Palcoscenico | Performance

Flamenco in tutte le sue sfaccettature

Con “Flamenco sin Género(s)” Transart esplora il tradizionale ballo andaluso da ogni punto di vista. Con un evento che si snoda in tre serate e tre performance diverse.

Avvertenza: Questo contributo rispecchia l’opinione personale del partner e non necessariamente quella della redazione di SALTO.

Immagine: (c) Rodolfo Contreras

Nel flamenco il numero tre è cruciale. Infatti, il tradizionale ballo andaluso è composto da tre pilastri: “Cante”, il canto, il cuore della storia che viene raccontata tramite la musica e i movimenti. “Toque”, l’accompagnamento musicale con la chitarra. E “baile”, la danza, i gesti e la mimica, che comunicano le emozioni. Nato nel Sud della Spagna dall’incontro delle culture rom, musulmana, ebraica e cristiana che per secoli hanno convissuto in Andalusia, il flamenco al giorno d’oggi è molto più di un ballo. È una prassi culturale viva e in continua evoluzione, un modo di vivere, che sfida la tradizione e le egemonie, ma che allo stesso tempo non si dimentica mai delle proprie radici.

È solo giusto, perciò, che Transart non dedichi una serata al flamenco, ma ben tre. Serate in luoghi diversi e con performance diverse, che messe in sieme formano una rassegna: Il progetto Flamenco sin Género(s) (che in italiano significa “Il flamenco oltre il genere”), a cura di Esther Regueira Mauriz, presenta alcune delle ricerche più radicali del flamenco contemporaneo. Pratiche che sfuggono a etichette e categorie di genere e che nascono dalle tensioni proprie di questo universo, affrontando il rapporto tra tradizione e avanguardia da prospettive sperimentali, critiche e, talvolta, contraddittorie. Attraverso cante, baile e toque, Flamenco sin Género(s) restituisce la complessità e la ricchezza di una tradizione legata alla notte, alla celebrazione e alle classi popolari, in costante evoluzione e ridefinizione. Una tradizione capace di interrogare il proprio passato e il proprio presente, alimentando il dialogo, il dibattito e l’innovazione. Il progetto riunisce Rocío Márquez, Paula Comitre e Los Voluble, artiste e artisti che, a partire dalle tensioni proprie del flamenco, cercano nuovi percorsi di ricerca nel panorama contemporaneo e che saranno protagoniste e protagonisti delle tre serate. Tutto ciò suona molto complicato, ma il flamenco è “come ogni altra forma di espressione artistica, un linguaggio universale: chiunque abbia anche solo un po' di sensibilità può sentirlo, lasciarsene toccare e goderne”, sottolinea Regueira Mauriz.

La serata del 15 settembre

La prima serata si terrà al Mercato Centrale del WaltherPark e inizia alle 18.00. Si tratta di un’anteprima, alla quale saranno presenti Rocío Márquez – per l’occasione accompagnata da Javi Mora – e Los Voluble e che offre un primo sguardo sulle traiettorie artistiche del progetto. L’entrata è libera e non c’è bisogno di prenotazione. 

Infatti, la serata è pensata come un’introduzione alla rassegna. “Condivideremo alcuni concetti di base per introdurre il flamenco contemporaneo. Poi, insieme a Rocío Márquez e Los Voluble, presenterò una performance creata appositamente per quello spazio: una riflessione, attraverso il linguaggio del flamenco, sulla necessità di integrare una prospettiva di genere in tutto ciò che facciamo e sull’idea dell’intrattenimento come atto politico”, racconta Esther Regueira Mauriz.

L’anteprima

Tutte le info sull’anteprima si trovano qui.

La serata del 17 settembre

La seconda serata si terrà al NOI Techpark e inizia alle 20.00. Ci saranno tre performance.

Himno Vertical di Rocío Márquez che sarà accompagnata dal chitarrista Pedro Rojas Ogáyar. Si tratta di un requiem, un canto d’addio o una messa in onore di una persona defunta, che qui però non celebra solo la fine di una vita, ma anche l’inizio e la trasformazione. Il progetto prende forma come un’eco corale e collettiva: un rito di commiato e insieme di accoglienza, una cerimonia che invita a pensare vita e morte non come poli opposti, ma come parte di un unico movimento continuo. Sul palco, la voce di Márquez e la chitarra di Rojas Ogáyar costruiscono uno spazio sonoro intimo e avvolgente, in cui sperimentazione, improvvisazione e libertà creativa incontrano le radici del flamenco, tra suggestioni di poesia classica e contemporanea.

Un tema centrale della performance è anche l’autorialità: “In un mondo ossessionato dalla creazione, dal segno indelebile dell’io sull’opera, questo requiem ci invita a riflettere sul concetto di autorialità e a sfumarne i confini fino a farlo scomparire. Come una voce anonima, l’opera stessa respira ed espira nell’anonimato, intrecciandosi con i ricordi, i saperi, i pensieri e i sussurri di tutte le persone che vi si avvicinano. L’autorialità, allora, non è il segno che rimane, ma lo spazio vuoto che si riempie delle voci di chiunque vi passi accanto”, spiega la curatrice Esther Reguiera Mauriz.

