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Cronaca | Economia | Guerra & armi

Munizioni, guerra e la notizia fantasma

Una società della bassa atesina e un cittadino italiano coinvolto in esportazione illegale di munizioni per 540mila $ tramite triangolazione nello scenario della guerra di aggressione contro l’Ucraina.
Avvertenza: Questo contributo rispecchia l’opinione personale dell’autore e non necessariamente quella della redazione di SALTO.
Immagine simbolica di un arsenale militare (immagine creata con IA)
Foto: Foto da IA
  • Il brutale conflitto a seguito dell’aggressione russa nei confronti dell’Ucraina pare essere lontano dall’isola “felix” della provincia di Bolzano ma, in realtà, non lo è affatto.

    Andiamo per ordine.

    Un paio di comunicati stampa del 30 marzo 2026 del Department of Justice (DOJ) del governo statunitense, rispettivamente dell‘Office for Public Affairs (ufficio per le relazioni pubbliche) del DOJ e dell’United States Attorney’s Office, Eastern District of New York (Ufficio del Procuratore degli Stati Uniti, Distretto orientale di New York) si sono soffermati sull’ammissione di colpa di un cittadino italiano. “All’inizio di oggi (30 marzo 2026), nel tribunale federale di Brooklyn, il cittadino italiano M.G. si è dichiarato colpevole di cospirazione per commettere violazioni del controllo delle esportazioni.” (traduzione letterale).

    Nel secondo comunicato linkato, ed è questa la cosa che mi ha un po‘ fatto saltare sulla sedia, leggo, oltre al nome e al cognome e all’età, anche “Ora, Italy”.

    Da questo articolo si apprende che il “collegamento” che ha permesso di violare le normative Usa era stato arrestato nel febbraio a Las Vegas e condannato a 39 mesi di reclusione. Dal suo telefonino si era risaliti alla vicenda che è stata oggetto dei due comunicati stampa del DOJ. Probabile che per M.G., dopo l’ammissione di colpevolezza, probabilmente nell’ambito di un patteggiamento, si arrivi successivamente alla determinazione della pena.

    Lascio alla lettura dei comunicati in inglese ma facilmente traducibili con le varie estensioni disponibili sui browser. 

    In sintesi: tramite una triangolazione, munizioni fabbricate negli Stati Uniti sono state esportate in Italia con la mancanza di licenza per una successiva esportazione, ma in realtà, tramite il Kirghizistan, accusato da anni di fare da “ponte triangolatorio” con la Federazione Russa, sono finite presumibilmente per essere utilizzate nel “tritacarne” ucraino.

    La notizia “fantasma”

    In poche parole, la realtà internazionale bellica ha toccato anche la nostra provincia. La questione curiosa è che se questa notizia è stata ripresa da diversi media anglofoni (es. Hoodline, FederalNewsWire, su X anche con quesiti interessanti, TheInsider con foto di M.G., se poi si vanno a cercare i B. Days 2025 tenutisi a Ora… beh, ho davvero strabuzzato gli occhi), ma non ho trovato altri riscontri mediatici, né europei, né italiani. Nulla anche qui in provincia fatti salvi miei errori di ricerca. Anche sui motori di ricerca bisogna cercare un po’ e ciò dà pure da pensare. Davvero strano in un mondo iperconnesso e ipermedializzato.

    Insomma, se i comunicati del DOJ avrebbero dovuto essere una “notizia” di non poco conto, questa è rimasta “fantasma” dalle nostre parti. Sorge spontanea la domanda: perché? Risposte non ne ho. Lascio a chi legge queste righe di formulare le proprie ipotesi.

    Per un “riassunto” della vicenda, questa la risposta datami dalla IA di Google.