Dieser Artikel ist für dich kostenlos. Unabhängiger Journalismus in Südtirol braucht aber deine Unterstützung. Wir würden uns daher freuen, wenn du ein SALTO Abo abschließen würdest. Vielen Dank!
Jetzt S+ abonnieren„Sognavo di diventare calciatore, ma ho capito subito che non ce l’avrei mai fatta: ero veramente scarso, scarso, scarso“. Il piano B di Stefano Bizzotto è diventato una carriera che lo ha portato dal giornalismo locale in Alto Adige ai più grandi palcoscenici del calcio mondiale. Nel podcast di SALTO, il giornalista sportivo bolzanino ripercorre il proprio percorso professionale e racconta i vantaggi che gli ha portato la conoscenza della seconda lingua. „Quando ho cominciato, circa quarant’anni fa, il tedesco era una lingua sconosciuta per molti. Chi lo parlava abbastanza bene partiva quindi avvantaggiato, perché poteva accedere a un’area geografica che per gli altri colleghi era off limits“. Bizzotto spiega di aver sfruttato proprio questa conoscenza del tedesco per costruirsi uno spazio professionale.
„Separare il calcio dalla politica è impossibile. Sarebbe bello, ma non è possibile“.
Bei der am Sonntag zu Ende gegangenen Fußball-Weltmeisterschaft in den USA, Mexiko und Kanada war Bizzotto als Kommentator für die RAI im Einsatz. Den Fall Folarin Balogun, bei dem die Rote-Karte-Sperre des US-Stürmers nach einem Telefonat zwischen Donald Trump und FIFA-Präsident Gianni Infantino aufgehoben wurde, sieht Bizzotto äußerst kritisch: „Das war ein Eigentor“. Secondo il giornalista, il calcio non può essere considerato completamente separato dalla politica, anche se „sarebbe bello“. Quando si organizza un campionato del mondo ci si confronta inevitabilmente con la politica e questo può rendere lo sport uno strumento di potere. „Separare il calcio dalla politica è impossibile. Sarebbe bello, ma non è possibile“, dice Bizzotto.
Auf die Frage, was passieren müsste, damit die italienische Nationalmannschaft bei nächsten WM oder auch EM mit dabei sein könne, antwortet Bizzotto, dass man der Jugendarbeit mehr Zeit einräumen müsse: „Wir wollen unbedingt, dass ein junger Spieler innerhalb von wenigen Monaten ein Weltklassespieler wird. Man muss den Jungen das Recht geben, Fehler zu machen“, betont Bizzotto.
Die Leidenschaft für den Sport hat der Bozner jedenfalls auch nach Jahrzehnten im Sportjournalismus nicht verloren: „Wenn ein schönes Tor geschossen wird, ist es wie vor 40 Jahren. Oder wenn ein Dribbling gelingt oder ein Torhüter eine Parade zeigt“, so Bizzotto. Alle diese Szenen begeistern ihn nach wie vor.
Episode verfügbar auf:
Episodio disponibile su:
Spotify ● Apple Podcasts ● Youtube ● Castbox ● Amazon Music ● Audible ● Spreaker
Gesamte Serie - serie completa
SommerRacconti
SALTO Podcasts