Politica | Legge elettorale

È nato “Bolzano-Laives-Vadena-Bronzolo”

Il centrodestra deposita l’emendamento per il nuovo collegio senatoriale “italiano” – con i quattro comuni separati dalla Bassa Atesina. Urzì e Bianchi: “Ottimo compromesso”. Knoll: “Collegio su misura di Urzì”.
(da sx) Alessandro Urzì e Christian Bianchi: asse tra il deputato di Fratelli d’Italia e l’assessore di Forza Italia per il nuovo collegio. Immagine: Seehauserfoto

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Il piano B è diventato ufficiale. L’emendamento depositato oggi al Senato – prima firma del senatore di Fratelli d’Italia Marco Lisei, sottoscritto dall’intera coalizione di governo – ridisegna il collegio senatoriale di Bolzano-Bassa Atesina riducendolo a quattro comuni: Bolzano, Laives, Bronzolo e Vadena. Un collegio elettorale quasi identico a quello Bolzano-Laives presente alla Camera con la legge elettorale “Mattarellum dal 1993 al 2001. Dopo le proteste dell‘Unterland contro l’emendamento Urzì approvato dalla Camera a luglio (che riduceva il collegio originario a 12 comuni) aveva preso forma una nuova edizione del “cantone italiano” Bolzano-Laives, inizialmente assieme a Vadena oppure Bronzolo (nella variante proposta dai Freiheitliche). I Comuni della Bassa Atesina e dell’Oltradige passerebbero invece in blocco a un collegio di Merano allargato a tutto il corso altoatesino dell'Adige.

Il compromesso del centrodestra

“L’emendamento rappresenta il migliore punto di caduta rispetto al dibattito di queste ultime settimane su due questioni cardine”, dichiara Urzì, coordinatore regionale di FdI del Trentino-Alto Adige. La prima è “la rappresentanza del gruppo linguistico italiano dell’Alto Adige a livello parlamentare: su cinque collegi uninominali almeno uno ritagliato in modo da garantire la rappresentatività del gruppo italiano, come gli altri quattro lo sono per il gruppo linguistico tedesco”. La seconda è “la garanzia di mantenimento di una unitarietà del territorio della Bassa Atesina nella sua struttura fondamentale”, seguendo – concede il deputato – “indicazioni preziose emerse dal dibattito politico di queste ultime settimane, seguite sempre con grande attenzione e rispetto dall’intero centrodestra, nonostante i toni spesso non consoni ad un confronto sereno”.

La nuova geografia del collegio senatoriale di Bolzano: nelle intenzioni del centrodestra comprenderà Bolzano, Laives, Bronzolo e Vadena. SALTO

Da qui “la restrizione del perimetro ai comuni a maggioranza linguistica italiana attorno al capoluogo Bolzano, ossia Laives, Bronzolo e Vadena”. Il testo, precisa Urzì, “sarà base di partenza per una discussione destinata a trovare sede naturale al Senato, fra le diverse misure di riforma del testo uscito dalla Camera”. Ma su un punto il messaggio è netto: “Non si ritorna indietro rispetto all’affermazione di un principio, ossia che su cinque collegi uno possa essere prerogativa del gruppo linguistico italiano. L’ultima ipotesi fa salve tutte le altre sensibilità ed esigenze e va esattamente nella stessa direzione”. E il deputato meloniano rivendica le sponde trovate strada facendo: “La proposta va nella direzione indicata anche dai Freiheitlichen e ha potuto contare su alcune indicazioni favorevoli di massima da parte della SVP locale”.

