Provincia autonoma di Trento
Cultura | Cronaca dell’Accordo

Dall'8 al 14 luglio 1946

La cronaca degli avvenimenti che portarono alla stipula dell’accordo De Gasperi-Gruber (6). Una guerra che non vuole finire – e anche i ladini fanno sentire la loro voce.

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Una guerra che non vuole finire

9 luglio. Bolzano. La comunicazione ufficiale arriva attraverso i canali della Croce Rossa. A Mauthausen il 24 aprile del '45 e quindi a poche ore dalla liberazione è morto Decio Fratini arrestato in Bolzano il 19 dicembre 1944 per la sua attività clandestina nella lotta per la liberazione. Lavorava presso la CEDA (Carburanti E Derivati Autarchici). Faceva parte del gruppo di Manlio Longon. Arrestato dalla Gestapo, era stato torturato nei sotterranei del Corpo d’Armata. Viene ricordato come uno dei componenti del gruppo “I sette di Gusen”. 

Comune di Bolzano

A Malles cinque bambini muoiono asfissiati in un bunker, all’interno del quale avevano dato fuoco alla polvere da sparo. Le esalazioni li hanno uccisi. 

A Bolzano la Sezione speciale della Corte d’Assise condanna a 11 anni di reclusione un militare italiano che, nel luglio del 145, aveva ucciso dopo un diverbio un contadino che non voleva vendergli una gallina. Ancora processi davanti alla Corte d’Assise straordinaria. Alla sbarra una dozzina di sudtirolesi accusati di aver affiancato le SS del maggiore Rudolf Tyrolf nelle operazioni antiterrorismo condotte nella primavera del 1944 nel Trentino e Bolzano e che portarono tra l’altro alla cattura di Gianantonio Manci, morto sotto tortura a Bolzano. Diverse condanne vengono coperte dall’amnistia.
 

9 luglio. Salorno. Le forti piogge hanno provocato l’ennesima esondazione dell’Adige. Sono allagate le campagne e i piani bassi delle case nella parte del paese più vicina al fiume.
 

11 luglio. Bolzano. La razione quotidiana di pane viene aumentata a 250 grammi a persona. Ancora occupazioni abusive di case in costruzione. Il Commissariato Alloggi denuncia una situazione insostenibile. Ci sono pericoli per la salute e l’incolumità dei bambini portati a vivere nei cantieri ancora aperti.
 

12 luglio. Roma. Il Segretario Generale del Ministero degli Esteri scrive al rappresentante a Vienna Coppini:

“Questo ministero ha preso atto con interesse di quanto il ministro Gruber ha detto a V.S. in merito ad un eventuale accordo austro-jugoslavo e circa il suo desiderio che fra i governi austriaco e italiano si possa procedere ad un ampio scambio di idee al fine di giungere ad una chiarificazione dei rapporti fra i due Paesi. Gran parte delle considerazioni fattele, specie quelle di carattere territoriale concernenti la questione dell’Alto Adige, appaiono ora superate dalle recenti decisioni di Parigi. Nel quadro e in conseguenza di tali decisioni, così come per quanto si riferisce al complesso delle relazioni politiche ed economiche interessanti i due Paesi, numerose questioni rimarranno da esaminare e risolvere di comune accordo fra il Governo italiano e il Governo austriaco, sia per quanto riguarda le facilitazioni nel transito di frontiera e per i traffici attraverso la linea della Pusteria, sia per quanto riguarda in generale gli scambi commerciali fra le regioni italiane ed austriache di confine, nonché fra i due Stati. Da parte nostra siamo disposti a studiare tali questioni e a risolverle con spirito di ampia comprensione e collaborazione. Si prega la S.V. di voler tenere presenti le considerazioni che precedono ove il ministro Gruber dovesse ritornare con lei sull’argomento”.

