Politica | Il caso

Il drone no, l'elicottero sì

Il Consiglio provinciale discute sui divieti per l'atterraggio degli elicotteri. Kompatscher: “Meglio attendere la riforma dell'Autonomia”. Sull'altipiano del Salto i droni non possono volare.
Flaas
Foto: Brigitte Foppa/Facebook
  • A qualche giorno dalle immagini dell’elicottero atterrato a Valas/Flaas, il tema dei voli turistici o “di piacere” sulle montagne del Sudtirolo è arrivato ieri in Consiglio provinciale. Il documento voto, presentato dai consiglieri provinciali verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler, chiedeva alla Giunta provinciale e al Governo italiano norme più severe per l’attività di volo e atterraggio nelle zone montane sensibili – in particolare per voli da diporto e privati – e l’attribuzione alla Provincia autonoma di Bolzano della competenza sull’individuazione delle aree di atterraggio per elicotteri, o quantomeno un diritto di veto. Oggi le autorizzazioni per gli eliporti sono di competenza dell’ENAC, e la Provincia ha margini di intervento minimi e indiretti. È così che è passato – nonostante l’opposizione del Comunel’eliporto sul Renon.

  • Il caso San Genesio

    L’elicottero immortalato da Brigitte Foppa è atterrato in un’area – i prati attorno al Lanzenschuster, a circa 1.500 metri di quota nel comune di San Genesio – che non rientra in nessuno dei divieti previsti per i voli a bassa quota. La legge provinciale del 27 ottobre 1997, n. 15 vieta decollo, atterraggio e sorvolo di aeromobili a motore a quote inferiori ai 500 metri dal suolo, ma solo all’interno dei parchi naturali, dei biotopi e degli ambiti dei piani paesaggistici intercomunali: fuori da quei perimetri il divieto non si applica. Una delibera di Giunta del 2017 ha poi vietato atterraggi ed elisuperfici sopra i 1.600 metri di quota in tutto il territorio provinciale, sempre per ragioni di tutela ambientale. Di qui la possibilità per l’ENAC di autorizzare il nuovo eliporto privato di Longostagno, sul Renon, a 970 metri. La sindaca del Renon Julia Fulterer aveva commentato che la norma è “troppo debole e vaga”. Vi sono infine cinque elisuperfici permanenti riconosciute dalla normativa provinciale: Passo Gardena, Seceda, Plan de Corones, Speikboden e Maso Corto. A San Genesio insiste un’aviosuperficie privata regolarmente autorizzata, quella della famiglia Gostner.

    Foto: Geobrowser
  • Sulla diagnosi, in aula, l’accordo è ampio. Brigitte Foppa ha richiamato l’aumento “vistoso” degli atterraggi negli ultimi anni e l’effetto sulle popolazioni residenti, replicando ancora una volta a chi accusa di parlare per invidia: “Non si tratta di invidia, ma di credibilità”. E ha rilanciato il tema politico: “Continuare a dire alla gente che non si può fare nulla non è una posizione corretta. In una zona sensibile come la nostra serve agire in senso restrittivo”. Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ricordato l’irritazione dei cittadini sia per i voli delle Frecce Tricolori sia per i voli notturni degli aerei militari, “questioni poco tematizzate in confronto all’atterraggio di cinque minuti di un elicottero su un prato”. Knoll ha citato Silvius Magnago, secondo cui se i sudtirolesi avessero avuto bisogno di un elicottero per vivere bene in provincia, lo Stato glielo avrebbe dovuto mettere a disposizione: “Oggi la situazione è diversa, ma non possiamo diventare una specie di Disneyland”.

