Dal 15 al 21 settembre
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Abbonati ora a S+15 settembre. Bolzano. La Prefettura comunica il quarto elenco delle gare di appalto per lavori di ricostruzione, a sollievo della disoccupazione.
15 settembre. Roma. Botta e risposta sul quotidiano comunista L’Unità tra l’ambasciatore Eugenio Reale e De Gasperi. A Reale che in un articolo di prima pagina pubblicato dal giornale il 13 settembre lo lodava per l’accordo raggiunto sull’Alto Adige (intesa alla quale Reale, in sede di delegazione italiana alla Conferenza di Parigi non aveva invece risparmiato critiche), ma si augurava che un eguale dinamismo fosse riservato anche ad altri rapporti come quelli da regolare con l’Albania comunista De Gasperi risponde respingendo decisamente le critiche di immobilismo diplomatico.
15 settembre. Milano. L’edizione lombarda del quotidiano socialista L’Avanti, pubblica un lungo articolo siglato da Ernesta Bittanti, vedova di Cesare Battisti e tenace ed appassionata militante socialista e antifascista. Nel suo intervento Bittanti loda apertamente il contenuto e i termini diplomatici dell’intesa. In un post scriptum si dice personalmente sicura che l’autonomia resterà limitata al solo Alto Adige.
16 settembre. Parigi. Carandini rassicura De Gasperi:
“Gruber dichiara che non c’è ombra di equivoco circa il fatto che la questione del comprensorio resta aperta e non dubita che in successiva più quieta atmosfera il Governo italiano troverà una soluzione soddisfacente le reciproche esigenze dei due gruppi. Egli non era personalmente al corrente del telegramma direttovi da Volgger e Guggenberg e ne è spiacente. Promette che si adopererà per calmare quegli elementi e ti prega di non dare soverchia importanza alla cosa. Ti assicuro che ho chiarito con lui la situazione nei termini più precisi e leali. I delegati belgi e olandesi, per suggerimento inglese, hanno trasmesso al Segretariato della Conferenza una nuova proposta nella quale fanno propria l’intesa italo-austriaca. La formula da inserirsi nel trattato è all’incirca questa: ”Le Potenze alleate e quelle associate prendono atto delle disposizioni (testo allegato) concordate tra il Governo italiano e quello austriaco il 5 settembre 1946 che assicurano determinate garanzie agli abitanti di lingua tedesca dell’Alto Adige“. La Francia ha dichiarato agli inglesi che appoggerà tale proposta”
17 settembre. Vienna. Riunione del Consiglio dei Ministri. Si discute tra l’altro della sorte dell’Accordo, e delle sue modalità di inserimento nell’articolo 10 del trattato di pace.
17 settembre. Bolzano. L’ufficio razionamenti comunica che per gli anziani sopra i 65 anni è disponibile una distribuzione straordinaria di marmellata. Segue l’elenco di una decina di esercizi che potranno effettuare la consegna dietro presentazione delle apposite carte annonarie.
18 settembre. Parigi. Carandini incontra la delegazione sudtirolese. È il primo contatto ufficiale. Così l’ambasciatore informa De Gasperi:
“Ho ritenuto utile ricevere ieri Volgger e Guggenberg che avevano chiesto di vedermi prima di lasciare Parigi. L’azione moderatrice di Gruber ha avuto il suo effetto e i due sono in fondo spiacenti di aver indirizzato al presidente De Gasperi il messaggio di cui al telegramma per corriere di questa delegazione.
Ho avuto con loro una aperta ed esauriente conversazione al termine della quale essi mi hanno assicurato della loro sincera cooperazione, dichiarando che non si opporranno all’allargamento amministrativo con Trento purché diritti Alto Adige trovino in tale quadro adeguata tutela.”
20 settembre. Roma. Le rassicurazioni di Carandini dopo gli incontri con la delegazione sudtirolese placano i timori di De Gasperi, ma non bastano per rassicurare del tutto quelli del potentissimo Segretario Generale degli esteri Prunas che così scrive all’ambasciatore:
“Naturalmente non dubito affatto che nelle conversazioni che hanno condotto all’accordo le cose siano state esplicitamente chiarite nei termini che lei conferma. Ma si tratta, se non erro, di chiarimenti verbali che non lasciano dunque traccia. Ora io mi domando e le domando se non sia per avventura opportuno che una qualche traccia scritta vi sia. Magari sotto forma di una sua breve lettera a Gruber in cui nel ringraziarlo a nome del presidente per le assicurazioni datagli nell’ultimo colloquio avuto con lei, si riconfermi la ormai incontroversa interpretazione circa i limiti del potere autonomo. Eccesso di cautela? Può darsi. Ma è certamente questo un problema che riaffiorerà al momento della sua concreta attuazione con evidente rilievo e sarà, credo, buona cosa avere sin da ora tutte le carte in ordine. La formula da inserirsi nel trattato di pace, se resta tale, mi pare accettabile e comunque inoffensiva. Ha visto le reazioni sovietiche all’accordo? La Pravda vi ha dedicato or è qualche giorno un lungo articolo in cui, dopo aver rilevato che ”mentre la regione autonoma dovrebbe essere limitata all’alto Adige, secondo De Gasperi essa dovrebbe invece comprendere anche Trento, ove ci sono oltre 400 mila italiani“, si afferma che ”in alcuni circoli austriaci l’accordo del 5 settembre viene definito come il primo passo verso un blocco antislavo“. L’eterno incubo di Mosca. Ma sono comunque reazioni di cui è bene tener conto. Le sarò molto grato se ella vorrà, a nostro nome, segnalare la cosa a Quaroni, perché, se lo crede opportuno, voglia spiegare ai russi come le cose effettivamente stanno, come si sono svolte e a che fini puramente ed esclusivamente nazionali”.
