVP abbia ottenuto una contropartita eccessiva. “La SVP continua pubblicamente a professare atteggiamenti di dialogo che nascondono l’obiettivo di restare forza egemone in Alto Adige. E con quanto messo in atto da Dieter Steger ci riesce benissimo”, conclude il parlamentare di Fratelli d’Italia.