Tribunale, dopo 77 giorni si riparte
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Abbonati ora a S+La polvere si era posata su Bolzano il 16 luglio, e con lei sembrava essersi fermato tutto. Polvere sulle macerie di piazza Tribunale, polvere sui fascicoli rimasti sotto, polvere nell’aria di una città che guardava incredula al crollo del suo palazzo di giustizia. Oggi, 77 giorni dopo il disastro, in via Alto Adige c’è il rumore di una porta a vetri che si apre e di un tribunale che ricomincia a riempirsi: avvocati con la toga sul braccio, cancellieri con i fascicoli, imputati, testimoni.
Oggi (1° ottobre) la Provincia ha consegnato ufficialmente la nuova sede provvisoria del Tribunale: 4.400 metri quadrati in cui sono state replicate le cinque aule del vecchio palazzo. L’apertura è avvenuta secondo il cronoprogramma, entro il mese di proroga concesso dal Governo. Il Tribunale si sviluppa su tre piani: al primo il penale, con un ingresso separato per i detenuti; al secondo la seconda sezione civile, con la volontaria giurisdizione e le amministrazioni di sostegno; al terzo la prima sezione civile. Le prime udienze si sono tenute oggi davanti ai giudici Carlo Busato, Walter Pelino e Stefan Tappeiner, quando le 5 aule, replicate sul modello del vecchio palazzo, hanno aperto i battenti. Sono tornati anche gli effetti personali recuperati dalle macerie, ritrovati sulle scrivanie come piccole reliquie di una vita interrotta.
I numeri raccontano la portata dell’operazione. Le udienze penali già fissate per ottobre, novembre e dicembre, circa 700 fascicoli, sono state mantenute. Altre 700 sono state rinotificate con l’indicazione della nuova sede. Ora si lavora per recuperare quelle saltate durante l’estate. Un contributo è arrivato anche dal privato: l’imprenditore Bernard Kiem ha messo a disposizione 45 computer per consentire di lavorare da remoto.
Quanto costano le nuove sedi?
L’edificio in cui ha sede il Tribunale, di proprietà della Fruitservice, ha a disposizione circa 4.000 metri quadrati netti, e 15 posti auto, e sarà affittato dalla Provincia ad un canone di 120 mila euro al mese per 6 anni: circa 9 milioni, che, sommati ai circa 7 per l’edificio della Procura in via Renon, faranno spendere alla Provincia circa 14 milioni di euro.
Alla cerimonia di inaugurazione, tenutasi oggi (1° ottobre) nella nuova sede, la presidente del Tribunale Francesca Bortolotti fa gli “onori di casa” e ringrazia tutti, a partire dalla Provincia che “con una sinergia istituzionale nata nella sfortuna” ha permesso che la macchina della giustizia ripartisse in tempi da record. Accanto a lei il presidente della Provincia Arno Kompatscher ricorda di aver saputo del crollo in treno mentre andava a Roma proprio dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio per discutere gli accordi pluriennali. “Prima lo shock, poi il sollievo perché non c’erano vittime”, ricorda il Landeshauptmann, che sottolinea come “la rapidità con cui siamo riusciti a far ripartire il palazzo di giustizia ha sorpreso anche Roma e dimostra, ancora una volta, che l’autonomia gestita bene significa efficacia ed efficienza”. Una frase celebrativa che arriva però dopo un sorriso amaro di Kompatscher alla battuta di Bortolotti, “il Ministero si è adattato ai nostri tempi”, dietro cui si cela forse il pensiero del Presidente al nuovo carcere (e annesso CPR) fermo da decenni.
Restano alcune questioni aperte. La Procura, che si sta trasferendo in via Renon, non è ancora collegata alla rete giustizia: il collegamento è atteso a breve. Il procuratore Axel Bisignano ha spiegato che la precedenza è stata data al Tribunale, “che opera in front office”. Da chiarire anche il capitolo dei certificati e quello dell’appartenenza al gruppo linguistico. Anche l’assessore ai lavori pubblici Christian Bianchi ha parlato della riapertura come di un “fatto quasi miracoloso”. Il vecchio Tribunale razionalista è al momento sotto sequestro, ma sono già iniziate le attività preliminari per la risistemazione, che, spiega Bianchi, dureranno almeno 4-5 anni.
Sul fronte penale l’inchiesta sul crollo di una porzione del Tribunale di Bolzano, il fascicolo aperto per disastro colposo vede iscritte cinque persone nel registro degli indagati, tra funzionari pubblici, progettisti e la ditta incaricata della sostituzione dei pilastri. Il PM Igor Secco, l’unico a seguire il caso dopo il trasferimento temporaneo della PM Federica Iovene, indaga sul crollo. Secondo le prime ricostruzioni, il cedimento strutturale di quattro piani dell’edificio storico sarebbe avvenuto a causa di negligenze durante i lavori di ristrutturazione, omessi controlli e difformità nell’esecuzione rispetto a quanto stabilito nel progetto esecutivo. I lavori in corso in quel momento stavano interessando in particolare alcuni pilastri portanti del palazzo.
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