La rivoluzione che cammina nelle case
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Abbonati ora a S+L’Iran del 2026 sembra un Paese al limite, ma Pegah Moshir Pour vede un popolo che non ha mai smesso di lottare, e non lo farà nemmeno ora, neppure dopo la recente repressione e neppure sotto i bombardamenti USA e israeliani, anche grazie a “quella rivoluzione culturale che non ha mai smesso di camminare nelle strade, nelle case e nelle piazze di tutto il Paese”. L’ultimo esempio sono le manifestazioni degli studenti contro i nuovi limiti al diritto allo studio.
L’attivista e autrice dice che la definizione “ragazza di terza cultura” l’ha aiutata a identificare la sua vera cultura, che combina quella dei suoi genitori e quella dove è cresciuta -“i pilastri della mia vita”.
Ospite di SALTO in occasione di un passaggio a Bolzano, ci aiuta a capire cosa resta della rivoluzione di Donna, Vita, Libertà, il segno lasciato dai recenti massacri di manifestanti, e perché la risposta sul futuro del Paese non si trova né a Washington né a Tel Aviv. Buon ascolto.
“Sembrerà veramente una cosa banale ma gli iraniani vogliono un referendum per decidere il sistema politico del Paese”.
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