Spartizione subito?
Questo articolo è gratuito per te. Il giornalismo indipendente in Alto Adige ha però bisogno del tuo sostegno. Saremmo lieti se sottoscrivessi un abbonamento a SALTO. Grazie mille!
Abbonati ora a S+L’emendamento di Alessandro Urzì (Fratelli d’Italia) che riduce da 18 a 12 comuni il collegio senatoriale Bolzano-Bassa Atesina ha superato l’esame della Camera. I deputati SVP Renate Gebhard e Dieter Steger non hanno partecipato al voto, mentre Manfred Schullian ha votato contro. Il politologo Günther Pallaver, professore emerito dell’Università di Innsbruck, aveva anticipato su SALTO sia il sospetto di un collegio “su misura” per Urzì in vista delle politiche del prossimo anno, sia il rischio che la Volkspartei si sedesse su un vespaio.
SALTO: Professor Pallaver, l’emendamento è passato. La SVP si è astenuta in cambio di contropartite, ma nella Bassa Atesina è già rivolta. Se lo aspettava?
Günther Pallaver: Lo avevo scritto: se passa, si apre un vespaio. Era chiaro che la SVP dell’Oltradige non ha nessun interesse a essere separata dal collegio, perché così svanisce la possibilità di eleggere un proprio candidato per Roma. Quelli della Bassa Atesina si sentono da sempre maltrattati, o meglio, poco considerati – e ora arrivano con gli scarponi e li massacrano. Ha reagito il Bezirksobmann Norbert Mayr, dicendo chiaro e tondo che se questo passa si alleano con il centrosinistra. Dal punto di vista della dialettica interna credo sia uno sbaglio della Volkspartei. Le costerà voti, e non solo quando si voterà per Camera e Senato, ma anche alle prossime elezioni provinciali.
Eppure il partito rivendica le contropartite ottenute – o quelle promesse, come abbassare la soglia di sbarramento su scala regionale per i partiti di minoranza alla Camera dei Deputati.
È la conseguenza di questo patto. Capisco il calcolo, scendere dal 20 al 15 per cento con la soglia di sbarramento a livello regionale alla Camera è un vantaggio per la Volkspartei, perché l’erosione del suo voto mette in dubbio la capacità di arrivare sempre al 20 per cento. Ma ci sono anche altri costi da mettere in conto. E poi c’è il ragionamento di Steger, per cui bisognerebbe assicurare la rappresentanza della minoranza anche alla Camera. Ma questa c’è già! I due collegi uninominali della Camera comprendono comuni a stragrande maggioranza di lingua tedesca.
E salvo cataclismi, lì può essere eletta solo una persona di lingua tedesca. Ma intanto Urzì sostiene che anche agli italiani serva una garanzia.
La garanzia assoluta non esiste. La misura 111 del Pacchetto dice “agevolare”, non “garantire” – e garantire non si può proprio: il voto è libero, non è possibile cementare l’orientamento elettorale. A parte il fatto che la garanzia non ce l’hai comunque, perché la frammentazione dei partiti italiani è quella che è. Se nel collegio Bolzano-Bassa Atesina gli italiani parlassero con una lingua sola, elettoralmente parlando, la questione non si porrebbe. Ed è sacrosanto che gli italiani abbiano una rappresentanza a Roma – ma la possibilità c’è già con questa circoscrizione, dove la maggioranza degli elettori è italiana. Per questo dico che riscrivere i confini è un gerrymandering etnico.
La misura del Pacchetto dice “agevolare”, non “garantire” l’elezione – perché garantire non si può proprio: il voto è libero.
La nuova mappa disegna una Bassa Atesina “italiana” lungo la sinistra Adige e i comuni a maggioranza di lingua tedesca dell’Oltradige sull’altra sponda. Le ricorda qualcosa?
Mi viene in mente il vecchio Anton Zelger, quello del “quanto più chiaramente ci separiamo, tanto meglio ci capiamo”. È davvero la divisione tra tedeschi e italiani che ritorna dopo trent’anni, la logica etnica della generazione di Zelger, Benedikter, Magnago. E mi ha sorpreso leggere sul Dolomiten proprio il Bezirksobmann Mayr dire “ma come, non è più una questione etnica, gli italiani votano i tedeschi e i tedeschi votano gli italiani, la Bassa Atesina è diversa”.
Lo dice a ragion veduta, la storia elettorale del collegio racconta altro, da Peterlini a Spagnolli.
Certo, ma se vogliamo dedurre la logica esistente in Alto Adige, è quella della proporzionale etnica. Ed è la logica della Volkspartei, e chiunque al suo interno forse dovrebbe in fondo accettare anche questo. Ma non si può applicare una logica talmente rigida a una realtà sociale che non lo è.
