Politik | Olimpiadi 2026

Il conto olimpico

Dal buco da 310 milioni della Fondazione Milano-Cortina agli autobus non pagati nel bellunese sino alla pista da bob non ancora riconsegnata: e in Veneto sale la protesta.
conto alla rovescia
Foto: SALTO
  • Le Olimpiadi di Milano-Cortina sono finite da due mesi, ma il conto da pagare per gli organizzatori continua a salire. Un buco di 310 milioni di euro nella Fondazione Milano-Cortina, autobus olimpici non pagati, piste non riconsegnate – e un’ondata di interrogazioni parlamentari e consiliari che chiedono risposte che, evidentemente, tardano ad arrivare.

  • Il buco di MiCo

    Il dato centrale emerso, come detto, è la previsione per la Fondazione MiCo di chiudere l’anno con un deficit di oltre trecento milioni di euro. Le voci che compongono il buco sono dettagliate: 102 milioni per forniture di energia e telecomunicazioni rimaste scoperte dalla garanzia iniziale, 90 milioni legati agli impegni di candidatura degli enti locali, 47 milioni per ritardi nelle consegne delle venue, 39 milioni tra royalties e tasse. A questi si aggiunge una disputa da 53,4 milioni tra CONI, Comitato paralimpico e la stessa Fondazione su royalties e diritti di immagine. Il deficit sarà verosimilmente distribuito tra i soci della Fondazione: Stato, CONI, Regione Lombardia, Regione Veneto, Province autonome di Trento e Bolzano, Comune di Milano e Comune di Cortina. Per il Veneto, la quota potrebbe oscillare tra 26 e 40 milioni. Se si allarga lo sguardo all’intero sistema di spese – fondazione, società pubbliche, enti locali, infrastrutture – alcune stime parlano di un costo complessivo dei Giochi salito fino a quasi 6 miliardi di euro. Ben lontano dalle promesse di un evento „a costo zero“.

    A livello nazionale, la capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera, Luana Zanella, ha presentato un’interrogazione urgente ai ministri Abodi e Giorgetti chiedendo chiarezza sul deficit, su chi lo pagherà e sulle responsabilità politiche. Zanella ricorda che lo scorso agosto il ministro Abodi aveva rassicurato l’aula sui conti – un’assicurazione che oggi appare difficile da difendere. In Consiglio regionale veneto, la consigliera Elena Ostanel (AVS) ha depositato a sua volta un’interrogazione urgente per chiedere alla Giunta regionale del Veneto quanti soldi pubblici potranno ancora essere richiesti alla regione, quali opere rimarranno incompiute e chi pagherà.

  • Bus e bob fermi

    Mentre si discute dei conti della Fondazione, a Belluno si materializza un caso concreto e immediato. Secondo quanto riportato da Il Gazzettino, la Provincia ha ricevuto la prima fattura di Dolomiti Bus per il servizio speciale olimpico: 5 milioni di euro, da pagare entro 15 giorni. Il problema è che lo Stato non ha ancora trasferito alle Regioni i fondi stanziati in legge di bilancio 2024 – 25 milioni complessivi per tutti i territori olimpici, circa 9 milioni per Cortina. I soldi esistono sulla carta, ma non sono ancora arrivati. E la Provincia non può fare da banca: „Non può essere la Provincia ad anticipare questi 5 milioni, perché si tratta di soldi disposti da legge dello Stato“, ha dichiarato il consigliere provinciale delegato ai trasporti, Massimo Bortoluzzi. Nel frattempo, Dolomiti Bus rischia di non riuscire a pagare le aziende subaffidatarie.

    Infine c'è la pista da bob, skeleton e slittino di Cortina – uno degli impianti più controversi e costosi dei Giochi. Doveva essere riconsegnata al Comune entro il 31 marzo, scrive Il Corriere delle Alpi, ma non è successo. La Fondazione Milano Cortina non l’ha restituita. Il sindaco di Cortina, Gianluca Lorenzi, descrive una situazione come complessa a partire dai danni rilevati in 45 pagine di report, clausole contrattuali in discussione, un verbale di riconsegna che non si riesce a finalizzare. Nel frattempo la struttura resta in un limbo, con la stagione estiva alle porte e nessuna chiarezza su chi se ne occuperà.