Un’ora di piscina, un’ora di sorellanza
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Abbonati ora a S+Da una parte c’è un gruppo di donne che vuole godersi un’ora di piscina senza essere infastidito, dall’altra c’è chi vuole decidere anche su quell’ora di vita delle donne. Le donne arrivano e non sono poche, quasi trenta, tra signore e ragazze, alcune con il velo, altre senza. Infradito, borsa da mare, l’aria di chi va semplicemente a fare un bagno. Ad aspettarle, una quindicina di attivisti della Lega, accompagnati da qualche abitante del posto e da due militanti di Forza Nuova.
A scatenare il “noi contro di voi” è un’iniziativa che di divisivo vorrebbe avere poco: l’associazione culturale Armonia ha raggiunto un accordo con il gestore del lido affinché la piscina resti aperta alle donne, comprese quelle di fede musulmana, per un’ora in più ogni lunedì sera, a partire dalle 18:30, dopo il normale orario di chiusura. Il perché di quell’ora lo spiega bene Fatima Ziyani, consigliera comunale ad Ora e impiegata al servizio integrazione, che arriva al lido con le infradito rosse e il burkini viola. “Vogliamo uno spazio in cui sentirci libere di nuotare in tranquillità”, dice. “Questa ora è un simbolo di civiltà, altro che ghetto”, aggiunge, riferendosi agli attivisti di Lega e Forza Nuova, che accusano l’iniziativa di essere una forma di separazione tra uomini e donne che favorisce la disparità. “Mi è capitato di andare in piscina con i miei figli e di essere richiamata dal bagnino perché indossavo il mio burkini. Sono stata costretta a uscire dall’acqua davanti a tutti: quella, semmai, è discriminazione”.
Da una settimana si discute della scelta del lido di Salorno di dedicare un’ora settimanale al nuoto femminile. Il confronto avvenuto fuori dalla struttura, proprio all’apertura del primo incontro, racconta già da solo i motivi di tanto clamore. Tutto questo chiasso si ferma non appena le porte del lido si aprono. Questa prima serata è stata offerta dal gestore del lido, che ha preferito far entrare rapidamente le partecipanti. Abbiamo deciso, come redazione di SALTO, di entrare insieme alle donne, per assistere di persona all’iniziativa. La vasca riservata alle donne resta vuota per poco, appena il tempo di cambiarsi il costume ed entrano tutte. L’acqua è fredda, ma l’euforia accumulata nei momenti di tensione fuori dal lido spinge tutte ad entrare in acqua. C’è chi si tuffa, chi preferisce un ingresso graduale.
Immergersi in quella piscina ha quasi il sapore di un rito collettivo. Lo spiega bene Silvia Pomella, vicesegretaria dei Giovani Democratici, venuta con un gruppo di amiche per sostenere le partecipanti al progetto. “Per me è stato un grande momento di sorellanza”, racconta. “Vogliamo mostrare solidarietà a questa associazione, che lavora sul territorio e ha cercato di creare un’iniziativa per includere le donne”. Sul “ritorno al passato” evocato dalla Lega, replica senza esitazioni: “Quali sarebbero le azioni che la Lega propone per la parità di genere? Proposte come l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, il congedo paritario, i posti negli asili vengono bocciate”. E aggiunge: “E' bello poter entrare senza essere osservate, senza ricevere fischi o commenti. Perché questa è ancora la realtà nel 2026, e gli uomini italiani non sono da meno”.
Una volta dentro, c’è chi nuota e chi si ferma a bordo piscina a chiacchierare. “Siamo di Salorno – racconta una ragazza – Siamo venute perché ci sembra assurdo che in un paese dove l’integrazione funziona davvero si faccia questa polemica sterile sul bagno con il burkini”. D’altronde, ore in piscina riservate alle donne ce ne sono già altrove. “Io personalmente mi sento più tranquilla — anche solo a lasciare le mie cose nella borsa, senza paura che qualcuno le tocchi”. La chiacchierata scivola presto sui burkini stessi. Una donna racconta di farseli spedire dalla Turchia, perché reperirli in Italia è complicato. “Non si direbbe, ma si asciugano subito”, spiega, facendo toccare il tessuto tecnico. Un’altra signora, venuta anche lei in solidarietà con l’iniziativa, aggiunge: “Restando tra donne mi sento anche meno imprigionata nel mio corpo: non passo tutto il tempo a guardarmi le smagliature o la ricrescita dei peli”.