C’è poi la questione dello scambio di note con Vienna, che la SVP ha posto come condizione.
Ed è molto interessante, perché Urzì ha sempre detto che la funzione di tutela dell’Austria è superata, un residuo del passato. Adesso invece lo scambio di note gli va bene – ovviamente, perché è interessato a questa circoscrizione per essere eletto l’anno prossimo. Ma c’è di più: Steger sostiene che il consenso dell’Austria varrà anche per ogni futura modifica elettorale. Nell’emendamento questo non c’è scritto, e non l’ho letto da nessuna parte: esiste un’intesa al di fuori del testo? Perché se fosse vero, sarebbe rilevante dal punto di vista della costruzione delle procedure: significherebbe che l’Austria ha un ruolo ancora più incisivo che in passato, e che nemmeno i governi futuri – nemmeno il partito della Meloni – potranno cambiare nulla senza il suo consenso.
Steger sostiene che il consenso dell’Austria varrà anche per ogni futura modifica elettorale. Esiste un’intesa al di fuori del testo?
Dopo la riforma dell’autonomia, un patto tra Volkspartei e destra italiana anche sui collegi. Che quadro ne esce?
Mi fa venire in mente la vecchia proposta provocatoria di Sabino Acquaviva, “Alto Adige. Spartizione subito?”: un po' in quella direzione si va. La Bassa Atesina diventa un homeland italiano – Alexander Langer, per i ladini, aveva coniato “Bantustan Ladinia”. Il punto è che una società non può reggersi sulla spartizione etnica. Nella ricerca sui conflitti si parla di sistemi dissociativi: nei momenti pericolosi hanno la loro valenza – piuttosto che spaccarci la testa a vicenda, ci separiamo. È stata la logica dell’Alto Adige, come del Kosovo. Ma quando l’animosità viene meno, da un sistema dissociativo si passa a un sistema associativo, di cooperazione. E in Alto Adige i passi in quella direzione ci sono stati, pensiamo alle associazioni interetniche – tutte quelle che hanno a che fare con la malattia non sono separate, perché la malattia non si ferma davanti a nessuna appartenenza – o all’Università di Bolzano. Questo emendamento va nella direzione opposta: di nuovo verso il sistema dissociativo. È un passo indietro, fatto alla fine per auto-conservazione partitica.
Portiamo il ragionamento ancora oltre: nel nuovo collegio “italiano” la SVP presenterà ancora un proprio candidato, non avendo più chance di eleggerlo – almeno sulla carta?
È la domanda che mi pongo anch’io. Già nel 2022 da sola non ce l’ha fatta – quei famosi cinquecento voti scarsi. Con il nuovo perimetro può dimenticarselo. Ma c’è di più: se questa è la logica del garantismo che Fratelli d’Italia rivendica, la Volkspartei non dovrebbe proprio presentarsi, perché già candidarsi significa mettere in dubbio che quella sia la circoscrizione “degli italiani”. Portata alle estreme conseguenze, la logica della proporzionale etnica applicata ai collegi vorrebbe che ogni circoscrizione abbia la sua etichetta: gli italiani non potrebbero candidarsi nei due collegi tedeschi e nessun partito tedesco in quello italiano. Non si può fare, naturalmente – ma la logica sarebbe quella.
Se la Bassa Atesina diventa un homeland italiano, allora la SVP non dovrebbe presentarsi. Altrimenti mette in dubbio che quella sia il collegio “degli italiani”.
In tutto questo, i gruppi linguistici sono tre...
Già, i ladini. Non hanno mai avuto voce in capitolo. Nemmeno questa volta.
Der Abgeordnete Urzì genießt…
Der Abgeordnete Urzì genießt sichtlich seine Rolle als eigennütziger Autonomieklempner, Staatsvolkadvokat und politischer Spaßverderber.
Forza Urzì! Spagnolli a casa!
Forza Urzì! Spagnolli a casa!
Antwort auf Forza Urzì! Spagnolli a casa! von Aloisius von Gonzaga
Das wäre interessanter…
Das wäre interessanter Lesestoff für Sie:
„Why Liberals and Atheists Are More Intelligent“
https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/0190272510361602
Unter „Liberals“ werden in diesem Zusammenhang Menschen eingeordnet, die nicht rechts sind, das muss man unterstreichen, damit Sie sich nicht als Liberaler feiern.
Kann mir Jemand glaubhaft…
Kann mir Jemand glaubhaft erklären, was die Senatoren für das Geld leisten, das von den italienischen Steuer-Zahlern für den SENAT ver-jubelt wird?
Die SVP scheint Gefallen…
Die SVP scheint Gefallen daran gefunden zu haben, sich selbst das Wasser abzugraben.