Neues Modell für Inflationsausgleiche
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Jetzt S+ abonnierenDie begleitende Inflationsanpassung für öffentlich Bedienstete wurde heute auf einer Pressekonferenz von Landeshauptmann Arno Kompatscher und Personallandesrätin Magdalena Amhof vorgestellt. Vorgesehen ist ein Modell, in dem die Gehälter jedes Jahr automatisch an die prognostizierte Inflation (IPCA) angepasst werden. Damit wolle man die Einmalzahlungen als Inflationsausgleich in Zukunft vermeiden und den Kaufkraftverlust kontinuierlich abfedern. Die Regelung gilt für rund 44.000 Beschäftigte, darunter alle öffentlichen Bediensteten, die im bereichsübergreifenden Kollektivvertrag enthalten sind, ebenso wie das Personal und die Lehrkräfte der staatlichen Schulen.
Die Landesregierung hat zugestimmt, zusätzliche Geldmittel für das neue Modell bereitzustellen. Die nächsten drei Jahre stellen eine Übergangsphase dar, für deren Umsetzung das Land im Haushalt 53 Millionen Euro (2026), 77 Millionen Euro (2027) und 132 Millionen Euro (2028) bereitstellt. Die Höhe der Inflationsanpassungen für diese Phase steht fest: Die schrittweise Anhebung des Grundgehalts orientiert sich am Stand vom 1. Jänner 2025 und führt nach drei Jahren zu einem Gesamtplus von 5,28 Prozent – 2,14 Prozent im ersten und 3,08 Prozent im zweiten Jahr. Ausbezahlt wird diese Erhöhung jeweils ab dem 1. Jänner im Folgejahr.
Ab 2028 soll der „Regelbetrieb“ starten und eine automatische Anpassung im Dreijahresrhythmus erfolgen. Diese macht im ersten Jahr 70 Prozent, im zweiten Jahr 60 Prozent und im dritten Jahr 50 Prozent des IPCA aus. Nach Ablauf der drei Jahre wird außerdem über die Differenz zwischen der prognostizierten und der tatsächlich eingetretenen Inflation verhandelt. Die nächsten Schritte seien der Richtlinienbeschluss in der Landesregierung, die Verhandlungen mit den Gewerkschaften und die Unterzeichnung eines Vertragsentwurfs. „Diese Wege sind nicht nur viele, sondern dauern auch in der zeitlichen Abfolge sehr lang“, betont Landesrätin Magdalena Amhof. Aktuell arbeite man daran, den Vertrag zu verschriftlichen.
Landeshauptmann Arno Kompatscher hofft, dass in Zukunft auch in der Privatwirtschaft der Kaufkraftverlust mitbedacht wird: „Es ist durchaus erwünscht, dass nicht nur die Löhne im öffentlichen Dienst, sondern auch im privaten Dienst steigen.“ Er sehe in der zunehmenden Spaltung der Gesellschaft auch die Angst vor dem sozialen Abstieg. Mit den neuen Anpassungen wolle man „den Populisten den fruchtbaren Boden entziehen“.
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Il potere d’acquisto non si…
Il potere d’acquisto non si difende cancellando le bollette dal calcolo dell’inflazione...
L’Organizzazione Sindacale Autonoma AGO, in merito all’ipotesi di rinnovo del CCI per il triennio 2025-2027, accoglie con favore la volontà della Provincia di rendere strutturale l’adeguamento degli stipendi del pubblico impiego. Tale principio lo sosteniamo da tempo. Le lavoratrici e i lavoratori non possono continuare a perdere potere d’acquisto aspettando anni il rinnovo dei contratti. Proprio per questo riteniamo fondamentale utilizzare un indice che comprenda anche i costi energetici, offrendo ai dipendenti una tutela più completa e tenendo conto di spese essenziali come energia elettrica, gas e riscaldamento.
Respingiamo quindi l’ipotesi, proposta dalla delegazione pubblica e dagli altri sindacati, di escludere preventivamente la componente energetica. Una scelta che restringerebbe la base sulla quale viene misurato l’aumento del costo della vita e che, soprattutto in periodi di forti rincari dell’energia come quello attuale, può determinare adeguamenti salariali inferiori rispetto a quelli calcolati con un indice che comprende anche questi costi.
I dati confermano quanto questa scelta sia rilevante. A giugno 2026 l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) nel Comune di Bolzano è aumentato del 3,4% rispetto a giugno 2025, contro il 3,0% nazionale. Nello stesso periodo, la categoria „Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili“ ha registrato a Bolzano un aumento del 7,8%, il più elevato tra le categorie di spesa considerate nell’indice. Anche nel 2025 l’inflazione media annua NIC è risultata più elevata a Bolzano: 2,2% contro l'1,5% nazionale. In un territorio nel quale la dinamica dei prezzi registra valori superiori alla media italiana, la scelta dell’indice utilizzato per adeguare le retribuzioni assume quindi un’importanza ancora maggiore.
Rendere strutturale l’adeguamento degli stipendi rappresenta un passo importante per la tutela del lavoro pubblico. Proprio perché questo meccanismo è destinato a operare nel tempo, deve essere costruito fin dall’inizio su basi complete e trasparenti. Per questo AGO chiede che nel rinnovo del CCI 2025-2027 venga adottato un indice che mantenga anche la componente energetica, garantendo ai dipendenti pubblici una tutela più completa contro la perdita del potere d’acquisto.
In base ai conteggi effettuati sull’attuale bozza contrattuale, che prevede l’utilizzo dell’indice previsionale IPCA nazionale al netto dei costi energetici, per un dipendente di sesto livello l’anticipo lordo mensile sull’inflazione ammonterebbe indicativamente a 50,34 euro nel 2026, 70,13 euro nel 2027 e 100,69 euro nel 2028. Nel 2029 sarebbe poi previsto un conguaglio da contrattare sulla base dell’indice NIC del Comune di Bolzano, anche in questo caso al netto dei costi energetici.
Riteniamo che importi di questo livello non siano sufficienti a garantire un’adeguata tutela del potere d’acquisto nel nostro territorio. Se l’obiettivo è proteggere realmente gli stipendi dall’inflazione, non possiamo escludere dal calcolo proprio una parte delle spese che le famiglie sostengono ogni giorno. Le bollette non si pagano con gli indici statistici ma si pagano con gli stipendi.
Care colleghe e colleghi cosa ne pensate?
Stefano Boragine
Segretario Provinciale AGO
Tel. 338 17 42 587 - [email protected]
Einen T....... der die…
Einen T....... der die neueste Masche der ANHOF „schön rechnet,“ wird schon zu finden sein ... ...