Politik | Bolzano

Crollo del Tribunale: parla la Provincia

Ad una settimana dal crollo, Bianchi risponde in Consiglio provinciale: “Noi Provincia siamo la parte lesa”. Il pilastro crollato era già segnalato come sovraccaricato. Individuate 3-4 soluzioni per la sede provvisoria.
Bild: Seehauserfoto

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A una settimana dal crollo del Palazzo di Giustizia di Bolzano, restano aperti i due nodi più urgenti: chi indaga sulle cause del crollo, e dove troveranno posto i 200-250 dipendenti degli uffici giudiziari rimasti senza sede. Ha cercato di rispondere a parte di queste domande l’assessore al patrimonio Christian Bianchi che, su richiesta dei consiglieri Foppa, Repetto e Köllensperger, ha riferito in merito a quanto accaduto e alla situazione attuale. 

“I lavori sono stati assegnati il 2 febbraio 2026 alla ditta Merotto Bau, per un importo di 497mila euro, con cronoprogramma da giugno a ottobre.”

L’edificio, progettato negli anni '30 e completato nel 1956, era rimasto di proprietà del Demanio fino al 2018, quando è passato alla Provincia dopo un lungo passaggio di competenze tra Comune, Ministero e Regione. Il 6 giugno 2018 il Tribunale è passato alla Provincia di Bolzano: dopo una ricognizione della Ripartizione Patrimonio, erano stati stanziati 10 milioni per tutte le manutenzioni necessarie; da allora gli interventi sono stati 183. Nel 2024 è emersa la prima crepa, metaforica e non solo. “Nella verifica decennale sulla statica degli edifici era emersa una carenza di documentazione – spiega Bianchi – per questo ”un’importante società di ingegneria bolzanina“ è stata incaricata di svolgere un’analisi approfondita. Un verbale del 25 ottobre 2024 attesta l’idoneità statica dell’edificio, suggerendo di alleggerire i carichi nei piani superiori e intervenire sui 4 pilastri principali ritenuti sofferenti. Con una serie di delibere ”spezzatino“ (potete trovare l’analisi qui) la Provincia di Bolzano ha autorizzato una serie di interventi, compresa la sostituzione dei quattro pilastri portanti: ”I lavori sono stati assegnati il 2 febbraio 2026 alla ditta Merotto Bau, per un importo di 497mila euro, con cronoprogramma da giugno a ottobre. Uno dei pilastri è stato effettivamente sostituito". 

Il Palazzo di Giustizia di Bolzano dopo il crollo di giovedì scorso. SALTO/Val

“Noi Provincia siamo la parte lesa”

Il nodo più delicato resta ancora da sciogliere: a chi va attribuita la colpa del crollo? “Non siamo nella condizione di dire se quei lavori hanno generato o contribuito a generare il crollo, se ne occupa la magistratura –  e aggiunge Bianchi – Noi Provincia siamo la parte lesa”. Subito dopo il collasso è stato aperto un fascicolo per crollo colposo, al momento contro ignoti, affidato al procuratore aggiunto Igor Secco e alla pm Federica Iovene, che nei prossimi giorni dovrebbero individuare, in questa fase preliminare delle indagini, i primi soggetti indagati. Se un magistrato bolzanino dovesse risultare indagato, la Procura di Bolzano dovrebbe dichiararsi incompetente per territorio e il fascicolo, secondo indiscrezioni, passerebbe a Trieste (lo stesso varrebbe anche per eventuali cause civili di risarcimento).

A destra l'assessore al patrimonio Christian Bianchi, accorso dopo il crollo. SALTO/Val

La corsa alla sede provvisoria

Mentre si aspetta di fare luce sulle ragioni del crollo, oggi sono state analizzate le 20 proposte per la sede provvisoria del Palazzo di Giustizia. Oggi pomeriggio c’è stata una riunione con la presidente Bortolotti e il Procuratore generale che ha permesso di identificare 3-4 soluzioni: “Domani sono previsti i sopralluoghi”, aggiunge Bianchi. In tempi brevi bisogna trovare una sistemazione per 200-250 dipendenti, suggerisce l’assessore, anziché molteplici come auspicato dalla Procura. Non solo, gli edifici devono essere pronti o quasi, perché le attività dovrebbero ripartire già il primo ottobre. Il Consiglio dei Ministri ha confermato una sospensione delle attività fino al 30 settembre; il pre-DPCM è stato trattato oggi, assieme ad un possibile decreto legge con “misure urgenti e indifferibili per lo svolgimento dei procedimenti civili e penali a seguito del crollo dell’immobile degli uffici giudiziari di Bolzano”.

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