Park Vittoria, Oberrauch farà appello
-
“Il Piano tariffario e il PEF (Piano Economico Finanziario, ndr) risultano tra loro pienamente coerenti”. Questa, in sintesi, la motivazione con cui i giudici del Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa (TRGA) hanno rigettato il ricorso contro l’aggiudicazione di Park Vittoria presentato da Martinelli e Benon srl, seconda classificata. La gara tra i due raggruppamenti di aziende si è giocata soprattutto sulla qualità tecnica: Parcheggi Italia – parte del colosso austriaco Best Parking AG dell’imprenditore viennese Johann Breiteneder – ha ottenuto 94 punti complessivi contro i 77,60 del concorrente, con un distacco significativo proprio nei criteri qualitativi.
-
“Una decisione a dir poco sorprendente, inspiegabile ed inammissibile”, commenta Robert Oberrauch, proprietario per il 50% di Martinelli e Benon srl, che annuncia il ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del tribunale amministrativo e valuta assieme ai suoi legali anche il ricorso alla Corte dei Conti. “Non capisco come l’amministrazione possa scegliere una società che chiede 3,90 euro l’ora, quando noi proponiamo una media di 2 euro l’ora”. La proposta di Martinelli e Benon srl è infatti suddivisa così: la prima ora costa 3 euro, dalla seconda e dalla quinta 2,50 euro e dalla quinta in poi 2 euro, mentre 1,50 euro dalle 20 alle 24 e la notte 1 euro. L’imprenditore sottolinea inoltre come Piazza Vittoria sia un parcheggio più cittadino che turistico dove è necessario, a maggior ragione, mantenere i prezzi bassi.
-
Le motivazioni del TRGA
Il nodo centrale del contenzioso riguardava il piano tariffario e la sua coerenza con il piano economico-finanziario (PEF) presentato dall’aggiudicataria, Parcheggi Italia. L’offerta vincente ha ottenuto il massimo punteggio proponendo una tariffa uniforme di 3,90 euro all’ora, senza distinzione tra giorno e notte. Nel PEF sarebbero stati considerati esclusivamente i ricavi più stabili e prevedibili, cioè quelli della sosta diurna, mentre quelli notturni sarebbero stati volutamente esclusi perché marginali e incerti. Una “la scelta imprenditoriale, pienamente legittima” secondo i giudici.
-
“Nel caso di specie – si legge nella motivazione – i documenti principali e vincolanti sono perfettamente coerenti. Il Piano Tariffario indica chiaramente una tariffa diurna di € 3,90 e una notturna di € 1,50; il PEF (e la relativa relazione) basa le proiezioni dei ricavi su una stima di 5 ore di sosta per le auto e di 2 ore per le moto al costo di € 3,90, traducendo la scelta imprenditoriale, pienamente legittima, di non considerare, ai fini della stima di sostenibilità, i proventi derivanti dalla fascia notturna, ritenuti ininfluenti. Il primo contiene l’impegno contrattuale verso l’utenza, consistente nell’applicazione delle tariffe di € 3,90 (diurna) e € 1,50 (notturna). Il secondo individua la base di calcolo della sostenibilità, radicandola nella scelta strategica di considerare solo una parte dei ricavi potenziali, ovvero quelli derivanti da 5 ore di sosta diurna”.
-
La vendita dei box
Anche rispetto alla mancata inclusione nel PEF di possibili ricavi aggiuntivi, come quelli derivanti dalla vendita dei 158 box auto, il TRGA ha dato ragione a Parcheggi Italia. Nel bando è infatti previsto che se il prezzo medio supera i 45.000 €, una parte dei ricavi extra venga restituita al Comune nella forma del revenue sharing. I ricorrenti sostenevano infatti che Parcheggi Italia avrebbe dovuto indicare meglio nel PEF i guadagni derivanti dai box, che incidono sulla valutazione economica dell’offerta. Da qui il dubbio per la ricorrente che l’offerta economica non sia stata calcolata in modo corretto.
“L’idea – spiega Oberrauch – è di venderli a un prezzo minimo di 45.000 euro (non ”a 45.000“, ma almeno 45.000), che rappresenta la base d’asta, riservando una parte della differenza al Comune di Bolzano. Noi proponiamo di riconoscere il 50% di questa differenza, mentre Parcheggi Italia dichiara di voler dare il 100% al Comune, ma con un meccanismo che, di fatto, azzera tutto: prevedono infatti una vendita al prezzo minimo di 45 mila euro, quindi senza alcun margine. È come dire: con una mano prometto il 100%, ma con l’altra fisso il prezzo a 45.000. Risultato? Il 100% di zero è sempre zero”.
Nulla di tutto ciò secondo i giudici amministrativi. “Pretendere che l’offerente inserisca nel PEF iniziale stime di ricavi meramente potenziali, incerte e speculative, quali quelle derivanti da un futuro e ipotetico aumento dei prezzi di mercato, snaturerebbe la funzione stessa del piano”, motiva la Corte.
-
Niente da fare anche per i motivi aggiunti, che contestavano la presunta sottostima dei ricavi, il mancato trasferimento del rischio operativo e il difetto di istruttoria del Comune. Secondo il Tribunale amministrativo sono irricevibili perché proposti oltre il termine di 30 giorni del 12 gennaio 2026. La ditta Martinelli & Benoni è stata quindi condannata a pagare 14 mila euro di spese: 7 mila al Comune di Bolzano e 7 mila al raggruppamento di imprese avversarie.
Con la decisione del Tribunale amministrativo viene quindi confermata la validità dell’iter amministrativo svolto dal Comune, che ora può procedere secondo il programma previsto con la stipula della concessione-contratto e con l’avvio delle successive fasi progettuali e realizzative dell’intervento, anche se sull’inizio del lavori aleggia il rischio concreto che il Consiglio di Stato decida di sospendere l’iter in attesa di giudizio. Se ciò non dovesse accadere, l’inizio del cantiere fa sapere l’amministrazione, è previsto tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno.
-
Articoli correlati
Politik | BolzanoBocciato il ricorso su Park Vittoria
Politik | BolzanoL'altro lato di Piazza Vittoria
Gesellschaft | BolzanoQuale futuro per Piazza Vittoria?
Bei der -A U T O - N A R R E…
Bei der -A U T O - N A R R E N - L O B B Y- beginnen die ersten ANZEICHEN (... die Krise der deutschen -S U V - H E R S T E L L E R- lässt grüßen!) der Ver-„G R E I S“-ung ...!
Der Bau der S I E G E S - P L A T Z - GARAGE passt in die Zeit von -v o r g e s t e r n- !