Inizio stagione
-
Quando arrivano
Spuntano come dal nulla. Da un giorno all’altro li vedi. Prima uno, poi due, poi dei gruppetti qua e là che nel vuoto delle piazze e delle strade saltano all’occhio, sembrano dispersi in uno di quei villaggi deserti del far-west. Chissà se sanno dove sono? Chissà cosa pensano? Gli passiamo vicino, mentre andiamo a fare la spesa, mentre andiamo al lavoro. Non ci guardano, sembrano non notarci. Come degli automi che passeggiano per le nostre strade, che entrano nei nostri negozi. Non parlano la nostra lingua. Probabilmente non sanno neanche qual è veramente la nostra lingua.
Poi, tutto ad un tratto si moltiplicano, non sono più uno o due o qualche gruppetto. Sono molti. Le grandi valigie in mano tirate rumorosamente sui cubetti di porfido caldo. Alcuni portano un cappello, altri hanno l’ombrello parasole, altre ancora portano il chador o il burqa tutto nero. A fare la spesa qualche giorno fa alla cassa eravamo soli, ora siamo in tanti, le file si allungano, il tempo di attesa anche. I parcheggi fino a qualche giorno fa erano vuoti, ora si riempiono di grandi macchinoni perlopiù neri, targati Monaco di Baviera oppure di targa italiana, alla guida turisti di provenienza asiatica, Cina probabilmente – quando impareremo a distinguerli per bene? – e dal Medio-Oriente.
Fino a qualche giorno fa molti bar del paese erano chiusi, e quei pochi bar aperti erano un punto di ritrovo per la comunità locale. Ora piano piano aprono i battenti bar, ristoranti, negozi di attrezzatura sportiva. Tanti negozi di attrezzatura sportiva. Ognuno che vende gli stessi articoli: giacche per la pioggia o antivento, scarponcini, pantaloni e magliette da trekking, bastoncini. Nei bar le vetrine si riempiono di dolci che per cliché si potrebbero definire „tradizionali“: metri e metri di Strudel, Spitzbuben all’albicocca. E anche il gelataio ha riempito le sue vaschette di gelato variegato, al pomeriggio la coda si snoda lunga il marciapiede formando come una barriera, per passare ho la raggiri o la trapassi un po‚ di stizzito con un movimento energico.
E non ti sembra più il tuo luogo, il tuo paese. Pensi: ma cosa ci fanno qui tutte queste persone? Anche se sai benissimo cosa ci fanno qui tutte queste persone, eppure ogni volta di nuovo, ogni inizio stagione è una prova mentale di tolleranza. Da un giorno all’altro senza che nessuno ti avverta o ti chieda il piacere, devi iniziare a condividere con loro, quelli da fuori, i tuoi spazi vitali. Le panchine, i parchi giochi, le piazze, i boschi, i sentieri. È che oggi è diventato un po‘ più difficile, perché le persone che arrivano hanno una certa distanza. Non salutano, non ti parlano, non ti guardano.
Una volta era diverso, condividevi i tuoi spazi vitali con meno persone, ma anche persone più simili a te, se si può dire così. Ti guardavano, ti salutavano, magari ti chiedevano pure: „sei del posto?“ oppure „Wo geht es zum Seceda?“. Oggi no, oggi hanno tutti il cellulare in mano, le cuffie nelle orecchie, gli occhiali scuri a coprire gli occhi. Si fanno guidare da loro, da qualche sistema online installato su qualche serve in qualche luogo lontano. GoogleMaps o qualche app nella loro lingua.
Guardano gli schermi. E guardano il paesaggio attraverso gli schermi. Come una realtà aumentata con il bonus di essere nel posto reale che però fa solo da sceneggiatura. È diventato tutto strano. E allora ho deciso di non giocare questo gioco, non voglio essere una pedina del loro videogame chiamato Dolomiti. Voglio che mi vedano, che mi sentano, che capiscano che io vivo qui, che ci sono anche io. Che io sono reale, in carne ed ossa. E allora ho iniziato a salutarli. „Hi!“ oppure „ciao!“. Alcuni rispondo un po' sorpresi, altri continuano a non vedermi. Non mi rispondono. Forse il mio ciao rimane solo un rumore di sottofondo concentrati come sono sui loro schermi digitali.
Was nehmen die neuen Gäste…
Was nehmen die neuen Gäste mit außer Fotos? Wer von ihnen nimmt wahr, dass er/sie in Ladinien ist?
Die besch....... „I D M“…
Die besch....... „I D M“ lockt lockt dem Steuer-Geld „das ihr die t........ POLITIKER nach-werfen, dieses -G E S I N D E L- für max. 1 - 2 Tage für möglichst viele SELFIES an den erfundenen HOT-SPOTS nach SÜDTIROL ...?“
Mittlerweile lässt sich auch…
Mittlerweile lässt sich auch schon ein Trend beobachten, dass Einheimische ihre Ausflüge in die Natur vermehrt auf die Vor- und Nachsaison oder auf Wochentage (in noch nicht ganz so überlaufenen Gegenden) verlegen, wenn sie denn Erholung suchen möchten. In den Tourismushochburgen nützt selbst das leider nicht mehr sehr viel.