La serata si chiude con una foto di gruppo e un applauso. Fuori, il presidio della Lega non c’è più ma la polemica resta aperta. Dentro, invece, per un’ora l’acqua ha dato a queste donne quello che fuori spesso manca: la possibilità di ricavarsi uno spazio senza sentirsi osservate. Appuntamento a lunedì prossimo.
Es gibt auch Katholiken, die…
Es gibt auch Katholiken, die sich an Gottesdiensten in lateinischer Sprache erfreuen. Jeder feiert seine Rückwärtsgewandtheit so gut er kann.
Ob vorwärts oder rückwärts…
Ob vorwärts oder rückwärts hängt meistens vom eigenen Standpunkt ab.
Antwort auf Ob vorwärts oder rückwärts… von K V
Ganz recht. Mein Standpunkt…
Ganz recht. Mein Standpunkt ist, dass z.B. Frauenrechte einen Fortschritt in unserer Kultur dargestellt haben. Es gibt natürlich auch andere Standpunkte.
Antwort auf Ganz recht. Mein Standpunkt… von Hartmuth Staffler
So sehe ich das auch. Die…
So sehe ich das auch. Die Frauen nehmen sich das Recht, mal ganz unter sich zu bleiben. Was für ein Fortschritt ;-)
Antwort auf So sehe ich das auch. Die… von K V
Die Frauen bekommen das…
Die Frauen bekommen das Recht von Männern zugestanden und nehmen es sich nicht selbst.
Dieselben Männer die sich in T-shirt, kurzen Hosen und Sandalen neben ihren total bedeckten Frauen in der Öffentlichkeit zeigen und die die Religionsfreiheit repräsentieren sollen (wofür anscheinend nur die Frauen zuständig sind), was mit privat praktizierter Religion aber nichts zu tun hat, in Wirklichkeit aber bewusst gesetzte Zeichen einer Gegenkultur sind.
Antwort auf Die Frauen bekommen das… von Milo Tschurtsch
Da täuschen Sie sich total…
Da täuschen Sie sich total. Offenbar haben sie vom Islam in seiner strengeren patriarchalischen Ausprägung keine Ahnung. Gemischtes Zusammensein wäre für viele Frauen ein Problem. Frauen unter sich ist hingegen kein Zugeständnis der Männer, sondern ein absolut normaler Zustand in deren soziokulturellen Auffassung. Das war übrigens bis vor nicht allzulanger Zeit auch in der westlichen Kultur so und hat sich auf dem Land bis herauf in die 60er gehalten.
Antwort auf Da täuschen Sie sich total… von Manfred Klotz
Seit den 60er Jahren ist…
Seit den 60er Jahren ist aber schon einige Zeit vergangen und die Implementation der Verfassungen nach dem Krieg zeigten und zeigen Wirkung . Und da gibt es eben keine Segregation mehr, weder in Schulen, Ausbildungsstätten weder, als generelle „soziokulturelle Auffassung“, noch anderswo.
Es ist auch die Gleichstellung der Frauen bzw. deren Menschenwürde in der Verfassung verankert. Frauen dürfen nicht verzweckt und für die angeblich religiöse, kulturelle (oder was auch immer) Präsentation in der Öffentlichkeit oder privat missbraucht werden, wenn ihr Aufzug der Menschenwürde entgegensteht ( Vollverhüllung bei der ärgsten Hitze vs. shorts, Leibele, und Sandalen bei Männern).
