Politik | Lussemburgo

Limiti al Brennero, sentenza a fine anno

Corte di Giustizia europea, all’odierna udienza dibattimentale il confronto tra Roma e Vienna sul ricorso italiano per le misure anti-transito del Tirolo austriaco. Il MIT: “Aspettative positive”.
Seehauser Foto - SALTO

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Oggi, 21 aprile, si è tenuta in Lussemburgo l’udienza davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea nella causa C-524/24, ovvero il ricorso con cui l’Italia contesta all’Austria le misure anti-transito applicate nel Tirolo austriaco lungo il corridoio del Brennero. L’udienza si è svolta davanti alla Grande Sezione della Corte, cioè il collegio di 15 giudici riservato alle cause di maggiore rilievo. La sentenza non è però immediata: le conclusioni dell’avvocato generale sono attese per il 16 luglio, mentre la pronuncia del collegio lussemburghese è prevista entro la fine dell’anno.

Primo round all'Italia

Le due parti si sono presentate in Lussemburgo con posizioni diametralmente opposte. Per il ministro dei trasporti Matteo Salvini (Lega), promotore dell’iniziativa, “è ora che venga ripristinato il diritto di tutti gli autotrasportatori europei alla piena libertà di circolazione sancita nei Trattati UE”. “Da parte italiana è stata ribadita la gravità dei divieti rispetto alla libertà di circolazione ed al buon funzionamento del mercato interno” fa sapere oggi in un comunicato il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. “Forte è l’aspettativa del MIT – prosegue la nota ministeriale – per una soluzione positiva della vertenza che possa ristabilire certezza del diritto e condizioni più favorevoli per gli autotrasportatori che hanno un ruolo fondamentale per la competitività italiana ed europea”. Gli effetti delle restrizioni al Brennero preoccupano il settore dell’autotrasporto, con le associazioni di categoria che chiedono alla Corte di porre fine a una situazione considerata “non più sostenibile”. Il Landeshauptmann nordtirolese Anton Mattle (ÖVP) si è detto invece convinto che l’Italia non riuscirà a ottenere l’accoglimento della propria richiesta “massimalista” di abolire tutte le misure, e ha ribadito che indipendentemente dall’esito occorre trovare “soluzioni politiche”, dal trasferimento del traffico su rotaia a un sistema intelligente di gestione dei flussi.

Le misure austriache

Al centro del procedimento ci sono quattro gruppi di misure introdotte dal Tirolo del Nord per limitare il traffico pesante sulle autostrade A12 dell’Inntal tra Langkampfen e Ampass e A13 del Brennero. Si tratta del divieto di circolazione notturna in determinate fasce orarie per alcuni mezzi pesanti su un tratto della A12, del divieto settoriale che impedisce il trasporto su strada di specifiche categorie di merci – carta, cemento, prodotti in metallo, alcune merci agricole e di largo consumo –, del divieto di circolazione invernale applicato il sabato nei mesi invernali tra le 7 e le 15 sulla A12 e sulla A13 per alcuni camion diretti verso l’Italia o la Germania, nonché del sistema di dosaggio, ovvero il contingentamento dei mezzi pesanti con le cosiddette “code intelligenti” a Kufstein: il calendario 2026 del Land Tirolo prevede una trentina di giornate di dosaggio gestite dall’Asfinag, nelle quali l’accesso alla A12 viene limitato a un massimo di 300 camion all’ora.

Secondo Roma, come detto, queste misure restringono in modo illegittimo la libera circolazione delle merci all’interno dell’Unione europea. L’Italia sostiene che, nonostante due sentenze della Corte di giustizia del 2005 e del 2011, l’Austria abbia mantenuto restrizioni incompatibili con il diritto europeo e ne abbia introdotte di ulteriori. Il governo italiano ha avviato la procedura nel febbraio 2024 chiedendo alla Commissione europea il parere previsto dall’articolo 259 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Quel parere è arrivato il 14 maggio 2024 ed è stato favorevole alla posizione italiana con una bocciatura delle misure austriache, censurando tutte e quattro le categorie di misure come non giustificate né coerenti rispetto agli obiettivi dichiarati. Successivamente, il 30 luglio 2024, Roma ha depositato formalmente il ricorso davanti alla Corte, la Commissione ha poi chiesto di intervenire nel giudizio a sostegno dell’Italia.

Il ministro dei trasporti e infrastrutture Matteo Salvini: fautore del ricorso italiano contro l'Austria. Seehauserfoto

Sul piano ambientale, però, il timore è opposto. Sessantasette organizzazioni ambientaliste, con in testa CIPRA International, hanno chiesto in una lettera aperta di mantenere le restrizioni al transito e le misure di tutela della qualità dell’aria lungo l’asse del Brennero. Secondo tali organizzazioni, una decisione favorevole all’Italia potrebbe innescare un effetto domino sull’intero arco alpino, mettendo in discussione gli strumenti di regolazione del traffico costruiti negli anni in nome della tutela dell’ambiente e della salute – con ripercussioni positive anche sul Sudtirolo.