  • La capogruppo dei Verdi, Brigitte Foppa: ha sollevato la questione dei voli e atterraggi di elicotteri in quota. Foto: Seehauserfoto
  • Per Franz Ploner (Team K) “non può essere che, se un Comune e i suoi cittadini non vogliono un’area di atterraggio, questa venga comunque realizzata dall’ENAC. La Provincia deve intervenire”. Ploner ha ricordato il limite dei 1.600 metri previsto dalla normativa provinciale “ma sappiamo cosa succede sull’Alpe di Siusi” – e ha aggiunto un dettaglio raramente evocato: il rischio ambientale del rifornimento di carburante, perché “le perdite di kerosene producono danni”. Madeleine Rohrer, cofirmataria del voto, fa notare come “nel 2025 non c'è stata una sola sanzione per atterraggi non autorizzati”. Il problema, ha spiegato, è anche di controlli: la competenza è del Corpo forestale, che dovrebbe verificare le quote, e che è sotto organico“. Zeno Oberkofler, l’altro cofirmatario, ha riportato le segnalazioni dei residenti di Gries e del Guncina per i sorvoli, e il racconto di alcuni colleghi musicisti ingaggiati per ”eventi assurdi“ come matrimoni o proposte di matrimonio in cima alle montagne, raggiunte in elicottero. Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha ricordato che già due anni fa, in risposta a una sua interrogazione, l’assessore Daniel Alfreider aveva annunciato di star lavorando alla revisione della legge del 1997. ”So che esiste un tavolo di lavoro: trovo incomprensibile che si proceda così lentamente".

  • La replica di Kompatscher

    Sul come affrontare il problema, però, il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha chiesto un cambio di passo. “Un anno e mezzo fa avrei detto: serve questo voto. Oggi la vedo diversamente”. Il punto, ha spiegato, è che la Provincia non ha la competenza primaria sull’aviazione civile – su cui valgono norme statali ed europee, “queste ultime peraltro piuttosto liberalizzanti, e a mio avviso sbagliate, soprattutto con il cosiddetto Single European Sky”. Quel che la Provincia ha è la competenza sul paesaggio: ed è da lì che nasce, ha precisato Kompatscher, il limite dei 1.600 metri sopra il quale è vietato individuare nuove elisuperfici. “Sopra quella quota vige automaticamente la tutela paesaggistica”. Quel che manca alla Provincia, oggi, è la competenza sull’ambiente.

  • Il presidente della Provincia, Arno Kompatscher: per affrontare la materia sostiene si debba attendere la riforma dell'Autonomia. Foto: Südtiroler Landtag/Werth
  • Ed è qui che entra la riforma dell’Autonomia, attesa al voto finale del Parlamento mercoledì prossimo. “Crediamo di poter intervenire grazie alla riforma. Gli elicotteri producono rumore, e il rumore rientra a pieno titolo nella materia ambientale, che diventerà nuova competenza provinciale. Vogliamo poi provare a fare una norma di legge provinciale”. Da qui la richiesta a Foppa di sospendere il voto, in attesa di capire fino a che punto si potrà arrivare con la legislazione provinciale. Kompatscher ha anche informato che la Provincia ha già presentato un’obiezione formale all’ENAC contro l’individuazione continua di nuove aree di atterraggio, e che con il Comune del Renon si era valutata anche l’ipotesi di un ricorso.

  • I droni vietati

    Foppa non ha nascosto la perplessità. “Non ho avuto buone esperienze con le sospensioni dei miei testi”, ha detto, citando il caso recente di un proprio documento sulla balneazione del lago di Caldaro. Nonostante ciò la consigliera ha accettato di sospendere il voto, riservandosi di riportarlo in aula nei prossimi mesi: “Bisogna parlare con gli operatori turistici e chiedersi che tipo di turismo vogliamo. Un certo tipo di turismo da luna park ne esclude un altro”, ha concluso Foppa.

  • Foto: D-Flight
  • Rispetto al sopraccitato caso di San Genesio, vale la pena aggiungere un dettaglio tecnico. Secondo quanto appurato da SALTO, sull’intero altipiano del Salto – con limitazioni che si estendono fino a Terlano – vige una No-Flight Zone per i droni in categoria Open, legata alla presenza dell‘aviosuperficie dei Gostner all’Epphof di Valas/Flaas. In altre parole, anche un drone giocattolo da 249 grammi, per chi rispetta le regole di volo, non può sorvolare la zona. Lo stesso vale per l’area dell’eliporto in Val Sarentino, come mostra una schermata del portale ENAC D-Flight. In altre parole, dove un giocattolo a batteria è vietato, un elicottero a motore con tre passeggeri a bordo può atterrare a pranzo.