Ötzi al posto di Museion, again
-
Si riparte daccapo. Appena insediata la nuova presidente della Fondazione Museion Tanja Pichler, eletta il 10 marzo, attorno al museo d’arte moderna e contemporanea di Bolzano è riesploso praticamente lo stesso dibattito di due anni fa. Troppo alti i costi, troppo pochi i visitatori – e perciò la proposta: riconvertirlo nella nuova casa di Ötzi. Ad accendere la miccia è stato anche questa volta l’assessore provinciale al patrimonio Christian Bianchi (Forza Italia), ricordando i 4,3 milioni di euro di costi annui, poco più di 130 mila euro di incassi e – sostiene Bianchi – meno di 30 mila visitatori, rievocando l’idea di spostare lì la mummia del Similaun. Nel colloquio a Palais Widmann, Pichler ha insistito sull’idea di un museo “luogo di incontro”, aperto e partecipato, mentre Arno Kompatscher (SVP) ha ribadito il ruolo del Museion come istituzione culturale capace di creare scambio, innovazione e pensiero critico.
-
“E' proprio il modo di impostare il discorso, molto populista, che non va bene – ribadisce ancora una volta il Landeshauptmann a SALTO – viene preso a esempio il Touriseum, ma pure il Touriseum non si autosostiene. Figuriamoci se può farlo un museo dedicato all’arte contemporanea. L’arte contemporanea, in una terra come la nostra, può dare e ha dato un contributo che non è misurabile in biglietti staccati. Pensiamo anche solo al dibattito che ci fu solo con la mostra inaugurale del 2008, con la rana di Kippenberger. Già quello è stato un contributo molto prezioso per riflettere su chi siamo”. Quanto a Ötzi, “gli va dedicato uno spazio ad hoc. Sennò, provocatoriamente, dico: se basta un capannone per esporlo mettiamolo in Fiera. Il valore della cultura e l’apporto che dà non può essere misurato in spettatori. Ci sono molti musei che piacciono alla destra che non vengono messi in discussione dalla destra anche se hanno numeri molto critici”, conclude Kompatscher.
-
Stessa polemica nel 2024
Al TGR Rai, l’assessore provinciale alla cultura tedesca Philipp Achammer (SVP) ha definito la querelle “quasi ciclica” e ha sostenuto che i visitatori dell’ultimo anno sarebbero stati circa 45 mila, non 30 mila – aggiungendo che il dato va letto anche alla luce della riduzione delle visite scolastiche durante la protesta degli insegnanti. Alla sortita di Bianchi ha replicato anche la consigliera comunale Chiara Rabini (Verdi), parlando di una lettura “miope e pericolosa” e respingendo l’idea di mettere in concorrenza il Museion e il museo di Ötzi. Il punto, anche per l’ex assessora Rabini, è che la cultura non è un lusso da giustificare solo con gli ingressi, ma un investimento in coesione, apertura e futuro.
-
Come detto, non siamo davanti a una polemica nuova, bensì a un eterno ritorno. Il 22 febbraio 2024 SALTO dedicava alla questione una puntata del podcast Streitergasse dall’eloquente titolo “Das Ötzi-Museion”. Anche allora il tema era esattamente questo: il Museion può diventare la nuova “casa” di Ötzi? L’allora assessore comunale Stefano Fattor (PD) proponeva di scambiare le sedi tra Museion e Museo Archeologico, mentre Achammer rispondeva che i musei non sono “scatole intercambiabili”. Dopo poco più di due anni, siamo ancora qui, allo stesso punto di prima.
-
L'episodio della Streitergasse, febbraio 2024
-
Articoli correlati
Gesellschaft | In der StreitergasseDas Ötzi-Museion
Politik | Giunta provinciale“Bianchi non è l’assessore ai musei”
Politik | Bolzano“Ötzi all'ex ENEL? Non mi entusiasma”
Dann hätte die verrückte…
Dann hätte die verrückte DURNWALDER Glaskiste mit den 2 Brücken -e n d l i c h-, „vieleicht den durch den Aufwand angemessenen Zulauf ...?! ...?“
Wenn Menschen nur…
Wenn Menschen nur Dollarzeichen im Kopf haben, sonst nichts ...