Politik | Giustizia

Le conseguenze del No

Kompatscher: "Nessun effetto politico dal voto". Bettio vede un segnale per il centrosinistra. Urzì parla di occasione persa e rilancia la spinta riformista.
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In Alto Adige, anche se di poco, ha vinto il No. Dopo il referendum sulla riforma della giustizia prevalgono letture caute: tra chi invita a non sovrapporre il voto agli assetti di governo, sottolineando la stabilità del governo Meloni, e chi intravede segnali politici da non sottovalutare, facendo l’occhiolino a chi si è astenuto fino ad ora ma oggi si è recato alle urne per dire no alla riforma Nordio. 

"Non intaccherà la riforma dello Statuto"

Arno Kompatscher: “Non credo che questo risultato possa portare alla caduta del governo o a cambiamenti significativi” USP/Bruccoleri

“Sono rimasto un po‘ sorpreso dal fatto che il risultato a livello nazionale sia stato così netto, più di quanto mi aspettassi”, dichiara il Landeshauptmann Arno Kompatscher. Sulle conseguenze del voto, Kompatscher sottolinea che “a livello provinciale non è successo nulla di particolare e, su quello nazionale, non mi aspetto grandi stravolgimenti. Non credo che questo risultato possa portare alla caduta del governo o a cambiamenti significativi”.

Indicativo il dato del suo comune, Fié allo Sciliar, dove i contrari alla riforma raggiungono il 57,38%. “Io personalmente avevo dichiarato che avrei votato ’Sì‘, mentre il partito non ha dato indicazioni precise. Mi aspettavo un esito più equilibrato sia a livello nazionale sia in Alto Adige. A livello nazionale, invece, il risultato è stato netto; in Alto Adige, al contrario, ’Sì‘ e ’No‘ sono rimasti molto vicini. Direi quindi che, per quanto riguarda il territorio locale, il risultato rientra nelle aspettative”.

 

“Io personalmente avevo dichiarato che avrei votato ’Sì'”

 

Per quanto riguarda invece la riforma dello statuto, Kompatscher rassicura: “Questo risultato non cambia nulla. Non c’è alcun collegamento diretto: la maggioranza in Parlamento c’è, e anzi su questo tema si è registrato anche un consenso più ampio, con astensioni e voti favorevoli anche da parte dell’opposizione”.

"Un tassello nella costruzione di un’alternativa a questa destra"

Rai News

“Mi aspettavo un’affermazione nei centri più popolosi, ma non pensavo che questi riuscissero a trascinare l’intero risultato. Invece è successo, e il contributo dell’elettorato giovanile è stato determinante”, commenta il segretario locale del PD, Carlo Bettio.

Sulla lettura politica del voto, Bettio invita alla prudenza: “Sicuramente si consolida un campo di forze democratiche. Va però considerato che la base elettorale distingue tra i diversi livelli: non credo che questo risultato sia immediatamente trasferibile sul piano politico”. Segno che l’equazione vittoria del No uguale Campo Largo non è una formula matematica. “È senza dubbio un elemento di incoraggiamento e può rappresentare un tassello nella costruzione di un’alternativa a questa destra, che con la proposta di riforma costituzionale ha toccato aspetti ritenuti non accettabili, anche per come è stata impostata fin dalla presentazione in Parlamento”.

 

“Credo che ci sia spazio per ricostruire un rapporto anche con l’elettorato di lingua tedesca su questi temi”

 

Secondo Bettio, inoltre, è riemersa un‘“isola dell’astensionismo” che potrebbe rivelarsi decisiva: se una parte di questo elettorato tornasse stabilmente al voto e sostenesse il centrosinistra, potrebbe cambiare i rapporti di forza prima a livello nazionale e poi anche locale. Sul voto dell’elettorato di lingua tedesca, Bettio aggiunge: “È vero che alcuni partiti come la SVP avevano lasciato libertà di voto, ma è anche vero che molte figure di primo piano si erano espresse per il ’Sì', insieme a gran parte del movimento giovanile. Credo comunque che ci sia spazio per ricostruire un rapporto anche con l’elettorato di lingua tedesca su questi temi”.

"Prendiamo atto dell'occasione persa"

Alessandro Urzì: “Non è mai stato un voto sul governo” Seehauserfoto

Dal fronte dei sostenitori della riforma arrivano invece i primi bilanci, con toni critici verso l’esito del voto. “Fratelli d’Italia, come sempre, ha troppo rispetto degli italiani per non rispettarne il voto. E quindi prendiamo atto dell’occasione perduta”, scrive l’onorevole Alessandro Urzì, coordinatore regionale del partito in Trentino-Alto Adige.

“La gran parte delle motivazioni utilizzate, a partire da quella secondo cui si sarebbe esercitato un controllo politico sulla magistratura, non era sostenuta da dati reali. Tuttavia, è democrazia che i cittadini, seppur di stretta misura, abbiano deciso di credervi”. Urzì sottolinea come il risultato, sul territorio, sia stato molto equilibrato: “C’è stata una sostanziale parità tra ‘Sì’ e ‘No’. Va ringraziata quella parte significativa di popolazione che ha sostenuto lo slancio riformista, sia a Trento sia a Bolzano”.

 

“La separazione delle carriere nella giustizia era presente anche nel programma del PD”

 

Quanto al merito della riforma, aggiunge: “La separazione delle carriere nella giustizia, fino a pochi mesi fa presente anche nel programma del PD, era un impegno della coalizione di governo e come tale andava portato avanti. Il Parlamento ha fatto la sua parte, ma gli italiani hanno scelto legittimamente di lasciare il sistema com’è oggi, rinunciando al cambiamento: un’occasione perduta”.

Sulla tenuta dell’esecutivo, infine, ribadisce la linea di Roma: “Non cambierà nulla. Non è mai stato un voto sul governo, ma solo sulla riforma. La spinta riformista proseguirà, nel rispetto del mandato ricevuto dai cittadini, che restano gli ultimi arbitri, come previsto dalla Costituzione”.