13 luglio. Vienna. L’incaricato agli affari Gaja, che sostituisce l’ambasciatore Maurilio Coppini gravemente malato, scrive a De Gasperi:

Questo ministro affari esteri (Gruber NdR) mi ha espresso ieri suo vivo desiderio poter giungere ad accordi con Italia che consentano sviluppo di stabili relazioni di amicizia e collaborazione. A tale scopo egli intenderebbe prendere personalmente contatto con ministro esteri italiano per ampio scambio vedute su problemi italo-austriaci. Per evitare eventuali preventivi attacchi e critiche da parte di certi settori opinione pubblica locale, Gruber propone che incontro abbia luogo eventualmente anche in Italia. Egli potrebbe recarsi costì per breve tempo da Svizzera, dove egli si troverà fine corrente mese. Ministro Gruber non ha fatto alcuno specifico accenno questione Alto Adige, ma ha dato impressione che Governo austriaco potrebbe in determinate circostanze essere disposto mettere in secondo piano problema stesso.

Si alza la voce ladina

14 luglio. Passo Sella. Sono oltre trentamila i partecipanti al raduno convocato per reclamare un’autonomia anche dal gruppo ladino. Ad organizzare la manifestazione l’associazione “Zent Ladina Dolomiti” (ZDL). Questo movimento, strettamente legato alla SVP, era stato fondato il 15 giugno 1946. Era guidato da due ampezzani, Sisto Ghedina (Presidente) e Sisto de Bigontina (Segretario), mentre Guido Iori Rocia di Fassa ricopriva la carica di Vicepresidente.

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Durante la manifestazione vengono fissati gli obiettivi dell’associazione poi riassunti in un telegramma inviato ad Alcide De Gasperi: riconoscimento ufficiale dei ladini come terzo gruppo etnico; riunificazione di tutti i ladini nella provincia di Bolzano; collegio elettorale ladino; amministrazione autonoma separata; parità di trattamento per la lingua ladina; asili, scuole, libri e giornali ladini; rispetto degli usi, costumi e festività ladine; un ufficio viaggi ladino; un ufficio turistico ladino e una camera di commercio separata; misure contro l’emigrazione; trasmissioni radiofoniche in lingua ladina; ripristino della toponomastica ladina. Le stesse richieste furono poi trasfuse in un memorandum affidato ai rappresentanti SVP inviati dal partito alla Conferenza di Parigi.

Le posizioni della Zent Ladina, in particolare del gruppo ampezzano, furono oggetto aspre polemiche da parte bellunese. In particolare il CLN di Belluno definì in un comunicato le richieste di aggregazione alla Provincia di Bolzano come frutto delle manovre di “pochi vecchi nazisti fanatici”.

Le fonti

Mi hanno chiesto da dove ricavo i frammenti di storia e cronaca che metto in ordine cronologico in questi Acta Diurna di ottant’anni fa.

Ci sono ovviamente le cronache di stampa: Alto Adige e Dolomiten in primo luogo, ma anche Volksbote e alcuni quotidiani nazionali ed esteri. La bibliografia dell’Accordo è abbastanza ampia. In campo italiano resta imprescindibile la “Storia diplomatica della questione dell’Alto Adige” di Mario Toscano e in lingua tedesca è molto accurato il volume di Rolf Steininger “Autonomie oder Selbstbestimmung”. Ricchissimo di particolari, di materiale documentario e iconografico il volume “L’Accordo di Parigi – Der Pariser Vertrag”, pubblicato nel 1976 per iniziativa della Regione. Un racconto in prima persona è quello contenuto nell’autobiografia di Friedl Volgger “Mit Südtirol am Scheideweg”. Ci sono poi tutte le opere storiche che inquadrano anche l’epoca dell’Accordo come ad esempio “Im Kampf gegen Rom” di Claus Gatterer.

Moltissimi materiali che trovano posto in questa ricostruzione sono ricavati infine dal volume disponile online “Progetti e documenti per lo statuto speciale di autonomia del 1948 / a cura di Paolo Piccoli, Armando Vadagnini” e soprattutto dai Volumi III e IV della Decima Serie dei Documenti Diplomatici italiani che copre il periodo che va dal 1943 al 1948 e che è liberamente consultabile online grazie al portale dedicato del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.