Società | Bolzano

“Difficile conciliare lavoro e famiglia”

Rosina Cavallo, con una figlia all'asilo, racconta i problemi nei nidi pubblici di Bolzano – tra scioperi, carenze di personale e comunicazioni incerte che mettono in crisi le famiglie: “A questo punto mi chiedo se non convenga restare a casa o nel privato”.
Kinder spielen im Kindergarten mit Spielzeugautos
Foto: Symbolbild/Unsplash
  • A Bolzano la gestione degli asili nido pubblici mette in difficoltà le famiglie. A raccontarlo è Rosina Cavallo, con una figlia piccola iscritta ad un asilo nido del capoluogo, che ha riscontrato un netto peggioramento del servizio offerto dall'Azienda servizi sociali Bolzano (ASSB) nell’ultimo anno. “Da settembre come genitori ci siamo trovati continuamente a gestire chiusure anticipate o comunicazioni all’ultimo momento”, racconta Cavallo. “La difficoltà maggiore è la gestione quotidiana: dover chiedere continuamente permessi al lavoro, non sapere se il giorno dopo si potrà lavorare normalmente… È diventato davvero complicato conciliare lavoro e famiglia”. La donna, di professione educatrice, racconta che se l’anno scorso gli scioperi erano pochi in tutto l’anno, quest’anno sono in media di due al mese. 

     

    “A questo punto, sinceramente, mi chiedo se non convenga restare a casa.”

     

    La figlia di Cavallo frequenta il nido pubblico da settembre 2024, ma è dall’inizio del nuovo anno scolastico che la gestione è peggiorata. “Prima il connubio tra lavoro, famiglia e scuola era più sostenibile. Non perfetta, ma sicuramente più vivibile rispetto a quest’anno, in cui la situazione è decisamente peggiorata. Spesso venivamo avvisati via e-mail che avremmo saputo solo alle otto del mattino se il personale sarebbe stato presente”, racconta. “Questo ci ha costretti a vivere alla giornata, chiamando ogni volta per capire se il servizio fosse attivo”. 

  • La vignetta pubblicata da Valentina Stecchi su SALTO martedì 31 marzo. Foto: Valentina Stecchi
  • Se il personale è in difficoltà, inevitabilmente il servizio ne risente, e anche le famiglie ne pagano le conseguenze. “Non credo che la responsabilità sia del singolo nido, ma piuttosto di una gestione più alta. A questo punto, sinceramente, mi chiedo se non convenga restare a casa: così diventa davvero difficile organizzarsi”, commenta la donna. “So che in Comune si sta discutendo del fatto che al momento non ci sia una figura direttiva in ASSB, e questo si riflette su tutto il servizio”. L’Azienda pubblica è senza una figura dirigenziale da fine ottobre 2025, quando l’allora dirigente Liliana Di Fede è andata in pensione. Dopo una selezione durata 5 mesi e che aveva dato tre candidati idonei, la Giunta Corrarati ha deciso di non procedere alla nomina della nuova figura dirigenziale ed ha aperto un nuovo bando di selezione, che, sostiene la Giunta, dovrebbe concludersi entro inizio estate.  

    Oltre agli scioperi, Cavallo racconta di aver notato anche altri cambiamenti. “È diminuita la qualità del lavoro educativo: l’anno scorso ricevevamo più feedback sulle attività svolte durante la giornata. C’era, per esempio, un diario fotografico delle attività, che ora è scomparso senza comunicazioni ufficiali. Me ne sono accorta osservando e chiedendo direttamente all’educatrice, che mi ha spiegato che, essendo in protesta, alcune attività non vengono più svolte”.

     

    “È diminuita la qualità del lavoro educativo.”

     

    Un’altra criticità riguarda la gestione del personale. “Nella fascia di ingresso del mattino capita spesso che più bambini vengano accorpati in un’unica sezione con una sola educatrice – racconta Cavallo –. Mi è successo più volte di lasciare mia figlia in una sezione diversa, con un’unica educatrice che gestiva bambini di più gruppi. Una mattina, ad esempio, si è trovata con sette bambini, quando il rapporto previsto è uno a cinque. Quando ho capito che mia figlia sarebbe stata l’ottava, ho preferito aspettare l’arrivo di un’altra educatrice”.

  • La Giunta Corrarati. Foto: Argentino Serraino
  • Anche la comunicazione da parte dell’azienda risulta problematica: “A gennaio abbiamo ricevuto due email: una per anticipare le richieste per il nido estivo e l’altra per il rinnovo delle iscrizioni. In queste comunicazioni si parlava anche della chiusura di alcuni nidi per ristrutturazione, senza però specificare quali. Questo ha generato molta preoccupazione. Quando ho chiesto chiarimenti mi hanno rassicurato che il nido di mia figlia non era interessato ai lavori di ristrutturazione, mentre la lettera di Assb era priva di questa informazione. Non è possibile comunicare una chiusura senza indicare quali strutture saranno coinvolte e cosa succederà ai bambini iscritti”.

    Nelle ultime settimane l’annuncio dell’aumento dei costi per la scuola dell’infanzia aveva sollevato grandi polemiche e decine di genitori si sono radunati in piazza per manifestare contro questa decisione. Un servizio nettamente peggiorate e che, conclude Cavallo, non vale il costo: “A parità di spesa, viene spontaneo pensare che un servizio privato possa offrire di più. Ho avuto esperienza diretta e, sinceramente, funzionava meglio”.