"L'educazione sessuale non è ideologia"
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Abbonati ora a S+Ventinove sì e quattro no. Con un consenso trasversale che ha incluso anche l’assessore alla scuola tedesca Philipp Achammer – ma non l’omologo Marco Galateo – il Consiglio provinciale ha approvato ieri la mozione del Gruppo verde, prima firmataria Brigitte Foppa, che impegna la Giunta a creare i presupposti giuridici affinché l’educazione affettiva e sessuale, finalizzata alla prevenzione della violenza e degli abusi, diventi parte integrante dei programmi didattici nelle scuole di ogni grado, e a includerla nelle linee guida scolastiche. Entro sei mesi l’esecutivo dovrà inoltre riferire al Consiglio sugli effetti della normativa statale sul sistema scolastico altoatesino e sulle misure adottate per darle attuazione nell’ambito dell’autonomia.
Il riferimento è al disegno di legge 1735/2026 del ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara, approvato in Senato, che vieta l’educazione sessuale e affettiva nella scuola dell’infanzia e primaria e subordina le offerte alle medie e superiori al preventivo consenso scritto dei genitori. Per Foppa, quell’obbligo “non solo limita l’autonomia scolastica, ma ostacola un’educazione completa” su temi come il consenso, la salute sessuale e l’uguaglianza. Demandare tutto alle famiglie, ha argomentato la consigliera, è un problema proprio quando la famiglia è disfunzionale — ovvero il contesto in cui più spesso si verificano situazioni di violenza. Poiché la Provincia, come confermato dallo stesso Achammer, può recepire i principi delle disposizioni nazionali con margini interpretativi, Foppa ha chiesto di farlo seguendo le raccomandazioni dell’ONU e rendendo obbligatoria l’educazione sessuo-affettiva nei programmi.
Consenso trasversale
La SVP e le opposizioni progressiste hanno appoggiato la proposta verde. Waltraud Deeg (SVP) ha definito il disegno di legge nazionale “un passo nella direzione sbagliata”, invitando a non affrontare il tema in chiave ideologica: “L’istruzione non rende insicure le persone, è la non conoscenza che le rende tali”. La collega di partito e assessora al sociale Rosmarie Pamer, per 29 anni insegnante di biologia alle medie, ha annunciato il proprio sostegno: se l’educazione sessuale diventa tabù, “i bambini si informano altrove, senza sicurezza né scientificità”. Franz Ploner (Team K) ha parlato di una legge che “abusa della scuola” e rischia di danneggiare la prevenzione, citando la contraddizione con la recente delibera della Giunta sulla promozione della salute sessuale e l’accesso ai contraccettivi. Il collega Alex Ploner ha ricordato che molti genitori, secondo le indagini, chiedono che sia la scuola a occuparsene, sentendosi inadeguati: “I bambini vanno protetti, a volte anche dai loro genitori”.
L’assessore Christian Bianchi ha invece annunciato il voto contrario (“Non va fatto passare il concetto che in casa ci sia sempre una bomba atomica accesa”) così come il vicepresidente e assessore alla scuola italiana Marco Galateo (Fratelli d’Italia), che ha difeso il consenso informato voluto dal governo Meloni, frutto a suo dire di “dieci anni di operazioni vendute come cultura preventiva della violenza sessuale” che invece promuovevano “l’ideologia gender”. Il dispositivo della mozione “potrebbe anche essere condivisibile, è la narrazione che è inaccettabile”.
Il caso “bacetto allo zio”
Il passaggio più aspro del dibattito è stato però l’attacco personale di Anna Scarafoni (Fratelli d’Italia) a Foppa. Dopo aver difeso la legge Valditara – che a detta della consigliera protegge “una maturazione equilibrata” dei giovani e “ridà voce ai genitori sui temi di identità di genere” — e denunciato un presunto “Pride dei bambini” organizzato a Budrio, nel bolognese, con “mercatino queer erotico e laboratorio gender”, la consigliera ha preso di mira un video pubblicato dalla capogruppo verde sui social. Nel post, definito una “pantomima” perché esordisce con la frase “dai un bacetto allo zio”, Foppa critica l’abitudine di chiedere ai bambini gesti d’affetto non voluti. Per Scarafoni si tratta di “una mancanza di rispetto gravissima nei confronti della famiglia”, presentata come un’insidia: “Se la consigliera Foppa ha avuto nella sua vita qualche incidente, non deve pensare di spalmarlo su tutta la popolazione. Questo io non lo permetto”, ha concluso la meloniana bolzanina.
La replica di Foppa è per fatto personale: “L’unica famiglia che qui è stata denigrata è la mia”, ha detto rivolgendosi direttamente alla collega – che nel frattempo aveva smesso di ascoltarla. Insinuare che alla base della mozione ci sia “un’esperienza personale nella mia infanzia, nella mia famiglia, è una cattiveria, e non permetto che mi venga attribuita. Si sa distinguere molto bene la soggettività dall’oggettività”. Nella replica, Foppa ha ribadito di non aver mai sostenuto che tutte le famiglie siano pericolose: l’esempio del bacetto allo zio “indicava la volontà di dare al bambino la possibilità di dire cosa vuole e cosa no, una consapevolezza da sviluppare”. E ha chiuso con una domanda rimasta senza risposta: chi dice no all’educazione sessuo-affettiva e ai contraccettivi gratuiti dovrebbe avanzare una proposta alternativa, “ma questa non è arrivata”.
“La decisione del governo è un grosso errore”
L’assessore alla scuola tedesca Philipp Achammer ha accolto la mozione a nome della Giunta. “Tornare all’ambito esclusivamente privato è un passo indietro”, ha detto, definendo la decisione del Governo italiano “un grosso errore” e raccontando il caso di una dirigente scolastica che, grazie a iniziative di educazione sessuo-affettiva, aveva scoperto due casi di abuso nella propria scuola. “Non si può distinguere educazione affettiva ed educazione sessuale, qualcuno vuole far passare queste iniziative come uno spettacolo di travestiti: bisogna smetterla”. Relegare la questione al privato, ha aggiunto, “non vuol dire affidarla ai genitori, ma affidarla a internet, con i rischi conseguenti”. Un dato citato da Zeno Oberkofler (Verdi) ha dato una cornice a tutto il dibattito: secondo la terza Indagine nazionale sul maltrattamento, l'87% dei casi di abuso su minori avviene in ambito familiare.
Una delle poche volte che mi…
Una delle poche volte che mi trovo d’accordo con l’SVP.