Bianchi rivendica la regia

A rivendicare un ruolo nell’elaborazione del compromesso è l’assessore provinciale Christian Bianchi, ex sindaco di Laives: “In questi giorni ho più volte interagito con i miei interlocutori romani di Forza Italia – dichiara Bianchi – al fine di identificare la soluzione migliore per garantire agli italiani un seggio al Senato e, contemporaneamente, venire incontro alla proposta formulata dalla SVP per trovare una soluzione per gli altri comuni. Questa mattina mi sono confrontato con l’onorevole Urzì e abbiamo convenuto che la forma ideale fosse quella di un collegio che comprenda Bolzano, Laives, Bronzolo e Vadena: quattro comuni adiacenti a maggioranza italiana, che rappresentano oltre 125.000 cittadini, pari al 22% della popolazione della provincia di Bolzano”. Un collegio che, a voler essere maliziosi, sembra disegnato su misura per un profilo analogo a quello dell’ex primo cittadino laivesotto.

L’assessore provinciale Christian Bianchi: ha rivendicato la regia dell'operazione Bolzano-Laives. LPA / Fabio Brucculeri

“Per quanto mi riguarda, un ottimo compromesso, che rafforza ancora di più il concetto di riservare questo seggio a un italiano”, sottolinea ancora l’assessore Bianchi, mentre il suo successore a Laives, Giovanni Seppi (SVP), aveva raccontato a SALTO di persone anche di madrelingua italiana che lo fermerebbero per strada chiedendo di fermare l’operazione di smembramento dell'Unterland.

Rispetto al perimetro a 12 comuni dell’emendamento originario, il collegio urbano allarga leggermente il potenziale vantaggio del centrodestra alle politiche. Un collegio su misura del centrodestra, dunque, ma non blindato: sommando i voti delle elezioni 2022 di centrosinistra e Movimento 5 Stelle, il “campo largo” avrebbe chance anche qui, mentre l’elettorato SVP rimasto libero – attorno al 15% – può ancora fare da ago della bilancia con il “voto utile”. Con l’incognita, sul fronte opposto, di un’eventuale corsa solitaria di Futuro Nazionale, la nuova creatura politica dell’europarlamentare Roberto Vannacci.

“Voci tedesche ridotte all'irrilevanza”

Durissima la reazione della Süd-Tiroler Freiheit, affidata a un comunicato di Sven Knoll: “No e ancora no a un collegio su misura di Urzì”. Il movimento patriottico reagisce “con indignazione” all’accordo delle destre italiane e ribalta la formula di Bianchi: “Di un ‘ottimo compromesso’ si può forse parlare per gli italiani, ma di certo non per i sudtirolesi. Con questa proposta Bassa Atesina e Oltradige vengono divisi etnicamente, e la popolazione tedesca nel nuovo collegio – Bolzano, Laives, Bronzolo e Vadena – viene marginalizzata fino all’irrilevanza. A un simile patto nazionalista non si deve in nessun caso dare l’assenso”, scrive in una nota il partito della destra tedesca.

Sven Knoll, consigliere provinciale della Süd-Tiroler Freiheit: “No e ancora no a un collegio su misura di Urzì”. Seehauserfoto

“La creazione di un collegio italiano come lo chiedevano già decenni fa gli ultrafascisti attorno a Pietro Mitolo – prosegue Knoll – è un completo capovolgimento dello scopo dello Statuto di autonomia, creato per la tutela della minoranza austriaca. Gli italiani in Italia sono la popolazione di maggioranza e non necessitano di alcuna tutela”. Secondo la Süd-Tiroler Freiheit spostare i comuni ‘tedeschi’ della Bassa Atesina e dell’Oltradige negli altri collegi “non è un rafforzamento, ma un indebolimento del gruppo tedesco: l’ampliamento non porta alcun seggio in più – mentre a Bassa Atesina e Oltradige ”viene tolta la possibilità di esprimere un proprio candidato“. Il messaggio alla Volkspartei è di non farsi ”mettere nel sacco dai propri ‘amici’ italiani“, altrimenti ”c’è da chiedersi chi comandi davvero nella SVP. Alessandro Urzì? Se la Volkspartei cede di nuovo, dovrà accettare l’accusa di non rappresentare più gli interessi dei sudtirolesi, ma di ballare alla musica di Roma“. Con un appello finale, insolito, anche ”alle sinistre italiane“, chiamate a opporsi ”a questo ritaglio etno-ideologico di un collegio".