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Allo skatepark vince chi è più DÜRO

Il 16 e 17 maggio al Platza Skatepark torna il contest urbano di SK8PROJECT: prove di forza, Death Race e musica live. Chiunque può partecipare, con qualsiasi mezzo.
“Il più DÜRO del Park”
Foto: SK8PROJECT
  • Nel 2021, subito dopo il Covid, un gruppo di amici si è presentato al Platza Skatepark con qualche cassa di birra e una coppa riciclata da chissà quale torneo. Nessun permesso, nessun patrocinio: solo la voglia di capire fin dove si arriva. Quella prima edizione radunò una quarantina di persone. Cinque anni dopo, Il più DÜRO del Park, il contest di sport urbani promosso da SK8PROJECT, è diventato uno degli appuntamenti più attesi della scena urbana bolzanina. Quest’anno torna sabato 16 e domenica 17 maggio, sempre al Platza, sui prati del Talvera. 

    “Senza chiedere troppi permessi, supporto del comune o licenze, ci siamo detti che sarebbe stato bello creare delle prove di abilità, non solo di skate”, racconta Riccardo Larcher, presidente di SK8PROJECT. Anche il nome è nato come gioco linguistico: “Non volevamo assegnare per forza una lingua o incasellare il contest in un genere preciso. Volevamo qualcosa che potesse unire tutti in modo neutro, quasi un inglesismo.”

  • La gara in cui vince chi sta appeso più a lungo all'inferriata dello skatepark Foto: SK8PROJECT
  • Il fulcro della manifestazione sono le sfide: salto in lungo e salto in alto con qualsiasi mezzo, longest plank, Corri che piove — il giro di corsa attorno al park — stare appesi all’inferriata, e la Death Race finale, dove si compete con skate, roller o scooter e vale tutto. La partecipazione è aperta a tutti, senza limiti di età o di mezzo. “L’idea è che è bello sentirsi vivi, muovere il corpo e dimostrare a sé stessi quanto si è presenti. Un ragazzino può fare cinque flessioni e tutti lo gasano, un altro può alzare 150 in panca piana. ”, aggiunge Larcher. Il premio più ambito è la cintura — con tutte le foto dei vincitori precedenti attaccate — che il campione in carica Luc Grande proverà a difendere. 

  • Il campione in carica e detentore del titolo Luc Kadjo Grande. Foto: Comune di Bolzano
  • Il programma

    Il programma prenderà il via sabato 16 maggio alle ore 14.00 con STEBO COMET e le sfide “Longest Highest Ollie” e “Plank”. Nel corso del pomeriggio si alterneranno contest, prove tecniche e performance sportive fino alle premiazioni ufficiali previste in serata. A seguire spazio alla musica live con Gorilla Pulp, Tetsuo e il closing set di Ritmo Cattivo fino all’una di notte.

    La giornata di domenica 17 maggio si aprirà invece con attività dedicate al benessere, all’arte e alla musica, tra yoga session, graffiti session curate da Murarte e il torneo di ping pong organizzato da Jolla. Nel pomeriggio torneranno protagoniste le competizioni skate con le best trick session e le premiazioni finali. La chiusura del weekend sarà affidata al set conclusivo di DJ YoungSarr.

  • Alcune immagini della gara. Foto: SK8PROJECT
  • Dal secondo anno il contest ha iniziato a strutturarsi: pubblicità alle fermate dei bus, collaborazione col Comune, richieste di contributi. Una combinazione complicata: “Mettere insieme due mondi così distanti rischia di diventare una posa. Ma se riesci a spiegare le cose per come sono — i benefici reali di attività urbane spontanee, gli spazi dove dal ricco al povero si sta tutti tranquilli — nessuno può avere nulla in contrario.” La difficoltà, aggiunge, riguarda un problema più ampio: “Spesso la cultura è calata dall’alto senza confronto con chi viene dal basso. E dall’altra parte, a volte anche chi viene dal basso non ha voglia di cedere nemmeno un centimetro”.

  • Durante l'evento ci sarà anche tanta musica dal vivo. In questa foto un'esibizione dei Tu Sabes dell'edizione 2025. Foto: SK8PROJECT
  • SK8PROJECT è attiva da oltre vent’anni nella scena urbana bolzanina. In una città dove convivono lingue e culture diverse, il park funziona come territorio neutro ed inclusivo, capace di mettere insieme persone di background diversi in maniera spontanea. “Arrivano ragazzi dalle valli e si trovano assieme a chi viene da via Resia, si confrontano partendo dalla tavola.” Nessuna appartenenza richiesta o prestabilita. “Nel calcio o nel tennis non funzionerebbe — devi rendere in un certo modo, in un orario prestabilito. Qui no.” Alla passione per lo skate, spiega Larcher, si arriva per strade diverse: lo sport, l’estetica, la ribellione. “Io stesso mi nascondevo lo skate sotto la giacca per non farlo sapere a mia mamma.”

    La sfida dei prossimi anni è tenere insieme l’anima spontanea del progetto con strumenti più strutturati, come la skate school — oggi in calo per mancanza di istruttori. “Da un lato vuoi preservare la cultura libera dello street skating, dall’altro la scuola dà ai genitori più fiducia nello spazio e nelle persone. Forse è la via di mezzo giusta da tentare.”