"100mila euro di danni all'esercito"
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Abbonati ora a S+Nuovo capitolo sul fronte contabile nella vicenda del Villaggio Alpino “Tempesti” di Corvara, in Alta Badia. Oggi, lunedì 8 giugno, la Guardia di Finanza ha notificato l’invito a dedurre emesso dalla Procura regionale della Corte dei Conti di Bolzano nei confronti di un maresciallo dell’Esercito Italiano, all’epoca dei fatti comandante della base logistica addestrativa in Alto Adige. L’ipotesi contestata è quella di un danno erariale, a titolo di dolo, superiore a 100.000 euro a carico dell’esercito.
L’invito a dedurre rappresenta una fase preliminare del giudizio di responsabilità amministrativa. Il presunto responsabile potrà ora presentare le proprie deduzioni e chiedere di essere sentito personalmente prima dell’eventuale formale esercizio dell’azione da parte della Procura contabile. Vale, come sempre in questi casi, la presunzione di innocenza fino a un’eventuale pronuncia definitiva.
L’atto nasce dalle risultanze dell’attività investigativa del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bolzano, che ha ricostruito quella che la Procura contabile definisce una gestione “privatistica” della base e del personale. Secondo gli elementi d’accusa, il militare avrebbe abusato della propria posizione di comando millantando influenti conoscenze per assicurarsi l’obbedienza dei sottoposti, soggiogandoli con la minaccia del trasferimento in caso di mancata esecuzione degli ordini.
Si tratta dello stesso filone già emerso nel novembre 2024, quando l’Esercito aveva annunciato un’indagine interna sui presunti illeciti al Villaggio Alpino “Tempesti” e la Procura di Bolzano aveva aperto un fascicolo penale. All’origine, le denunce di alcuni militari in servizio, esasperati da un clima descritto come di intimidazione e da una lunga serie di lavori che sarebbero stati svolti – sempre secondo le accuse – per il tornaconto personale del comandante, al vertice della struttura dal 2021.
“Appalti pilotati”
Il cuore della contestazione contabile riguarda un “sistema di scambio di favori” tra il comandante e alcuni imprenditori locali. Attraverso questo meccanismo, il militare avrebbe pilotato procedure di affidamento a vantaggio di quelle imprese e, nella sua veste di direttore dell’esecuzione contrattuale, avrebbe attestato falsamente la regolare esecuzione di lavori e servizi in realtà realizzati solo in parte o mai eseguiti, contribuendo così al pagamento di fatture indebite. A questo si aggiunge, secondo la Procura, un ricorso improprio e strumentale a contratti di permuta stipulati con privati a proprio vantaggio. Il maresciallo avrebbe maturato crediti presso diversi esercizi commerciali, poi utilizzati per esigenze personali – dall’acquisto di costose attrezzature sportive e di beni a uso privato, a lavori di manutenzione sui propri veicoli e perfino il pagamento di una cena in un noto hotel della zona. Come contropartita, mette in evidenza la Procura, il comandante “metteva a disposizione” dei privati i militari della base, distogliendoli dai compiti istituzionali.
Il personale impiegato nei lavori edili
Proprio l’uso improprio del personale costituisce una voce autonoma di danno erariale. I militari sarebbero stati impiegati in lavori edili, di demolizione e di ristrutturazione della struttura – tra cui il rifacimento di un piazzale e di otto servizi igienici – nonostante quegli stessi interventi fossero già stati appaltati e interamente pagati a ditte esterne. Un dettaglio che ricorda le testimonianze riportate dalla stampa due anni fa, quando alcuni sottoposti raccontavano di settimane intere di lavoro manuale dalle 8 alle 18 per opere formalmente affidate a imprese terze.
La vicenda, ricostruita all’epoca da Repubblica e dal Fatto Quotidiano, aveva fatto emergere una presunta gestione “in nero” della spillatrice della birra senza rendicontazione al Ministero della Difesa, l’allestimento di un centro massaggi a uso del comandante, l’installazione di telecamere prive di autorizzazione nonché la concessione di skipass Dolomiti Superski come benefit a ospiti illustri della base. Il maresciallo è stato nel frattempo trasferito a Brunico, dove è confluito anche il comando della stessa caserma di Corvara.
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