Ambiente | Olimpiadi

Cortina, indagata dirigente del Mit

Elisabetta Pellegrini, alta dirigente del Ministero dei Trasporti, è indagata dalla Procura di Belluno per concorso in turbativa d’asta nell’appalto alla cabinovia Apollonio-Socrepes – che non fu completata in tempo per i Giochi olimpici.
SALTO

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L’inchiesta della Procura di Belluno sulla cabinovia Apollonio-Socrepes a Cortina d’Ampezzo arriva ai piani alti di Porta Pia a Roma, dove ha sede il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Tra gli indagati per concorso in turbativa d’asta c’è ora anche Elisabetta Pellegrini, coordinatrice della Struttura tecnica di missione del Ministero, ovvero la dirigente che all’interno del dicastero guidato da Matteo Salvini pianifica e segue i dossier infrastrutturali più delicati. I giornali nazionali la descrivono come “l’ingegnera della Lega” o “ministra ombra”, con un incarico di consigliera “per le questioni infrastrutturali” del vicepremier e la sorveglianza sul Ponte sullo Stretto di Messina, oltre a un rapporto consolidato con il governatore veneto uscente Luca Zaia, che l’aveva voluta al suo fianco per la Pedemontana.

Salvini difende la sua funzionaria

Mercoledì gli investigatori della Squadra Mobile hanno perquisito la dirigente, sequestrando computer e cellulari. L’ipotesi di reato è turbata libertà della gara d’appalto, in relazione all’affidamento da 22 milioni di euro per la costruzione dell’impianto che avrebbe dovuto collegare il parcheggio Apollonio alle piste di Socrepes in tempo per le Olimpiadi di Milano-Cortina. Un affidamento disposto con “estrema urgenza”, ma – questo il punto su cui si concentrano i magistrati – sulla base di un ritardo di circa due mesi e mezzo nell’avvio della normale procedura di gara. Insieme a Pellegrini risultano indagati Fabio Massimo Saldini, commissario straordinario del governo per le opere olimpiche e amministratore delegato di SIMICO, la società pubblica committente, Angelo Redaelli, amministratore delegato dell’azienda appaltatrice Graffer e l’ingegnera di SIMICO Valeria Cepi. Saldini si era già presentato spontaneamente il 28 maggio davanti al procuratore capo Massimo De Bortoli, negando l’esistenza di rapporti privilegiati con la Graffer, l’azienda bresciana di Sergio Lima.

Il ministro alle infrastrutture e trasporti Matteo Salvini (Lega): “Le Olimpiadi Milano-Cortina rappresentano un successo straordinario”. USP

Il ministro Salvini ha reagito con una nota in cui ribadisce che la stima e la fiducia nei confronti di Pellegrini “restano immutate”. “Le Olimpiadi Milano-Cortina rappresentano un successo straordinario riconosciuto anche all’estero – ha scritto il vicepremier – sono state il frutto di anni di lavoro mio e di un’intera squadra, di cui ha fatto parte anche Elisabetta Pellegrini, che si è distinta per impegno e laboriosità. Sono certo che le indagini confermeranno la piena legittimità di tutti gli atti”.

La vicenda, dall'inizio

La storia dell’impianto Apollonio-Socrepes, che SALTO segue dal luglio 2025, è quella di un’annunciata opera incompiuta. Già con un parere dell’estate 2024 il Comitato per la Valutazione Ambientale Strategica aveva indicato i prati di Mortisa, l’area interessata dal tracciato, come soggetta a dissesti idrogeologici e non idonei ad accogliere l’impianto. Il bando da 22 milioni viene comunque pubblicato il 27 maggio 2025, ma i due colossi sudtirolesi del settore, Leitner e Doppelmayr, non presentano offerte e la gara va deserta. L’azienda di Vipiteno spiegherà a SALTO che la rinuncia era dovuta all'impossibilità di realizzare un’opera così complessa (e a rischio frana) in tempo per i Giochi.

La frana dell’estate 2025 nel cantiere della cabinovia: gli abitanti della zona presentarono svariati esposti. SALTO

A quel punto SIMICO sceglie la procedura negoziata e affida i lavori a un’associazione temporanea d’impresa guidata dalla Graffer, che fino ad allora si era occupata in buona parte di revisioni e non aveva mai costruito una cabinovia, tanto da doversi rivolgere per le cabine all’impresa turca Anadolu Teleferik. I mesi successivi sono una corsa contro il tempo, a fine agosto 2025 una frattura di trenta metri si apre a monte dell’abitato di Lacedel. L’impianto non sarà pronto né per l’inaugurazione dei GIochi del 6 febbraio né per il SuperG femminile del 12: il pubblico delle gare verrà trasportato in quota dai bus navetta. Ad oggi la cabinovia non è ancora entrata in funzione.

Il salto di qualità investigativo era arrivato il 21 maggio, con le perquisizioni nelle sedi di SIMICO e Graffer disposte dalla Procura di Belluno. Nel comunicato i magistrati ipotizzavano “accordi collusivi” o “modalità fraudolente” volte a favorire deliberatamente la Graffer nell’assegnazione dei lavori, “con la consapevolezza che i tempi a disposizione non sarebbero stati compatibili con la messa in funzione dell’impianto entro l’inizio dei Giochi Olimpici”. Con l’iscrizione di Pellegrini nel registro degli indagati, quell’ipotesi investigativa varca ora la soglia del ministero.