20 settembre. Bolzano. Otto arresti per un reato “tipico” dell’epoca. Falsificavano e vendevano bollini necessari per prelevare le razioni di zucchero.
20 settembre. Sulla pagina degli annunci economici del Dolomiten trova posto il messaggio di una madre che chiede ai reduci dalla prigionia in Russia notizie del figlio, disperso dal 1942. Attende notizie.
21 settembre. Parigi. Nuovo incontro tra Carandini e Otto von Guggenberg. I toni, come riferisce nel suo sunto l’esponente sudtirolese, sembrano essere più distesi. Resta la differenza di vedute, ad esempio, sulla figura del Prefetto Innocenti, lodatissimo da Carandini e sul quale invece Guggenberg esprime serie riserve. Il colloquio si chiude con l’invito del diplomatico italiano ai sudtirolesi di chiedere, una volta rientrati in Italia, un confronto diretto con De Gasperi.
21 settembre. Parigi. Sessione della Commissione politico – territoriale della Conferenza per decidere la formulazione definitiva di quell’articolo 10 del Trattato con l’Italia che riguarda il rapporto con l’Austria. Con 16 voti favorevoli e sei contrari, tutti quelli dei paesi del blocco comunista e l’astensione dell’Etiopia, passa la proposta di un testo molto breve, composto da due capoversi. Il primo riguarda l’impegno italiano a permettere lo scambio di merci lungo la Pusteria tra Tirolo Settentrionale e Tirolo Orientale. Il secondo richiama semplicemente come allegato al Trattato l’Accordo siglato il 5 settembre. Si tratta di un primo passaggio. Il testo del trattato, articolo 10 e allegati inclusi, passera ancora per una serie di votazioni sino a diventare definitivo dopo mesi.
Nella capitale francese la Conferenza prosegue ma ormai sulla questione altoatesina tutto è stato deciso. La delegazione sudtirolese si trova quindi nella necessità di rientrare alla base. Il viaggio verso Parigi era iniziato con il passaggio clandestino della frontiera. Per il rientro si conta su un mutato atteggiamento delle autorità italiane che aveva inutilmente cercato di impedire la trasferta. E l’ambasciatore Carandini scrive a Roma:
“I cosiddetti plenipotenziari sud tirolesi Volgger e Guggenberg (cittadini italiani) ed Hans Shoefl (cittadino austriaco) hanno chiesto di essere autorizzati a fare ritorno in Alto Adige. Erano giunti a Parigi, i primi due con documenti rilasciati dalle autorità francesi in Austria, il terzo con passaporto provvisorio austriaco. In considerazione di quanto riferito con fonogramma sopracitato ho ritenuto opportuno farli munire documenti viaggio questo consolato onde assicurare che non verranno molestati rientro in Italia. Guggenberg e Schoefl si recano a Bressanone; Volgger a Bolzano.
Prego voler dare comunicazione di quanto precede alla Prefettura di Bolzano.
Mi riservo far conoscere data loro passaggio frontiera.”
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Degasperi war ein…
Degasperi war ein überzeugter Antisemit - eine Eiganschaft, die er von seinem väterlichen Freund Celestino Endrici übernommen hat. In Wien hat Degasperi sich in antisemitischen christlichsozialen Kreisen bewegt und doort erreicht, dass Enbdrici gegen den Willen des Domkapitels zum Bischof von Trient ernannt wurde. Im Jahr 19004 hat Degasperi gemeinsam mit seinem Freund Cesare Battisti die als „Fatti di Innsbruck“ bekanntgewordenen Tumulte organisiert, bei denen schwer bewaffnete italienische Studenten mit Unterstützung des italienischen Geheimdienstes den Anspruch Italiens auf Tirol auch nördlich des Brenners unterstreichen wollten. Neben seinem Hass auf Juden, Slawen und Deutsche hat sich Degasperi ganz opportunistisch auch in den Dienst des italienischen Nationalismus gestellt, was ihm ja bis heute noch hoch angerechnet wird.
DEGASPERI hat 1945 als…
DEGASPERI hat 1945 als Kenner der Südtiroler-Verhältnisse, um die damals sichere Mehrheit der S V P die Kraft zu lähmen, seine D C von Trient mit der S V P vor den Pflug gespannt ...!
Mit der Devise „Los von Trient“ + der Weigerung sich an Regional-Regierung zu beteiligen, der hat die von Magnago geführte S V P nicht un-bedingt die beste Karte ausgespielt, da 35.000 Südtiroler-Arbeiter in das umliegende Ausland abgedrängt wurden ...!
Die 1949 vom Berhard von Zallinger „TESHE“ in seiner S V P internen Schrift „Mit der D C muss zäh verhandelt werden!, war den damals allein-Meinungs-Machern der DOLOMITEN,“ einem 11/2 seitigen Verriß wert.
Der damalge Abgeordnete im Römischen Parlament „von GUGGENBERG fühlte sich berufen, kräftig nach-zu-treten ...!“
Das war aber nicht der…
Das war aber nicht der Guggenberg, der hier in einem Foto präsentiert wurde., ein Zeichen dafür, wie oberflächlich recherchiert wurde.