Rocío Márquez e Pedro Rojas Ogáyar (c) Rodolfo Contreras

Après Vous, Madame della coreografa Paula Comitre invece è una performance dedicata a una protagonista storica del flamenco: Antonia Mercé, in arte La Argentina, ballerina e coreografa, che ha rivoluzionato e rinnovato il teatro di danza spagnolo. Après Vous, Madame si concentra sul periodo di vita di La Argentina a Parigi: Arrivata in quella che era la capitale della cultura europea dell’epoca ad appena 20 anni nel 1910, Mercé lì inizia a forgere la sua compagnia di ballo, aiutata dal suo enorme talento, ma anche dalla sua capacità di circondarsi con altre figure artistiche di alto livello. 

Paula Comitre segue le tracce di La Argentina a Parigi da una prospettiva contemporanea e con una performance che armonizza tradizione e avanguardia, traendo ispirazione da altre discipline artistiche, come la voce e il testo, nonché da diversi protagonisti della scena artistica europea contemporanea. In questo modo, La Argentina torna a vivere sul palcoscenico, diventando il punto di partenza di un dialogo con la creazione contemporanea. La scena ospita e intreccia la danza di Paula Comitre, le opere tessili dell’artista María Alcaide, ispirate ai disegni originali di Bacarisas e ad artisti contemporanei come De Prada Poole, e le composizioni pianistiche contemporanee del compositore francese Orlando Bass. A queste si affianca un importante omaggio all’eredità del repertorio musicale spagnolo di celebri compositori quali Manuel de Falla, Joaquín Nin, Isaac Albéniz ed Enrique Granados.

Il repertorio musicale costituisce il punto di partenza di questa nuova creazione e rappresenta il fondamento del suo impianto sonoro. In esso si ritrova l’essenza degli stili del flamenco che La Argentina era solita interpretare, come le peteneras e i tanguillos. Questa essenza viene rielaborata in chiave contemporanea, attingendo alla tradizione come base per una piena libertà creativa.

Après vous, Madame esplora il punto d’incontro tra arti musicali, performative e visive, proponendo una creazione scenica in cui predominano le linee dello spazio, in un continuo dialogo tra spazio abitato e vuoto, tra spazio e movimento. È un’opera che riflette sull’importanza della tradizione come espressione culturale della società, sul valore dei luoghi di scoperta e apprendimento e sull’influenza che la cultura esercita nella costruzione dell’identità”, spiega Paula Comitre.

Paula Comitre (c) Manu Suá

Infine la terza performance della serata è Flamenco is not a crime, un progetto audiovisivo e performativo di Los Voluble – un duo formato dai fratelli Pedro e Benito Jimenez – che intreccia flamenco, elettronica, cultura critica e pratiche di remix audiovisivo politico. Ispirato al movimento “free party is not a crime”, il progetto, tra purismo e avanguardia, spirito ribelle e virtuosismo tecnico, esplora il flamenco attraverso alcune delle sue tensioni più vive. Attraverso materiali d’archivio e manipolazioni video live, Los Voluble mette in relazione il flamenco con generi come gqom, footwork, experimental dub, grime e reggaeton, rivendicandolo come uno spazio libero, aperto e ibrido. Un progetto che supera ogni idea di purezza e rilancia il flamenco come uno spazio di libertà, collisione e continua reinvenzione.

Il duo Los Voluble (c) Ariel Martini

Biglietti per la serata del 17 settembre

Il biglietto include l’accesso a tutte e tre le performance. Tutte le info sulla serata e i biglietti si trovano anche qui.

La serata del 18 settembre

Infine “Flamenco sin Género(s)” approda a Brunico. A partire dalle 20.00 allo Stadttheater saranno ripetute le performance Himno Vertical e Flamenco is not a crime.

Anche se si tratta, di una replica, la curatrice Esther Regiuera Mauriz, invita il pubblico a godersi anche questo spettacolo: “È un’esperienza intensa e significativa, capace di arricchire. Il flamenco nasce come forma di espressione delle persone emarginate. Per questo è profondamente legato al soul e al jazz e risuona con tutte quelle espressioni artistiche nate da esperienze di marginalizzazione e oppressione. Nel tempo si è evoluto attraverso nuove ricerche artistiche, dando vita a ciò che oggi chiamiamo flamenco contemporaneo. Si tratta però di un’evoluzione che si fonda sempre su un profondo rispetto e una profonda conoscenza della tradizione.”

Biglietti per la serata del 18 settembre

Il biglietto include l’accesso a entrambe le performance. Tutte le info sulla serata e i biglietti si trovano anche qui.