“No ad industria e ricerca contrapposte”
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Abbonati ora a S+Il nome Aluminium Bozen non lo pronuncia mai, ma il messaggio alla Provincia è piuttosto chiaro: la crescita del polo dell’innovazione e del “Super NOI” non può avvenire a scapito dell’industria. E le aziende manifatturiere devono continuare ad avere spazio nel modello sul quale è stato costruito il NOI Techpark.
A dirlo è il presidente di Confindustria Alto Adige Alexander Rieper, proprio mentre l’associazione rende noto l’esito dell’incontro del proprio Consiglio generale con il presidente della Provincia Arno Kompatscher. Al centro del confronto, la necessità di rafforzare l’Alto Adige come polo industriale e di garantire alle imprese manifatturiere prospettive di lungo periodo per investimenti e crescita.
Interpellato da SALTO sul nuovo piano di espansione del NOI e, in particolare, sul futuro di Aluminium Bozen, Rieper parte da una premessa: “La collaborazione con il NOI Techpark è migliorata negli anni, grazie anche alla presenza nella governance dei rappresentanti delle imprese. Industria e ricerca non devono essere considerate in contrapposizione. Al contrario, si alimentano e si rafforzano reciprocamente, poiché ciascuna è indispensabile all’altra”.
Parole che assumono un significato particolare alla luce della trasformazione prevista dalla Variante V del piano dell’ex Alumix. Il progetto del “Super NOI” assegna al distretto quasi 318 mila metri cubi edificabili aggiuntivi, portando la cubatura complessiva da 1,79 a 2,108 milioni di metri cubi e consentendo in alcuni lotti edifici fino a 30 metri di altezza.
Il piano tocca direttamente anche Aluminium Bozen. Gli originari lotti D4 e D5 saranno riuniti in un unico D4, espressamente “al fine di allontanare l’edificazione dall’attuale fonderia”. La concessione dell’area pubblica sulla quale sorge la fonderia scadrà nel 2030 e il direttore di NOI Spa Ulrich Stofner ha chiarito che la Provincia intende da allora utilizzare quello spazio per proseguire l’espansione del Techpark: “La fonderia non ci sarà. È una decisione strategica”.
Provincia e Aluminium stanno trattando per trovare una soluzione che permetta all’azienda di proseguire l’attività, possibilmente in Alto Adige. “Noi non cacciamo nessuno”, aveva precisato Stofner. Alla Provincia serve infatti l’area della fonderia, mentre la parte dello stabilimento nella quale Aluminium produce con i propri macchinari sorge su un terreno Alcoa sul quale l’azienda dispone di un diritto di superficie illimitato. Ma senza la fonderia l’attuale organizzazione produttiva non può evidentemente rimanere quella attuale.
È su questo sfondo che la risposta di Rieper diventa particolarmente significativa. “Il NOI Techpark è stato concepito come un ecosistema dell’innovazione, nel quale centri di ricerca, start-up e imprese manifatturiere collaborano fianco a fianco, generando sinergie, trasferimento tecnologico e maggiore competitività”, afferma il presidente degli industriali. “La presenza di aziende industriali all’interno del NOI rappresenta pertanto un elemento strategico e imprescindibile del suo modello di successo e della sua identità. Su questo punto, il dialogo con la Provincia e il NOI Techpark stesso sarà fondamentale”.
Nessuna contestazione esplicita della scelta sul futuro della fonderia. Ma Rieper insiste sul principio che il rafforzamento del polo dell’innovazione non debba coincidere con un arretramento della manifattura: “In una fase storica in cui l’Europa promuove con determinazione politiche di reindustrializzazione e di rafforzamento delle filiere produttive strategiche, l’Alto Adige non può permettersi di perdere le proprie imprese industriali”.
È, del resto, esattamente il tema affrontato da Confindustria nell’incontro con Kompatscher. Associazione degli industriali e presidente della Provincia hanno concordato sulla necessità di garantire il valore aggiunto industriale e posti di lavoro di qualità, rafforzando il manifatturiero e offrendo alle aziende gli spazi necessari per svilupparsi.
È importante che in Alto Adige riconosciamo l’importanza dell’industria
I numeri rivendicati da Rieper spiegano il peso del settore: le imprese industriali generano, occupando una quota minima del territorio, quasi un quarto del valore aggiunto provinciale, oltre l'80 per cento delle esportazioni altoatesine e circa il 70 per cento della spesa per l’innovazione.
“È importante che in Alto Adige riconosciamo l’importanza dell’industria”, afferma Rieper. “Anche l’Europa ha compreso che l’industria crea benessere e che solo così è possibile garantire le importanti prestazioni del welfare. Non possiamo permetterci di perdere le imprese industriali”.
Un precedente positivo, per Confindustria, arriva proprio in questi giorni dalle Acciaierie Valbruna. L’esito delle trattative per mantenere l’azienda a Bolzano viene indicato dall’associazione come un segnale importante. E Kompatscher sottolinea: “Quando economia e politica si assumono insieme le proprie responsabilità e lavorano nella stessa direzione, possiamo creare soluzioni sostenibili e capaci di guardare al futuro per l’Alto Adige”.
Altro segnale apprezzato dagli industriali è quello fiscale. Dopo la riduzione dell’aliquota regionale Irpef, la prospettiva è intervenire anche sull’Irap. “Gli sgravi fiscali sono il sostegno più efficace per le imprese e le famiglie”, sostiene Rieper. “Se il carico fiscale viene alleggerito, le imprese sono ancora più disposte a investire e a creare nuovi posti di lavoro”.
Secondo i dati citati da Confindustria, negli ultimi dieci anni il gettito fiscale confluito nel bilancio regionale sarebbe comunque cresciuto del 44 per cento, passando da 4,6 a 6,6 miliardi di euro.
E proprio le dimensioni raggiunte dalle finanze pubbliche, secondo Rieper, consentono ora di alzare l’asticella. Con un bilancio provinciale che ha superato i 10 miliardi di euro, Confindustria chiede di destinare risorse alle grandi trasformazioni dei prossimi anni: digitalizzazione e intelligenza artificiale, internazionalizzazione e transizione energetica. Parallelamente, chiede una maggiore semplificazione amministrativa per lasciare alle imprese più margine per investimenti e crescita.
La richiesta più generale è però quella di una vera strategia industriale altoatesina, sul modello delle regioni e dei Paesi europei più competitivi. Una strategia che passa anche dalla capacità di trattenere e attirare giovani: alloggi a prezzi sostenibili, formazione di qualità dalle scuole professionali all’università, ricerca applicata e un territorio capace di offrire lavori qualificati.
Ricerca, università e innovazione, dunque. Proprio gli ingredienti sui quali è stato costruito il NOI e sui quali la Provincia sta pensado di costruire centinaia di migliaia di nuovi metri cubi. Ma con un’avvertenza che Rieper, mentre si apre la partita sul futuro di Aluminium Bozen, mette sul tavolo: il modello funziona se ricerca e industria crescono insieme. Non se una prende il posto dell’altra.
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Ma un centro tecnologico,…
Ma un centro tecnologico, per carita`, non puo essere fine a se stesso.
Olles wo die Landesregierung…
Olles wo die Landesregierung und der Kompatscher dabei ist isch zum Scheitern verurteilt.