Cronaca | Carcere

Garante, convenzione Provincia-Comune

La notizia di un suicidio nell’istituto di Bolzano ribadisce l’urgenza di nominare il garante dei detenuti. La Provincia avvia finalmente la selezione (con l’invio delle candidature entro il 10 luglio), mentre il Comune rivendica un ruolo nella gestione.
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La notizia di un suicidio nel carcere di Bolzano la scorsa notte dà nuova urgenza a un percorso che si trascina da anni: la nomina del garante dei detenuti. Dopo un lungo periodo di incertezza su chi dovesse nominarlo (se la Provincia, il Comune di Bolzano, o entrambi) il percorso di nomina e il collegamento tra amministrazione cittadina e provinciale cominciano ad essere delineati. Una convenzione con la Provincia garantirà ora al Comune un ruolo attivo nella gestione dell’incarico, lasciando a Palazzo Widmann la titolarità della nomina. 

Ad annunciare l’intesa è stato il sindaco Claudio Corrarati, rispondendo martedì 30 giugno in consiglio comunale a un’interpellanza della capogruppo dei Verdi Chiara Rabini. Il punto di partenza è stata la legge provinciale 3/2026, approvata lo scorso 18 maggio, che disciplina il Garante civico a livello provinciale e le figure delle varie Ombudsstellen, e regolamenta anche la figura del garante delle persone private della libertà personale

Il 9 giugno è stato poi pubblicato l’avviso per la selezione del/della garante, che rimarrà in carica fino alla fine della legislatura nel 2028. I candidati verranno sentiti in audizione dalla Commissione per le nomine creata con la legge provinciale del maggio scorso, composta da sei consiglieri provinciali (ne abbiamo scritto qui). Le candidature potranno essere inviate entro 30 giorni dalla data di pubblicazione dell’avviso sul Bollettino Ufficiale della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, avvenuta il 10 giugno: la scadenza è fissata al 10 luglio a mezzogiorno, come ha confermato a SALTO il presidente del Consiglio provinciale Angelo Gennaccaro

“Evitata una duplicazione del ruolo”

Di fronte alla prospettiva di avere “il garante della provincia alla mattina e il garante del comune al pomeriggio”, Corrarati ha cercato un confronto con l’allora presidente del Consiglio provinciale Arnold Schuler per evitare la duplicazione del ruolo. Il risultato è la convenzione tra Provincia e Comune, che sarà formalizzata da Gennaccaro, subentrato a Schuler nel frattempo.

Rispondendo a una interrogazione della capogruppo dei Verdi Chiara Rabini (che nel luglio 2025 aveva presentato la mozione per sollecitare l’istituzione della figura a livello comunale), Corrarati ha detto che sede e gestione operativa del garante saranno affidate al Comune di Bolzano, che si impegna, “compatibilmente con le proprie disponibilità organizzative e logistiche, a garantire gli spazi necessari allo svolgimento dell’incarico”. La scelta, ha aggiunto, è motivata dal fatto che il carcere si trova sul territorio comunale: il garante avrà “nomina provinciale” ma lavorerà di fatto sulla città.

Corrarati ha anche ammesso che l’ipotesi non aveva raccolto inizialmente il favore della Provincia, ma che alla fine si è riusciti “a far valere il ruolo della città di Bolzano e del carcere che su di essa gravita”.

 

“Sede e gestione operativa del garante saranno affidate al Comune di Bolzano”. 

 

Rabini valuta positivamente la collaborazione annunciata da Corrarati, augurandosi che si possa sviluppare anche una “collaborazione costante tra il Garante, il Comune e le realtà del territorio, coinvolgendo la città in iniziative che favoriscano inclusione, responsabilità e una maggiore conoscenza della realtà carceraria”. La consigliera invita anche il Garante provinciale a relazionare in futuro anche in Consiglio comunale.

Nel suo intervento, Rabini ha ribadito che la vera priorità è la realizzazione di un nuovo carcere, ben più urgente di un costoso e inefficace Centro per il Rimpatrio (CPR), di cui la Provincia chiede la costruzione a Bolzano. “Le condizioni dell’attuale struttura sono ormai inaccettabili e insostenibili, nonostante il grande impegno del direttore e di tutto il personale che ogni giorno vi opera con professionalità”, ha ribadito a SALTO.

Il sindaco ha collegato il tema del garante a un altro fronte di collaborazione con la Casa circondariale: la convenzione già sottoscritta per l’impiego di persone in semilibertà in servizi cittadini. A breve, ha annunciato, sei-sette detenuti usciranno quotidianamente dall’istituto per essere impiegati in attività di servizio nella città. Si tratta di un percorso di riqualificazione che, secondo Corrarati, si affiancherà alla presenza del garante nel dare “una qualità nuova alla vita di persone che per un certo periodo si erano perse per strada”.

Persone che, come ha drammaticamente ricordato la notizia del suicidio in carcere, hanno urgentemente bisogno di una figura che tuteli e vigili sui loro diritti – figura istituita a livello nazionale nel 2016 e resa operativa a Trento con una legge provinciale già nel 2017.

 

*L’articolo è stato aggiornato il 6 luglio 2026 per confermare l’avvenuta pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione Trentino Alto Adige-Südtirol e la conseguente scadenza per le candidature fissata al 10 luglio.