I vincitori della terza edizione
Avvertenza: Questo contributo è un messaggio promozionale e non rispecchia necessariamente l'opinione della redazione di SALTO.
Promosso dalla Ripartizione Cultura italiana della Provincia Autonoma di Bolzano, il premio vede quest’anno la collaborazione tra Museion e Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea di Torino.
Stefano Bernardi e Samira Mosca sono gli artisti vincitori della terza edizione del Premio Piero Siena 2026, mentre all’artista scomparsa Rina Riva è stata conferita una menzione speciale. La cerimonia di premiazione si è tenuta mercoledì 1° luglio presso il TreviLab alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni coinvolte. Come sottolinea il Vicepresidente della Provincia e Assessore alla Cultura, Marco Galateo, “il Premio Piero Siena è un riconoscimento alla carriera artistica dei protagonisti della cultura visuale del territorio e alla crescita del patrimonio artistico delle istituzioni di arte contemporanea che hanno condiviso le finalità del progetto”.
La terza edizione del Progetto della Provincia Autonoma di Bolzano – Alto Adige, ufficio Cultura – Ripartizione Cultura italiana è realizzata in collaborazione con due importanti istituzioni che si occupano di arte contemporanea: Museion di Bolzano e Castello di Rivoli di Torino. Oltre a un riconoscimento economico, infatti, il premio offre agli artisti un accesso alle collezioni di importanti musei nazionali.
Per l’occasione gli spazi del Centro Trevi di Bolzano (Via Cappuccini 28) ospiteranno fino al 5 agosto una mostra ad ingresso gratuito curata da Federica Lamedica che presenta al pubblico gli esiti del premio. “Le opere di Stefano Bernardi, Samira Mosca e Rina Riva” dichiara Lamedica “nascono da generazioni, linguaggi e percorsi differenti, ma condividono una comune attenzione verso processi che normalmente sfuggono alla percezione. Corpi, suoni, paesaggi e materiali diventano luoghi in cui si registrano forze invisibili, tracce che consentono di osservare fenomeni di trasformazione che attraversano tanto l’esperienza individuale quanto quella collettiva.” In autunno i due vincitori del Premio Piero Siena 2026 verranno presentati al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea.
Le tre personalità artistiche protagoniste sono state individuate da una giuria composta da Francesco Manacorda e Federica Lamedica, rispettivamente direttore e curatrice del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, dal direttore di Museion Bart van der Heide e dalla curatrice Frida Carazzato, coordinati da Denis Isaia, curatore del premio.
La ricerca di Stefano Bernardi, vincitore del Premio Castello di Rivoli, prende forma attraverso l’ascolto. Le vibrazioni prodotte dalle api, il movimento dell’aria e l’attivazione partecipata delle installazioni rendono percepibili sistemi di interazione che normalmente rimangono nascosti.
Samira Mosca, vincitrice del Premio Museion, indaga il corpo come uno spazio attraversato da memorie, desideri, patologie, norme culturali e relazioni. La ceramica conserva l’impronta di ciò che non è immediatamente visibile: tensioni, assenze, percezioni alterate, forme di cura e di dipendenza che modellano il rapporto con sé e con gli altri.
Novità di questa edizione è la menzione speciale dedicata a una personalità artistica scomparsa. La giuria ha scelto Rina Riva, maestra dell’incisione, nelle cui opere il segno registra trasformazioni, energie e processi che attraversano la materia. I suoi lavori restituiscono la presenza del tempo e del mutamento senza tradursi in una rappresentazione descrittiva della realtà.
Ma chi era Piero Siena?
Questo premio lega il suo nome a Piero Siena (Castelbelforte, Mantova 1912 – Bolzano 2003): pittore, autore, critico, storico dell’arte, manager, pilota e organizzatore instancabile. Un omaggio che ricorda la passione di una vita che ha fatto dell’arte, del pensiero libero e della politica l’impegno di una sperimentazione quotidiana. Dalla fine della Seconda guerra mondiale legherà a Bolzano la sua vita, lasciando in eredità il dibattito sulla necessità di fare arte come missione inalienabile di un territorio. A lui, abile corridore delle Mille Miglia e amico di Togliatti, Argan e di tantissimi artisti come Severini, si deve la concezione di confine inteso come luogo dell’osmosi e dell’interazione tra culture.
Chiamato nel 1986 nel comitato per il nuovo museo d’arte moderna di Bolzano, ne diventerà il primo direttore dal 1987 al 2001, organizzando la struttura stessa di Museion in oltre 80 mostre internazionali. Museion, che oggi si affaccia su piazza Piero Siena, deve la sua esistenza e la collezione alle sue visioni e battaglie culturali, perché – come scriveva – “la cultura non ha vinti, ma solo vincitori”.
Maggiori informazioni sul premio e sulla mostra:
T 0471 300980
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