Politik | Estremismo

Anderlan e la baby gang neonazista

Il gruppo giovanile di estrema destra Aktverein Kaltern pubblica foto con Jürgen Wirth Anderlan tra simboli nazisti, svastiche e gesti “White Power”: il caso esplode dopo il torneo di Caldaro, dove i ragazzi partecipano con maglie inneggianti a Hitler.
Bild: Merano Antifa

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Braccia tese, svastiche tatuate e un’estetica da gang giovanile: è il volto dell‘Aktverein Kaltern, un gruppo di giovani di Caldaro che sui social diffonde contenuti di matrice nazionalsocialista. Nei post del gruppo compare più volte anche il consigliere provinciale Jürgen Wirth Anderlan, il cui rapporto con l’ambiente dell’estrema destra giovanile è ora al centro di nuove polemiche. Secondo le ricostruzioni di Antifa Merano, non si tratterebbe di una semplice conoscenza: dopo un primo incontro documentato a giugno, a metà luglio otto membri dell’Aktverein sono stati fotografati nell’abitazione di Anderlan a Caldaro, insieme al politico e a materiale promozionale del gruppo. Nello scatto, Anderlan e diversi giovani presenti fanno il gesto associato al suprematismo bianco. Nei giorni successivi, l'Aktverein ha inoltre promosso sui propri canali la lista politica JWA. Per Antifa Merano, gli episodi rafforzano il sospetto che Anderlan stia cercando consenso anche negli ambienti dell’estrema destra giovanile.

Antifa Meran

Il rapporto tra il politico e il gruppo era già emerso durante il torneo di calcio amatoriale di Caldaro, nel giugno scorso. L'Aktverein partecipava con una propria squadra, le cui maglie riportavano i numeri 44 e 88, codici utilizzati negli ambienti neonazisti: il primo riconducibile alla Wolfsbrigade 44, il secondo all’acronimo di “Heil Hitler”. Anderlan si era fatto fotografare con il gruppo e con la sua bandiera e, in un selfie con uno dei partecipanti, aveva riprodotto nuovamente il gesto “White Power”.

La maglietta con il numero 88 e le foto con Anderlan postate sui social. Antifa Merano

Da tempo l‘Aktverein Kaltern è segnalato come ambiente a rischio di violenza. Sui suoi canali compaiono propaganda nazionalsocialista, simboli delle SS, contenuti razzisti ed etno-nazionalisti e messaggi ostili alle persone queer. Il gruppo ha inoltre espresso sostegno alla manifestazione per la “remigrazione” organizzata a Bolzano da CasaPound.

Nei video e nelle fotografie compaiono anche adesivi e riferimenti al mondo ultras, in particolare a quello riconducibile all’Hellas Verona. Non emergerebbero al momento legami strutturati con altre realtà altoatesine, ma secondo gli osservatori antifascisti il gruppo rappresenta un esempio di un fenomeno più ampio: la formazione, nell’area di lingua tedesca, di piccoli gruppi neonazisti giovanili che utilizzano Instagram, TikTok e Telegram per aggregarsi, diffondere simboli e costruire un’identità politica radicale.

Screenshot

A rendere il fenomeno ancora più significativo è la giovane età di diversi partecipanti. Sul profilo privato dell'Aktverein sono riconoscibili ragazzi e giovanissimi residenti a Caldaro, provenienti da contesti differenti, tra cui anche giovani con background migratorio, una contraddizione evidente rispetto alla retorica etno-nazionalista e della “remigrazione” diffusa dal gruppo.

Il caso di Caldaro si inserisce in un quadro di crescente attenzione alla radicalizzazione giovanile di estrema destra. A fine luglio, nella zona di Innsbruck è stato arrestato un quattordicenne con simpatie di estrema destra con l’accusa di tentato coinvolgimento in attività terroristiche. Addosso al giovane sono state trovate armi e apparecchiature per lo streaming e il ragazzo avrebbe pianificato attentati contro edifici religiosi. È in questo contesto che la vicinanza documentata tra un rappresentante eletto e un gruppo giovanile che diffonde simbologia e contenuti nazisti assume un peso politico particolare.

Antifa Merano

Per questo Antifa Merano chiede lo scioglimento dell'Aktverein Kaltern, oltre a misure di prevenzione e deradicalizzazione e una rottura dei rapporti politici e organizzativi con Jürgen Wirth Anderlan. L’appello è rivolto alle forze progressiste, alle istituzioni democratiche e alla società civile, con la richiesta di una presa di distanza netta da ogni forma di estremismo di destra.