Was nicht heißt dass sich Frauen nicht gesondert treffen dürfen, das tun alle Frauen und Männer hin und wieder, hier es geht aber um die Institutionalisierung und die Schaffung von gesonderten Bereichen speziell für muslimischen Frauen, die es anscheinend braucht, weil sie sonst nicht ins Schwimmbad dürfen.
Die „patriarchalischen Ausprägungen“ (gegen ALLE Frauen gerichtet) wenden sich eindeutig gegen die Verfassung und haben somit keinen Platz mehr in unserer Gesellschaft.
Antwort auf Seit den 60er Jahren ist… von Milo Tschurtsch
„Die “patriarchalischen…
„Die “patriarchalischen Ausprägungen"" haben wir selbst noch genügend in unserer Gesellschaft.
Ihre hier immer wieder aufblühenden Ausgrenzungsphantasien gegenüber Queren, Ausländer etc sprechen Bände.
Antwort auf „Die “patriarchalischen… von Stefan S
Wenn Sie genauer gelesen…
Wenn Sie genauer gelesen hätten so wären Sie daraufgekommen, dass es eben NICHT Ausgrenzungsphantasien sind, sondern das Gegenteil, genau wie es der Buchstaben unserer Verfassung vorsieht.
Antwort auf Seit den 60er Jahren ist… von Milo Tschurtsch
Zitat: „... und die…
Zitat: „... und die Schaffung von gesonderten Bereichen speziell für muslimischen Frauen“: dies ist eine falsche Behauptung, was Sie selbst hätten erkennen können, wenn Sie Foto 1 angesehen hätten.
Bisschen mehr Sorgfalt würde nicht schaden.
Antwort auf Zitat: „... und die… von Peter Gasser
Ja dass eigens für die sog…
Ja dass eigens für die sog. einheimischen oder schon „länger hier lebenden“ Frauen ein solches Angebot geschaffen wurde und die muslimischen Frauen es halt auch nutzen dürfen , geht aus dem Artikel nicht hervor.
Umgekehrt trifft es wohl eher zu.
Antwort auf Seit den 60er Jahren ist… von Milo Tschurtsch
Es geht nicht darum, ob…
Es geht nicht darum, ob einige Zeit vergangen ist, es geht darum, dass auch die westliche Kultur, diese Abgrenzung kannte. Eine moralische Höherstellung, lässt sich von der Überwindung nicht unbedingt ableiten, da ja auch unter den Moslems, diese Abschottung nicht allgemeines Verhalten ist.
Absolut lächerlich ist, dass Sie vorgeben für die „Befreiung der Frauen“ einzutreten, um ihre Ablehnung des Islam zu rechtfertigen. Gehen Sie mit offenen Augen durch die Gegend und sie werden sehen, dass gerade jüngere Frauen überwiegend typisch westliche Angewohnheiten angenommen haben, besonders was Bekleidung betrifft. Ich bewege mich zu 90 % mit Öffis, da erhält man ein sehr gutes Bild der Gesellschaft, gerade von der Mittelschicht abwärts (das ist nicht wertend gemeint).
Ihr Verweis auf die Verfassung ist – wie häufig, wenn Sie diese bemühen – total für die Fische.
Man vergleiche die Mimik in…
Man vergleiche die Mimik in Photo 1 (Freude, Lachen) mit der Mimik in Foto 3 (Frust, Verbissenheit), und reflektiere darüber.
Antwort auf Man vergleiche die Mimik in… von Peter Gasser
Wahrscheinlich ist den…
Wahrscheinlich ist den Protestierenden bewusst, wie peinlich ist Auftritt ist.
Antwort auf Man vergleiche die Mimik in… von Peter Gasser
Interessant, dass sich ein…
Interessant, dass sich ein Stadtrat und ein Gemeinderat von Bozen, sich dieser Sache annehmen haben müssen. Wahrscheinlich hat sich in Salurn niemand gefunden, der protestieren wollte. Tatsächlich die Lega im Salurner Gemeinderat erst gar nicht vertreten.