Economia | Consumatori

Assoutenti boccia Dolomiti Superski

L'associazione è molto critica con la proposta del Consorzio dello sci di “auto-multarsi” per 30 milioni. “Non ha senso dare rimborsi solo a chi li chiede prima”. “Non affrontato il nodo degli aumenti del 28,5% in quattro anni e nessun impegno per il futuro”.
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Foto: Dolomiti Superski / Wisthaler.com
  • La sorta di auto-multa da 30 milioni che il Consorzio Dolomiti Superski si è detto pronto ad infliggersi per chiudere la delicata istruttoria dell’Antitrust, secondo Assoutenti non è sufficiente e rischia di produrre unicamente una corsa contro il tempo tra sciatori nella quale chi arriva prima potrà ottenere un rimborso e per gli altri ... un pugno di mosche. 

     

    Secondo Assoutenti, tra il 2021 e il 2025 il prezzo del giornaliero Dolomiti Superski sarebbe aumentato del 28,4%.

     

    E‘ proprio contro questo meccanismo che nelle ultime ore è arrivato un duro comunicato di Assoutenti. L’associazione dei consumatori boccia gli impegni depositati dal Consorzio davanti all’Agcm parlando di “troppi limiti e condizioni” per ottenere gli indennizzi e accusando Dolomiti Superski di non affrontare il vero nodo della vicenda: il continuo aumento del costo degli skipass. Secondo Assoutenti, tra il 2021 e il 2025 il prezzo del giornaliero Dolomiti Superski sarebbe aumentato del 28,4%.

    L’istruttoria dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato nasce dal caso Snowit, la piattaforma online che puntava a vendere skipass dei comprensori Dolomiti Superski e che si sarebbe scontrata con i vincoli imposti dal sistema consortile. Da lì l’Antitrust ha acceso i riflettori non solo sulle limitazioni alla vendita degli skipass tramite soggetti terzi, ma anche sul possibile coordinamento centralizzato dei prezzi all’interno del Consorzio.

    Secondo l’Agcm, il sistema Dolomiti Superski avrebbe infatti svolto un ruolo dominante nella definizione delle tariffe dei Consorzi di zona, imponendo inoltre limiti alla possibilità per questi ultimi di commercializzare autonomamente i propri skipass attraverso piattaforme esterne.

     

    “Una volta terminato il fondo messo a disposizione chi presenterà la richiesta, pur avendo diritto al rimborso, rimarrà a mani vuote.”

     

    Per tentare di chiudere il procedimento senza arrivare ad una decisione finale dell’Autorità, Dolomiti Superski ha depositato una serie di impegni che ora dovranno essere valutati dall’Agcm. Tra questi compare anche un pacchetto da 30 milioni di euro destinato agli sciatori che tra le stagioni 2022/23 e 2024/25 hanno acquistato skipass giornalieri o plurigiornalieri.

    Dietro il numero ad effetto, osserva però Assoutenti, si nasconde un sistema pieno di limiti e condizioni. Dei 30 milioni complessivi, soltanto 12 saranno destinati a rimborsi monetari diretti pari al 20% della spesa sostenuta dagli sciatori. Gli altri 18 milioni verranno invece erogati sotto forma di voucher, con uno sconto del 30% su futuri acquisti di skipass. Secondo l’associazione questo meccanismo finisce per favorire chi tornerà ad acquistare skipass Dolomiti Superski, creando una disparità evidente tra chi sceglierà il rimborso cash e chi invece accetterà il voucher.

    Ma soprattutto c’è il nodo del criterio scelto per l’erogazione degli indennizzi. Negli impegni depositati all’Antitrust si legge infatti che i benefici verranno assegnati secondo il principio del “first come, first served”: chi presenterà prima la domanda e riuscirà a vedersela validata otterrà il rimborso fino ad esaurimento dei fondi disponibili. Tradotto: non tutti gli aventi diritto verranno necessariamente rimborsati. “Una volta terminato il fondo messo a disposizione chi presenterà la richiesta, pur avendo diritto al rimborso, rimarrà a mani vuote”, attacca il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso.

     

    Quella che sulla carta appare come una maxi compensazione da 30 milioni rischia di trasformarsi in un fondo limitato, selettivo e a esaurimento.

     

    C'è poi un ulteriore elemento che rischia di creare problemi pratici enormi. Saranno infatti gli stessi sciatori a dover dimostrare di aver acquistato skipass nelle stagioni interessate. Dolomiti Superski spiega che non tutti gli utenti sono registrati nei sistemi informatici o hanno effettuato pagamenti tracciabili, e che quindi serviranno verifiche “non automatizzate”.

    In altre parole, toccherà al consumatore ricostruire la propria posizione, recuperare prove d’acquisto e attivarsi attraverso il portale dedicato che verrà aperto entro il 15 ottobre 2026. Ed è proprio questo il punto politicamente più sensibile dell’intera vicenda. Negli impegni depositati all’Antitrust non compare infatti alcuna promessa concreta di riduzione delle tariffe future. Nessun impegno a frenare il vertiginoso aumento di prezzo  degli skipass.

    Così quella che sulla carta appare come una maxi compensazione da 30 milioni rischia di trasformarsi, almeno secondo Assoutenti, in un fondo limitato, selettivo e a esaurimento. Con una parte consistente delle compensazioni legata, paradossalmente, all’acquisto di nuovi skipass.