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Asilo, in arrivo famiglie da Oltralpe

Dopo le nuove norme Ue sui “paesi sicuri” Germania ed Austria espellono famiglie che arrivano in Alto Adige. Brillo: “Per ora sono in albergo, ma non può durare a lungo”. Corrarati: “Per uomini e lavoratori anche Provincia e aziende facciano la loro parte”.
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Foto: Seehauserfoto
  • Sono già 6 le famiglie di richiedenti asilo arrivate da Germania ed Austria nel Comune di Bolzano. È l’effetto delle nuove norme approvate il 10 febbraio 2026 dal Parlamento europeo che modificano il concetto di “paese terzo sicuro” nel Regolamento sulle procedure d’asilo dell’Unione europea. Con esse viene introdotta una nuova lista comune di “paesi di origine sicuri”, che ricomprende anche Bangladesh, Colombia, Egitto, Kosovo, India, Marocco e Tunisia. Una scelta (criticata da molti operatori del settore) che sta portando in molti stati a dichiarare inammissibili richieste di asilo senza esaminarle nel merito ed eseguendo trasferimento forzati. 

  • L’assessora al sociale Patrizia Brillo: “Al momento stiamo ospitando queste famiglie in albergo ma non è una soluzione che potremo portare avanti a lungo” Foto: Comune di Bolzano
  • Tra le nuove persone giunte in Alto Adige molte sono state espulse senza la possibilità di portare con sé nulla, nemmeno vestiti o oggetti personali. Tra loro c'è anche una donna incinta all’ottavo mese con altri due figli. “Al momento stiamo ospitando queste famiglie in albergo – spiega l’assessora alle Politiche Sociali del Comune Patrizia Brillo – ma non è una soluzione che potremo portare avanti a lungo”. Una sistemazione che non piace all’assessora di Fratelli d’Italia, secondo cui “gli alberghi devono tornare a fare le strutture alberghiere e non sono adatti ad ospitare famiglie con bambini anche molto piccoli”. 

    Mentre i minori e le madri sono ospitati negli alberghi del capoluogo a spese del Ministero degli interni, i padri che arrivano sul territorio sono considerati a tutti gli effetti dei senza dimora e per questo, spiega l’assessora, gravano sulle casse del Comune di Bolzano. 

  • Il Sindaco Claudio Corrarati: “Il problema non può essere scaricato solo sul capoluogo” Foto: Seehauserfoto
  • L'accordo con i 96 Comuni

    Grazie ad un accordo con la Provincia, il Comune di Bolzano ha ottenuto che da giugno le famiglie ospitate nel capoluogo verranno smistate su tutto il territorio altoatesino, grazie ad un accordo tra Comuni e Consorzio dei Comuni. Il progetto prevede lo spostamento dei nuclei familiari (al momento sono una cinquantina di famiglie e circa ottanta minori) in 96 Comuni della Provincia di Bolzano, una per ciascun Comune, secondo il modello dell'accoglienza diffusa. A questi potrebbero aggiungersi anche le nuove famiglie proveniente da Oltrebrennero, anche se il timore dell’amministrazione comunale è che ne arrivino “troppe”. 

    “Il problema non può essere scaricato solo sul capoluogo – commenta il Sindaco Claudio Corrarati – è necessario adottare soluzioni straordinarie, favorire la collaborazione tra imprese e accelerare i cambiamenti, altrimenti l’emergenza (soprattutto abitativa e di accoglienza) non verrà risolta. Serve un intervento strutturale e urgente: la Provincia deve aggiornare le norme, ma anche le aziende devono contribuire responsabilmente a tutelare i loro lavoratori”. 

     

    “Non può essere una forma di assistenzialismo continua”

  • La zona industriale di Bolzano. Foto: Lifandi.it
  • “Le aziende facciano la loro parte”

    La Giunta comunale ha deciso la chiusura definitiva degli alloggi per 95 lavoratori senza casa per il 6 aprile. “Era partito come un progetto di 5 mesi, lo abbiamo prolungato quando è arrivato il freddo, ma in questi dieci mesi le persone accompagnate dovevano provare a cercare una sistemazione. Non può essere una forma di assistenzialismo continua”, aggiunge Brillo, che sottolinea anche le responsabilità dei datori di lavoro. “All’incontro che abbiamo fatto con le varie aziende per attivare concessioni per foresterie e posti letto dentro alle realtà produttive, quelle più importanti non si sono presentate”.