Umwelt | Salute

“Il Fluazinam è pericoloso”

La Bürgerliste Natz-Schabs torna all'attacco sui pesticidi nei parchi gioco, diffondendo il parere di tre diversi esperti che sottolineano la pericolosità dei pesticidi soprattutto quando si registrano dei cocktail di sostanze chimiche che “non spariscono mai”
Pestizide, Bauer
Foto: Jörg Farys
  • La polemica sui pesticidi non si spegne. Anzi, si allarga, mettendo in discussione non solo la gestione politica del problema pesticidi, ma anche l’intero approccio scientifico e comunicativo delle autorità sanitarie altoatesine. In un articolo pubblicata da SALTO nel novembre 2025 avevamo analizzato i dati delle centraline dell’APPA che documentavano la presenza costante nell’aria di fungicidi e pesticidi come Fluazinam, Captano e Boscalid durante la stagione dei trattamenti. A Silandro, Naturno, Laives e in altre località ad altra presenza di frutteti i residui venivano rilevati per settimane consecutive, spesso in concentrazioni molto basse ma diffuse e continue, dentro un vuoto normativo quasi totale: nessun limite specifico per l’aria e pochissimi studi sull’esposizione cronica delle popolazioni residenti. 

     

    Non si parla soltanto di “residui” ma di “veleno nei parchi giochi”.

     

    Dopo il caso dei residui di Fluazinam rilevati sui prati di alcuni parchi giochi, la Bürgerliste Natz-Schabs torna all’attacco con una nuova presa di posizione accompagnata dai pareri di tre esperti internazionali provenienti da Austria, Svizzera e Germania.

    Il tono del comunicato diffuso questa mattina (12 maggio) è diverso rispetto alle tradizionali prese di posizione ambientaliste. Non si parla soltanto di “residui” ma di “veleno nei parchi giochi”. E soprattutto si accusa la politica di portare avanti “una minimizzazione della situazione decisamente fuori luogo”.

    La vicenda nasce dalla discussione esplosa nei giorni scorsi attorno ad alcuni dati elaborati da PAN Europe e relativi alla presenza di pesticidi nei parchi altoatesini durante la stagione dei trattamenti. Nel caso di Naz-Sciaves, i campioni prelevati nei parchi giochi di Fiumes e Natz-Hintersun avevano evidenziato concentrazioni di Fluazinam pari a 0,023 mg/kg e 0,015 mg/kg. PAN Europe aveva messo quei valori a confronto con il limite MRL previsto per l’insalata – 0,01 mg/kg – sostenendo che in entrambi i casi vi fosse un superamento.

  • Naz: Il paese della val d'Isarco Foto: Wikipedia
  • Da lì era partita una dura polemica politica. La Bürgerliste aveva accusato il sindaco di ignorare da anni le richieste di protezione dei parchi giochi dalla dispersione di pesticidi. La Provincia e l’Azienda sanitaria avevano invece replicato sostenendo che i valori rilevati fossero estremamente bassi e non rappresentassero alcun rischio acuto per la salute.

    L’iniziativa civica fa compiere al dibattito un salto ulteriore, diffondendo semplicemente il parere di tre ricercatori.

    Il primo esperto citato nel comunicato è Johann Zaller, professore all’Università di Vienna, che allarga immediatamente il campo del discorso. Non parla solo dei residui sui prati, ma delle caratteristiche intrinseche del Fluazinam e soprattutto del suo prodotto di degradazione TFA. “Per quanto riguarda il Fluazinam ho trovato un’intera serie di gravi rischi per la salute: può danneggiare il bambino nel grembo materno, provocare allergie cutanee, presenta tossicità acuta per inalazione, ha gravi effetti sulle acque sotterranee ed è molto tossico per gli organismi acquatici con effetti a lungo termine”, afferma Zaller nel comunicato diffuso dalla Bürgerliste. Ma il punto centrale del suo intervento è un altro: “Il Fluazinam rappresenta una sostanza chimica permanente e anche il prodotto di degradazione TFA lo è. I TFA sono considerati tossici per la riproduzione e attivi a livello ormonale.” Tradotto: il Fluazinam viene associato al tema delle cosiddette “forever chemicals”, le sostanze persistenti destinate a rimanere nell’ambiente per tempi lunghissimi. Ed è qui che Zaller introduce un elemento destinato ad alimentare ulteriormente il dibattito: “Per gli effetti ormonali i valori limite sono irrilevanti.” Per gli interferenti endocrini, sostiene in sostanza il professore viennese, il classico approccio tossicologico basato sulle soglie potrebbe non essere sufficiente.

     

    Perché una sostanza classificata come problematica venga rilevata in aree frequentate da bambini?

     

    Molto diverso il tono utilizzato da Caroline Linhart, epidemiologa ambientale dell’Università di Neuchâtel. Nessun allarmismo diretto, ma una richiesta di spiegazioni pubbliche. “Il Fluazinam è un principio attivo con una classificazione di rischio problematica e proprio nei parchi giochi, cioè in luoghi frequentati da gruppi particolarmente sensibili della popolazione, il ritrovamento di una sostanza simile richiede spiegazioni dal punto di vista della precauzione”, afferma Linhart. Secondo la ricercatrice, la popolazione avrebbe il diritto di sapere perché una sostanza classificata come problematica venga rilevata in aree frequentate da bambini. Linhart richiama inoltre “diverse pubblicazioni scientifiche indipendenti” che negli ultimi anni avrebbero mostrato una contaminazione ripetuta dei playground altoatesini durante la stagione dei trattamenti.

    Il passaggio forse più duro è però quello del tossicologo tedesco Peter Clausing, che entra direttamente nello scontro con le autorità sanitarie. “L’autorità sanitaria dovrebbe smetterla con questi giochi di calcolo”, afferma Clausing. La critica è rivolta ai calcoli tossicologici utilizzati nei giorni scorsi per minimizzare il rischio associato ai residui trovati sui prati. Secondo il tossicologo, il problema non può essere ridotto al semplice confronto tra quantità rilevate e dose teoricamente ingeribile da un bambino. “In questi calcoli non vengono considerati i possibili residui multipli, le diverse vie di esposizione, le esposizioni ripetute – soprattutto attraverso le vie respiratorie – e la particolare sensibilità dei bambini.” Cocktail di sostanze, esposizione multipla, inalazione, vulnerabilità infantile: è esattamente il terreno su cui ormai si sta spostando una parte crescente del dibattito europeo sui pesticidi. Un dibattito che viene sistematicamente ignorato dalla politica altoatesina.

    E proprio qui emerge forse il vero nodo dello scontro. Da una parte la Provincia, Laimburg e l’Azienda sanitaria fanno proprie le posizioni del Bauernbund, continuando a ragionare secondo il paradigma tossicologico classico: conta la dose, conta l’esposizione concreta, contano le soglie. Dall’altra parte ambientalisti ed esperti vicini all’approccio precauzionale sostengono invece che il problema non sia il rischio acuto immediato, ma l’esposizione cronica e cumulativa a basse dosi. Due linguaggi diversi. Due modi quasi incompatibili di definire il concetto stesso di “sicurezza”.