La quarta ondata di caldo non dovrebbe lasciare più alcun dubbio su dove stiamo andando. Anche non credendo all’evidenza scientifica del cambiamento climatico causato dall’uomo, l’aumento delle temperature ha per la nostra società un imperativo categorico: prepararsi. Essere stati colti impreparati nell’estate del 2026 (con gli asili nido bollenti e la maturità a 39 gradi) è difficile da accettare, visto che sono ormai anni che abbiamo periodi di caldo intenso molto estesi e notti tropicali sempre più numerose.
Non prepararsi già da ora alla primavera/estate del 2027 sarebbe criminale.
Mentre cerchiamo riparo dal solleone non possiamo aspettarci niente di meno che l’annuncio dell’immediato avvio di un programma - a livello provinciale e dei singoli comuni - per fare in modo che i nostri edifici siano attrezzati per essere vivibili nella nuova realtà (non più un’emergenza) di estati caldissime. Scuole di ogni ordine e grado, asili, ospedali, case di riposo, uffici pubblici, il carcere di Bolzano: serve un piano per dotare tutte queste strutture di sistemi di raffrescamento, di aria condizionata, di misure che li rendano luoghi dove poter lavorare e vivere anche quando la temperatura è molto alta.
“Non bastano più gli studi: servono progetti, calendarizzati e finanziati, secondo una priorità che deve essere comunicata.”
L’Europa è il continente dove il cambiamento climatico sta accelerando di più. Le città del Nord Italia hanno avuto aumenti particolarmente elevati rispetto alle medie storiche - e Bolzano non fa ovviamente eccezione. Non c’è nessun motivo per non cominciare a prepararsi adesso per essere pronti alla prima ondata della prossima primavera, anche combattendo le isole di calore e pensando a una città che offre soluzioni innovative. Non bastano più gli studi: servono progetti, calendarizzati e finanziati, secondo una priorità che deve essere comunicata.
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Certo, sarà complicato e costoso. Non tutto potrà essere fatto subito, per qualche struttura forse non sarà possibile intervenire, e non tutto potrà essere risolto velocemente. Occorre anche misurare l’impatto sul consumo di energia. Ma proprio per questo serve un ordine di priorità dichiarato, non un annuncio generico: si cominci dai luoghi dove il rischio è più alto e le persone più vulnerabili - asili, case di riposo, senza dimenticare il carcere - e si proceda a cascata. Abbiamo un bilancio provinciale che a volte sembra illimitato: non lo è, ma i fondi per quella che deve essere una priorità dichiarata si possono trovare.
“Anche un piano per l’acqua è necessario.”
Abbiamo esperti in materia al NOI Techpark, all‘EURAC, all’Università. E innumerevoli studi, tavoli di lavoro, Bürgerversammlungen. Manca solo la volontà di metterli in fila: coordinare i vari tavoli, magari con una regia centrale, e trasformare quel patrimonio di competenze in politiche di adattamento concrete.
Non è certo l’unica priorità: anche un piano per l’acqua, ad esempio, è necessario. Così come una discussione su quanti turisti climatici potranno godersi le montagne quando le città smetteranno di essere visitabili in estate. E tutto questo non è un discorso alternativo alla lotta al cambiamento climatico, ma il suo complemento necessario: mentre come Land affermiamo di lavorare alla riduzione delle emissioni, bisogna anche convivere con gli effetti che sono già qui e che si aggraveranno prima di (speriamo) attenuarsi. Così come i nostri contadini, guardando in faccia la realtà di un cambiamento evidente, spostano il momento del raccolto e della vendemmia, piantano le vigne più in alto (fino a dove? fino a quando?), o cambiano le varietà degli alberi da frutta, così anche la nostra politica e i nostri esperti devono pragmaticamente lavorare in modo coordinato e veloce per fare in modo che i bambini possano stare in scuole ed asili che non siano bollenti, che i nostri maturandi possano fare esami in ambienti confortevoli, che i nostri anziani non soffrano nelle case di riposo, che le nostre città d’estate non si trasformino in termosifoni, e che si possa lavorare in situazioni decenti.
La prima Hitzewelle del 2027 è alle porte.
Kommentare
Wer den Klimawandel leugnet,…
Wer den Klimawandel leugnet, kann nicht zugleich Maßnahmen dagegen ergreifen. So ist das eben, wenn die Rechten regieren. Und die SVP tatenlos dabeisitzt.
Mal abgesehen von den ganzen…
Mal abgesehen von den ganzen menschlichen Tragödien, die der Klimawandel überall auf der Welt bewirkt, dürfte so langsam den größten Leugnern klar werden, dass die Anpassung an die klimatischen Auswirkungen und die Schäden durch Extremwetterereignisse gigantische Summen verschlingen werden, die unsere Volkswirtschaften stark belasten werden.
Aggiungo che chi si ostina a…
Aggiungo che chi si ostina a viaggiare con un' auto endotermica, chi non installa pannelli fotovoltaici, quando è possibile, chi usa ancora il metano al posto della pompa di calore e teleriscaldamento, dimostra di non capire la tragedia. E non merita questo mondo.
Dass die Landesregierung…
Dass die Landesregierung keinen Notfallplan bis jetzt für die Ereignisse hat, ist schon lächerlich. Auch dass weiterhin der Tourismus frei Hand hat, ist nicht nachvollziehbar. Dass ein Hotel mit 60000 lt Wasserverbrauch genehmigt wird und realisiert wird, kann ich nicht verstehen. Ich hoffe, dass in Zukunft mehr auf das Wohl der allgemeinen Bevölkerung geschaut wird, als auf die üblichen Lobbyisten.