Gesellschaft | Inclusione

Abitare il futuro

Le storie di Muideen e Zoumana raccontano quanto una casa non sia solo uno spazio fisico, ma una condizione necessaria per costruire relazioni e immaginare un futuro. E mostrano come l’abitare possa diventare uno strumento concreto di inclusione e dignità.

Hinweis: Dies ist ein Partner-Artikel und spiegelt nicht notwendigerweise die Meinung der SALTO-Redaktion wider.

Gruppo Volontarius

„Quando siamo venuti a visitare l’appartamento ho avvertito subito una bellissima sensazione. Ho pensato che fosse molto bello e ho subito immaginato come ci saremmo stati bene“. Lo sguardo di Muideen Adedeji è sereno mentre, scegliendo le parole con cura, racconta un momento importante della sua vita recente. Arrivato tre anni fa a Bolzano dalla Nigeria insieme a sua moglie e ai loro tre bambini, sono stati accolti prima nella struttura di emergenza Casa Lemayr e poi a Casa Pacinotti, gestite da Volontarius ODV. Da oltre un anno sono seguiti anche da LGNet3, un progetto che offre azioni di orientamento e accompagnamento mirate al raggiungimento dell’autonomia abitativa. E proprio con LGNet3, da aprile la famiglia è stata collocata all’interno del training abitativo Casa Mirto, gestito dalla cooperativa sociale River Equipe. Casa Mirto non rappresenta soltanto un alloggio, ma uno spazio di stabilità e accompagnamento, pensato per favorire un inserimento positivo nel tessuto sociale ed economico altoatesino.

Prima di entrare a Casa Mirto, la famiglia Adedeji viveva in un’unica grande stanza all’interno di una struttura di accoglienza. „Essere sempre tutti nello stesso spazio è complicato e le tensioni sono inevitabili“, spiega Muideen. I bambini litigavano spesso, la gestione della quotidianità era faticosa e mancavano luoghi in cui ciascuno potesse ritagliarsi momenti di calma. Oggi, invece, le dimensioni adeguate della casa hanno cambiato il ritmo delle giornate. I tre bambini hanno una stanza tutta per loro e, di conseguenza, con lo spazio necessario per fare i compiti e giocare. „Allo stesso tempo, quando torno dal lavoro posso andare in camera e riposare un po', così poi riesco a dedicarmi a loro al 100% – racconta Muideen –. Sono piccole cose, certo, ma importanti per avere un buon equilibrio“.  

 

Al rientro dal lavoro ama giocare con i figli o aiutarli a imparare a leggere e scrivere.

 

Muideen lavora in una ditta di pulizie e dedica il proprio tempo libero quasi esclusivamente alla famiglia. Al rientro dal lavoro ama giocare con i figli o aiutarli a imparare a leggere e scrivere.Anche se la situazione abitativa è decisamente migliorata, però, è consapevole che le sfide non sono finite. Quella attuale è una soluzione temporanea e l’obiettivo resta quello di trovare un appartamento sul libero mercato. „Ogni giorno consulto gli annunci, ma per ora le richieste inviate sono rimaste senza risposta“, dice. In questo percorso non è solo: al suo fianco ci sono gli operatori e le operatrici di LGNet, in particolare Stefano, con cui può confrontarsi quotidianamente. „So che non tutti hanno questa opportunità. Per questo mi sento molto grato“.

Muideen Adedeji Gruppo Volontarius

Un’esperienza diversa, ma attraversata dal medesimo desiderio di stabilità, è quella di Zoumana Kone, nato in Costa d’Avorio nel 2007 e arrivato in Italia nel 2023 come minore straniero non accompagnato (MSNA). Il suo percorso è iniziato nelle strutture di accoglienza per minori gestite da Volontarius, prima a Casa Rossa e poi a Casa Conte Forni. Qui ha investito tempo ed energie nello studio della lingua italiana, certo che sarebbe stata una chiave fondamentale per il suo futuro. Dopo alcuni mesi, grazie al sostegno delle operatrici, ha potuto accedere a un tirocinio professionale in una pizzeria della città. „Dopo un anno sono stato assunto con un contratto a tempo indeterminato. Posso dire di essere diventato un pizzaiolo abbastanza bravo, ma non si finisce mai di imparare“, racconta sorridendo.

 

 La fiducia reciproca può trasformarsi in un valore aggiunto per l’intera comunità.

 

Dopo un periodo trascorso in un appartamento ad alta autonomia per minori, con il compimento della maggiore età Zoumana si è trovato improvvisamente senza un posto dove stare, nonostante un percorso di inserimento sociale e lavorativo positivo. „È stata dura, non sapevo dove andare“. Ancora una volta, però, la rete ha fatto la differenza. Grazie all’intervento di un’educatrice e al team di LGNet, il giovane è potuto entrare in Casa Mendola, un training abitativo condiviso con altri quattro ragazzi. „La convivenza non mi spaventa e poi in casa c’è un bel clima – sottolinea –. Tuttigli inquilini lavorano e spesso capita di non incontrarsi per giorni“.

Zoumana Kone Gruppo Volontarius

La settimana di Zoumana è scandita dai turni in pizzeria, dalla palestra e da piccoli rituali domestici. „Soprattutto in inverno, quando torno a casa da lavoro, la sera mi piace prendermi un momento tutto per me e bere con calma una tazza di tè“. Tuttavia, come per Muideen e la sua famiglia, anche per lui questa non è ancora „la casa“. Zoumana è consapevole che si tratta di una fase di passaggio. Il sogno è affittare un appartamento tutto suo, anche se la ricerca a Bolzano è difficile e finora gli annunci a cui ha risposto non hanno avuto riscontro. Nonostante ciò, non si abbatte. La ricerca va avanti e forte anche del supporto del team LGNet, non perde la sua determinazione: „Sono ottimista di natura e, se posso, mi permetto di lanciare un messaggio ai proprietari di case: ‛Non giudicate le persone prima di conoscerle, andate oltre i pregiudizi'. Sono convinto che la fiducia reciproca possa trasformarsi in un valore aggiunto per l’intera comunità“.

LGNet3 è realizzato dalla Società Cooperativa Sociale River Equipe e dall‚Associazione Volontarius ODV per conto dell‘Azienda Servizi Sociali di Bolzano (ASSB), coordinato dal Ministero dell’Interno - Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, in collaborazione con ANCI e finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021-2027.