"Corrarati sta con banche e Bauernbund"
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Abbonati ora a S+Le dichiarazioni del sindaco Claudio Corrarati sull’emergenza abitativa aprono un fronte politico destinato a far discutere. A intervenire è il consigliere comunale del Pd Stefano Fattor, secondo cui le parole del primo cittadino rappresentano “una straordinaria ammissione politica”.
“Per la prima volta un sindaco di Bolzano afferma apertamente che i prezzi delle case non devono scendere perché occorre tutelare gli interessi delle banche e dei proprietari immobiliari. Una posizione che certifica ciò che molti cittadini sospettavano da anni: il diritto alla casa viene dopo la difesa della rendita. Mentre migliaia di giovani e lavoratori sono costretti a lasciare Bolzano perché impossibilitati ad acquistare o affittare un’abitazione a prezzi sostenibili, il sindaco considera prioritario preservare il valore del patrimonio immobiliare esistente. È una scelta politica precisa, non una fatalità”.
Secondo Fattor, “alle banche, ai grandi e piccoli proprietari immobiliari e al Bauernbund viene garantita la tutela dei loro interessi. Ai giovani viene invece offerta una sola prospettiva: cercare casa altrove”.
Il consigliere dem punta poi il dito contro l’atteggiamento del sindaco sul tema della speculazione edilizia. “Ancora più grave è la rassegnazione manifestata dal sindaco davanti all’enorme speculazione sull’area delle Acciaierie. Di fronte a proprietari che, invece di destinare i terreni alle attività produttive, attendono una futura trasformazione urbanistica per moltiplicarne il valore, Corrarati si limita a riconoscere che ‘è così’. Nessuna iniziativa per contrastare la speculazione, nessuna proposta concreta per difendere l’interesse pubblico. Solo la presa d’atto che il mercato detta legge e la politica si adegua”.
Fattor contesta anche le critiche rivolte dal sindaco all’assessora provinciale Ulli Mair sul fabbisogno abitativo. “Il sindaco preferisce polemizzare con l’assessora invece di affrontare il vero nodo della questione. Mair, parlando di un fabbisogno di 6.000 alloggi, non ha fatto altro che richiamare la stima elaborata dallo studio Sistema, commissionato dallo stesso Comune di Bolzano nel 2019. Uno studio che per anni l’allora assessore all’urbanistica Luis Walcher ha tenuto nel cassetto e che solo la mia personale battaglia interna alla giunta ha fatto emergere. Attaccare chi cita dati richiesti dall’amministrazione appare un modo per evitare il confronto sul problema reale”.
Per il consigliere del Pd, la questione va oltre il numero di alloggi da costruire. “Da decenni la linea della Svp è quella di contenere lo sviluppo di Bolzano. Una città che cresce significa inevitabilmente attrarre nuovi lavoratori, molti dei quali provenienti da fuori provincia. Una prospettiva che una parte della politica altoatesina ha sempre guardato con diffidenza”.
Fattor richiama quindi alcune recenti dichiarazioni dell’ex presidente della Provincia Luis Durnwalder. “Lo stesso Durnwalder ha recentemente ricordato, in un’intervista al Corriere della Sera, come l’obiettivo politico fosse ridurre il peso della popolazione italiana in Alto Adige, passata nel tempo dal 35 al 27 per cento. Favorire oggi lo sviluppo di Bolzano significherebbe invertire quella tendenza demografica. È quindi legittimo chiedersi se dietro l’immobilismo urbanistico non vi siano anche valutazioni di natura politica oltre che economica”.
Secondo Fattor, le conseguenze sono già evidenti. “Bolzano rappresenta probabilmente un caso unico: una città in piena occupazione, con imprese che cercano lavoratori, ma con una popolazione stagnante o addirittura in diminuzione. In qualunque altra realtà europea una simile situazione sarebbe considerata un paradosso. Qui, invece, sembra diventata una strategia. Ma si tratta di una strategia col fiato corto: alla lunga le imprese, i servizi e la sanità, senza apporti di personale esterno, entreranno in crisi per mancanza di personale oppure si trasferiranno in territori più favorevoli”.
Il consigliere conclude con un giudizio politico molto netto sull’operato della nuova amministrazione. “Le parole del sindaco dimostrano che questa amministrazione ha scelto da che parte stare. Dalla parte delle lobby finanziarie, della rendita immobiliare e degli interessi consolidati, non da quella dei giovani, dei lavoratori, delle famiglie e di chi vorrebbe costruire il proprio futuro a Bolzano. La città ha bisogno di una politica che rimetta al centro il diritto alla casa e lo sviluppo, non della conservazione di un sistema che continua ad arricchire pochi mentre costringe un’intera generazione ad andarsene o ad impiccarsi a mutui di 30 o 40 anni per comprarsi 70 metri quadri in periferia”.
Infine l’affondo conclusivo: “Parlando di politica urbanistica e della casa, se volevate sapere cosa significhi avere una giunta di destra, eccovi serviti”.
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