“Massima fiducia in giudici e pm”
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L’Associazione nazionale magistrati (Anm) del distretto Trentino-Alto Adige è scesa in campo per difendere i magistrati dell’inchiesta “Carbone delle Alpi” dalle critiche arrivate soprattutto dagli ambienti della Volkspartei – ma non solo – le modalità di esecuzione delle misure cautelari. Una presa di posizione netta, che ha però suscitato la replica del senatore Luigi Spagnolli, vicepresidente del Gruppo per le Autonomie.
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Il comunicato dei magistrati trentini
L’Anm “esprime una ferma disapprovazione” verso le dichiarazioni rese da “rappresentanti politici locali e nazionali, editorialisti ed editori, magistrati in congedo e opinionisti vari” che hanno sollevato dubbi sull’operato della procura di Trento nell’indagine relativa a presunte irregolarità nella gestione di rifiuti. “Ai vari opinionisti - prosegue la nota - non piace la presunta spettacolarizzazione delle indagini e delle misure cautelari che sarebbero state eseguite con gran dispiego di forze dell’ordine e di elicotteri, neanche si trattasse di catturare un pericoloso boss mafioso quando si tratta, invece, di persone che non denotano affatto una ‘pericolosità sociale’; che le indagini siano coordinate dalla Procura distrettuale di Trento in luogo di quella di Bolzano, paventando quasi una incorporazione dell’Alto Adige nella provincia di Trento; che, dopo ‘Romeo’, si voglia imporre ‘a tutti i costi’ l’idea che in Sudtirolo imperversi la mafia; che la presunzione di colpevolezza ha soppiantato quella di innocenza, vieppiù all’indomani dell’esito del referendum al quale - è la logica conclusione - qualcuno dei personaggi coinvolti potrebbe pure aver votato ‘no’, pentendosene”.
L’Anm “vuole rassicurare tutta la comunità coinvolta”, ribadisce “la massima fiducia” nei giudici e nei pubblici ministeri e chiede che sia “garantita serenità di valutazione e di giudizio, anche in queste ore”. L’invito finale è a esprimere le proprie opinioni “nel rispetto del lavoro di chi è chiamato ad assumere decisioni sulla libertà delle persone coinvolte”.
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Il fronte SVP
Il comunicato dell’Anm risponde alle critiche arrivate, tra gli altri, dalla senatrice SVP Julia Unterberger. La presidente del Gruppo per le Autonomie aveva definito “del tutto spropositate” le modalità degli arresti “alle cinque del mattino, con elicotteri, come se si trattasse della caccia a pericolosi latitanti” e aveva tracciato un parallelo esplicito con l’inchiesta Romeo, parlando di un tentativo di “imporre a tutti i costi la tesi dell'esistenza di associazioni mafiose in Sudtirolo”.
Sul fronte della solidarietà personale agli indagati, si è mosso anche l’Obmann della SVP Dieter Steger, che ha fatto visita a Rupert Rosanelli – ex presidente di Seab, in custodia cautelare nel carcere di Padova – e ad Andreas Tappeiner, detenuto a Trento. Steger ha utilizzato il diritto parlamentare di visita ispettiva nelle carceri, uno strumento introdotto decenni fa su impulso del leader radicale Marco Pannella. Un gesto di solidarietà verso un amico, ha spiegato alla Tageszeitung l’Obmann Svp, senza voler aggiungere altro. Insieme a lui, secondo la Tageszeitung, era presente anche Stephan Ortner, direttore dell’Eurac, legato da lunga amicizia a Rosanelli.
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“L'inquietudine dei cittadini non va ignorata”
Non si è fatta attendere la replica di Luigi Spagnolli, altro senatore delle autonomie. L’ex sindaco di Bolzano ritiene che il comunicato dell’Anm “sembri non cogliere un punto essenziale” ovvero il fatto che le preoccupazioni espresse in questi giorni non nascano da ostilità verso la magistratura, ma al contrario da chi ne riconosce il valore – e che, proprio per questo, aveva sostenuto le ragioni del no al referendum. “È un’inquietudine legata all’impatto che determinate modalità producono sulle persone coinvolte, sulle loro famiglie”, scrive Spagnolli, “lasciando paura, smarrimento e ferite umane che il dibattito pubblico non può ignorare”. Il senatore precisa di non voler “delegittimare o condizionare il lavoro dei magistrati”, ma chiede che, accanto all’accertamento delle responsabilità, “siano tutelate con la stessa attenzione la dignità delle persone coinvolte, evitando sofferenze aggiuntive che non siano strettamente necessarie alle esigenze del procedimento”.
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